13.05.08 Telepatiti

X-Factor, Shakira, gli sfigati e la supremazia estera

Perché diamine da noi questi personaggi non si sono presentati?

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11.05.08 Bloc-notes, Frammenti Gattici

Stavamo solo scherzando

Chi era, allora, la persona che ci troviamo qui a piangere assieme?
Chi sono io?
Una ragazzetta quattrocchi, dal seno piatto, secchiona, asociale snob bloccata alla Scuola Xavier!
Non vi piacciono queste parole? Avrei potuto usarne di più simpatiche. Ne ho sentite di peggiori. Chi non lo ha fatto? Così spesso, così facilmente che forse abbiamo dimenticato il loro potere di ferire.
Negro, zingaro, occhi a mandorla, terrone, frocio, mutante… La lista è così lunga, e così crudele.
Sono delle etichette. Attributi. E fanno male.
Ma di solito ne ridiamo o ci vendichiamo, con altrettante parole o con i pugni… o soffriamo in silenzio. Niente di cui rimanere sorpresi: non è altro che la pura e semplice realtà che viviamo. Non è vero? Perché dovremmo lamentarcene?
Il problema è che quando qualcuno ha etichettato Larry Bodine come un mutante, ha fatto centro… perché lo era davvero.
Il suo potere era di creare il bello. Tutto qua. Creava con la luce e i colori la stessa cosa che faceva Mozart con i suoni. E non voleva niente di più che essere accettato dai suoi pari. E magari anche apprezzato…
…e non è quello che vuole ciascuno di noi? Avere amici. Persone che si preoccupino per noi? Di non ritrovarsi soli?
Se siamo fortunati, abbiamo qualcuno a cui rivolgerci.
Larry non lo era. Pensava che se la gente avesse scoperto la verità, avrebbero smesso di vedere lui e avrebbero iniziato a vedere solo l’etichetta, il marchio, la sua personale “lettera scarlatta”.
Così ha nascosto la verità e ha vissuto nel terrore di essere scoperto. Ha anche iniziato a prendere in giro i mutanti in prima persona. Cosa volevate che fosse perdere la sua anima, se quello avrebbe reso la sua vita migliore.
È questa la tragedia, è questa la nostra vergogna.
Pensate a quello che dite. Immaginate se quelle stesse parole venissero rivolte a voi. È facile farsi quattro risate alle spalle di altri, davvero facile diventare crudeli. Provate per una volta a mettervi nei panni dell’altro. Se c’è qualcosa che dovremmo imparare dalla morte di Larry, è questa…
Volete sapere chi sono io? Sono Katherine Pryde. Questa è la sola cosa che conta.

Il resto sono solo etichette.

Odio il mio corpo. Nelle sue foto sono tutti bellissimi. Tranne me.

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11.05.08 A cat in the city, Bloc-notes

Le apparenze ingannano

Un excursus dei momenti topici del WordCamp milanese di ieri, 10 maggio 2008. Bella location, bella gente, ovviamente lo speech più interessante era quello meno organizzato (AskBeggi, presto on-line).

Questo è Gatto Nero, il frocio più famoso di Internet

Wolly, descrivendomi alla di lui compagna e agli astanti.

Questo è Gatto Nero, il blogger più stylish di Internet

Vari ed eventuali, ai quali rispondevo con uno sguardo interrogativo a loro e ai miei vestiti da accattone.

(entusiasta) Ah, ma tu sei gattostanco?
(delusa e alla-direttore-supremo-con-fantozzi) Ah, no.

Una che non era Selvaggia Lucarelli

Ti immaginavo più alto

Remyna, durante l’aperitivo post-camp.
La mia risposta? “Anche io”
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11.05.08 Frammenti Gattici

Biancaneve e i sette twit

Dal WordCamp 2008 di Milano, una immagine che farebbe rizzare i capelli a Catepol: ninna_r le ha fregato il posto come regina di twitter.
La regina è morta, viva la regina.

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10.05.08 A cat in the city, Frammenti Gattici

Esperimenti di felicità sensata

HO LA CASA

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10.05.08 Bloc-notes

Wikipedia e l’Italia

Wikipedia e l'Italia

I brutti effetti di un vandalismo si ripercuotono nel tempo.

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10.05.08 Frammenti Gattici

Più che altro confuso*

Vegeto sul letto. O nel letto, mai capita la differenza.
Sudato, ovviamente, perché sta arrivando l’estate e il mio corpo comincia la metamorfosi in termosifone, che culminerà nel mio famigerato Culo Ignifero™ (l’unico che ci puoi friggere un uovo sopra, direi).

Rifletto su un po’ di cose, mentre l’editor visuale di Wordpress non mi funziona. Ma forse non funziono io.

