Abbiate pietà per questo povero gatto, che ora deve proprio uscire e lascerà il layout tutto raffazzonato.
Abbiate pietà, abbiate pietà, abbia yiikes!
Archive for Settembre, 2005
Ho fatto tre piani di scale con calma. Potrebbero mettere degli ascensori a disposizione di tutti, e invece no. Dovrei finirla di fumare, anche se lo faccio raramente. Mi viene quasi il fiatone, sono solo tre piani e ho 24 anni, non va mica bene.
Arrivo al terzo piano. Aula Cardinali. Mi affaccio alla porta e Zagara (nome delizioso per persona deliziosa) mi chiama.
“Fai anche tu etica?”
Veramente dovrei fare storia del giornalismo, Aula Cardinali.
“Guarda, è l’aula a fianco”
Ah, grazie. Ci vediamo dopo. Ciao.
Ora entro nell’Aula Cardinali. Mi siedo in penultima fila, penultimo posto a destra.
Valentina è seduta due file davanti a me, a fianco ci sta Tommaso. Mi saluta. Lui. Lei non si gira neanche.
Ma Valentina non odiava Tommaso?
Ci conosciamo da nove anni e abbiamo passato gli ultimi 5 praticamente gomito a gomito, e ora lei sta seduta due file davanti a me dandomi le spalle e nemmeno si gira, e a me va bene, anzi.
Vedo scorrere davanti a me 3-4 persone, sedersi davanti al professore e parlare.
Tommaso mi chiede se faccio l’esame.
Avrei dovuto farlo, ma non lo faccio.
Ah, dice Tommaso. Quanto lo odio.
Chiede della sua tesi e se ne va. Ora siamo io Valentina e una fila di posti in mezzo, e cinque o sei persone sedute random per l’aula.
Sistemo le mie cose e mi alzo. Delle ragazze arrivano chiassose, aspettano un millisecondo e vanno a parlare col professore. Si faranno interrogare verso il 21 ottobre. Se riesco mi accodo.
Metto il monospalla sulla spalla (lo mettessi sulla coscia suonerebbe strano) e scendo le scale.
Hanno anticipato il terzo esame al 5 ottobre. 5 giorni per un programmone, non ce la farei mai.
Vado verso Via Cola di Rienzo, proviamo con la segreteria studenti.
Cammino. A cosa sto pensando? Ah, alle cose che voglio fare ora.
Compro 3 libri e procedo in Pompa Magna, 22.
Prendo il numeretto, 4. 78 persone in attesa. Eh? Sono al numero 22, e io stanotte non ho dormito per studiare un esame per cui sapevo non sarei stato preparato.
Risalgo le scale, fuori c’è il sole e futuri avvocati fighetti. Qualcuno in vestito.
Prendo la metropolitana.
Leggo un po’.
Ci deve esser qualcosa che non va.
Non in me. Non nelle pareti della mia stanza. Non nel mio portatile. Oddio, forse nel mio portatile sì (ma sorvoliamo).
In generale. Una cosa schifosamente indefinita che sta lì e aleggia nella mia vita e non mi fa stare fermo un minuto.
Oh, vabbè. Domani ho un esame, e stanotte farò la “nottata”.
Ma non credo studierò più di tanto, e naturalmente non sono preparato. Fate un po’ voi.
Arrabbiato sì, quello lo sono. Qualche mese fa Giusy mi disse “Sai, sei molto più rilassato ora. Prima sembrava ce l’avessi col mondo”.
Beh, sono tornato in quella fase, solo centuplicata. E’ bello, edificante, cha cha cha.
Ogni tanto mi scopro a digrignare i denti. Sono gonfio e imbolsito (è proprio vero, la mente ha poteri sul nostro corpo), ho la faccia cupa.
Se ne accorge anche chi mi vede di rado. Tipo la commessa della mia fumetteria di fiducia (taaaaaaanto caruccia, lei. Poverina, st’estate si è scartavetrata sull’asfalto, ma ora è tornata sana sana).
Ma almeno non sono un patetico depresso come la settimana scorsa. Forse la prossima settimana sarò passato nella fase 3, qualunque essa sia. E me ne sto facendo pure una ragione: non è ironico? “E’ la vita”, penso.
Giusy oggi compie gli anni, auguri. E io vorrei avere 30 anni, un lavoro stabile e una casa mia dove non vedrò mai i miei figli correre. E un terrazzo dove fare una cena