* = ATTENZIONE: post ad alta concentrazione di cazzate

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09.05.08 Frammenti Gattici

E allora frustami, e legami stretto al letto…

Ho aggiornato a Wordpress 2.5.1 nel peggior modo possibile.
Giusto per essere sicuro di massimizzare il numero di problemi che dovrò affrontare da qui all’eternità.

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09.05.08 Frammenti Gattici

Sono un superficiale

La becco sul treno, mentre faccio ritorno dall’allegra Provincia Varesotta verso Milano (tappa intermedia, il capoluogo di provincia).
La chiamano Ila. Sarà alta neanche 1 metro e cinquanta, biondina, pischelletta. Cartelletta di plastica - che ce l’abbiamo avuta tutti alle medie, dove tenevi l’album da disegno e le attrezzature di Educazione Tecnica - tutta tempestata di TH / Tokio Hotel Tokio Hotel Tokio Hotel / e una poesia scarabocchiata con l’Uniposca:

6 mitica, 6 ok, resta sempre come sei
6 carina, 6 vivace, 6 l’amica che mi piace

Un tuffo carpiato nella mia adolescenza poco brufolosa, che neanche la rediviva Miss Barbie Nana Modamare Calabria c’è riuscita. La guardo di sottecchi e sorrido tronfio. Poi apre bocca e parla come una trentenne cosmopolita, convinta, tranquilla, posata:

Secondo me deve essere bello avere un amico gay. Secondo me, magari, nasce un’amicizia proprio vera.

Mi ha fregato.

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08.05.08 In breve

Misteri lavorativi #1

Perché utilizzare i cessi chiusi, e pisciare con la porta aperta? Perché?

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08.05.08 Frammenti Gattici

Compensazioni

Ci sono due certezze che fanno di me quello che sono:

  1. Ho l’animo buono
  2. Non trombo mai

Quanto meno, in uno dei due casi prendo un sacco di inculate.

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08.05.08 Spolitichese

Come dichiarazioni, solo monosillabi e suoni gutturali

…ma il Ministero delle Comunicazioni dove è finito? E soprattutto…cos’è il Ministero della SEMPLIFICAZIONE?!

Niketta

Quello che mi preoccupa, semmai, è che come ministro ci abbiano messo Calderoli.

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06.05.08 Frammenti Gattici

A Milano si fa una vita da cani

Milano canina: razzismo felino su Flickr.com

«Qualora nella vettura o nelle stazioni della metropolitana fosse contemporaneamente presente anche un cane, ove si evidenziasse incompatibilità di coabitazione fra le specie, il possessore del gatto è tenuto a occupare un altro posto, a camiare vettura, al limite ad abbandonare il mezzo di trasporto o la stazione.»

Milano canina: razzismo felino, foto postata da gattonero.

 

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06.05.08 Frammenti Gattici

Stamattina vorrei essere un Hello, e volare via (all’estero)

Sieg Heil: svastiche in provincia di VareseIl mio problema - come già ampiamente dimostrato più e più volte, tra l’altro - è che sono un inguaribile ottimista. Pur sapendo che il mondo in cui viviamo è una merda, tendo sempre alla sindrome di Pollyanna.

Così, quando alle scorse elezioni ha vinto spudoratamente la simildestra berlusconiana-bossiana, mi sono detto: “poco male, quanto meno la Sinistra imparerà la lezione e riuscirà a riformarsi in maniera un po’ più moderna” (niente, manco quello pensano di doverci).

Avevo ignorato che l’euforia di una vittoria così smaccata non avrebbe risvegliato la gioia solo di quella destra proficua, utile, civile. Ma anche di quella estrema, di quella violenta e intollerante, di quella Destra dell’Odio che tanta gioia provoca nei nostri cuòr.

E così, in poche settimane, stiamo assistendo alla qualunque. Pestaggi, violenze, inneggiamenti, saluti romani, mazzate per una sigaretta. Meraviglia.

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30.04.08 Parole di carta

Promemoriae #1

Beh, quanto meno Contozero una cosa di buono l’ha fatta: farmi tornare sui miei passi e salvare un vecchio resoconto della mia vita wikipediana. Ché magari fra qualche tempo casualmente verrà cancellato dagli admin attuali, chissà.

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29.04.08 A cat in the city, Frammenti Gattici

L’ospite imperfetto

ATTENZIONE: Questo post è un manifesto. Un modo per chiedere scusa e allo stesso tempo ringraziare chi mi ha ospitato, chi mi ospita e a chi in futuro potrebbe capitare di ospitarmi. Lo scrivo qui quando potrei dirlo a voce, perché - per quanto possa non sembrare - ho delle difficoltà a esprimere bene a parole quello che penso; farlo per iscritto aiuta. Naturalmente non c’è bisogno di alcuna risposta da parte di chi ha avuto a che fare con me: facciamo finta di nulla e andiamo avanti a vivere tranquilli. Mi basta che lo sappiate.

“L’ospite dopo tre giorni puzza”. C’è una ragione per cui questo genere di frasi rientra nell’orbita della saggezza popolare, anche se il più delle volte non se ne capisce il vero significato fino a quando non si vive il tutto sulla propria pelle.

Nel caso della frase in oggetto, l’accento non è tanto su una mera questione temporale di buona etichetta, che prevede una scadenza pari alla frutta matura prima di marcire; più che altro il problema risiede tutto nello status di “persona che si fa ospitare”, che inevitabilmente - nonostante la buona volontà di ospitante e ospitato - porta a una condizione di tensione e “incrinamento” dei rapporti. È un discorso semplice.

L’ospite perfetto non esiste. Per quanto si tenti in ogni modo di dare il minor fastidio e di essere il più utili possibile, ci si ritrova comunque sempre a far qualcosa di sbagliato che infastidisce chi ti ha aperto. Tenendo sempre presente che - di riflesso - per quanto ci sia la massima disponibilità e elasticità da parte dell’ospitante, ci sarà sempre qualche azione compiuta da chi si tiene in casa che semplicemente si ritiene irritante.

È la natura: l’uomo è un animale asociale e abitudinario. Costruiamo il nostro microcosmo con fatica e siamo refrattari ai cambiamenti (grazie a Dio, ne abbiamo tutto il diritto). Succede inevitabilmente: nelle convivenze studentesche e post-studentesche, nella vita di coppia, nella convivenza, nella vita matrimoniale, persino in quelle brevi parentesi che sono le nostre vacanze (alzi la mano chi non è andato in gita con ottimi amici senza ritornarne quanto meno un po’ stranito: fortunello, tu).

Del mio mese e mezzo di calvario milanese (ancora non concluso) come pellegrino neo-traslocato privo di fissa dimora, ho imparato questo: il disagio dell’essere ospitato. Sono solito essere io quello che fa i favori, quello disponibile; stavolta sono passato “dall’altra parte della barricata”, e la cosa non è stata per nulla piacevole: nella vita si imparano tante cose, era giusto che vivessi anche questa esperienza.

C’è da dire che sono stato fortunato: ho trovato persone gentilissime, disponibilissime e soprattutto pazienti. Sia nei miei confronti, che nei confronti di una situazione precaria e sfiancante che sfibra me e chi mi sta attorno. Le ringrazio tutte, e mi scuso all’infinito per gli errori che ho potuto commettere e che probabilmente ancora commetterò (senza neanche rendermi conto di farlo).

Se c’è qualcosa che ho compreso da questo capitolo della mia vita, è che un trasloco improvviso è come una lente distorcente. Nel mio caso è riuscita a evidenziare molti degli aspetti peggiori di me (compresa una certa tendenza al patetico), e questo non mi rende per nulla felice. Servirà da lezione, sperando - a parentesi conclusa - di non mettere in bilancio troppi danni.

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27.04.08 In breve

Dì, ma ti droghi?

Quando vieni ad insultarmi sulla mia pagina utente su wiki almeno firmati. La hai scritto “camuffato” qua parli di “camuffone” almeno scegli altri termini. Non sono stato io a scriverti quella serie di insulti. Ora se ci vuoi credere bene se no cazzi tuoi non so che farci. Sei sempre piu’ scoppiato addio

 Sappi che su wiki non metto piede da mesi, e non vedo perché dovrei. 

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23.04.08 Spolitichese

“Ci impegniamo a non dimenticare Giovanni Falcone”

Mi sa che ce ne siamo scordati.

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23.04.08 ParallelNation

A me pare caro pure l’aperitivo…

Perché un cd a 15/20 euro è considerato caro e un aperitivo allo stesso prezzo no?

Cristina Donà, sul costo dei CD e sullo scambio di file

Che poi ne parla anche sul forum di Panorama. Quindi se volete fare un salto e farle quattro domande, sapevatelo.

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22.04.08 Parole di carta

Gayforismi

LA PRIMA COSA CHE NON BISOGNA FARE SE SI CERCA UN FIDANZATO

Comprarsi un cane. Un essere caldo e provvisto di peli, che ci ama e ci segue ovunque andiamo è davvero un concorrente troppo pericoloso per il fidanzato che cerchiamo. Gli somiglia drammaticamente.

“Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna”, Alessandro Fullin

Ovvero: alle volte un bel libro può venir rovinato da un titolo poco centrato, ma quello che c’è scritto dentro vale comunque qualcosa.

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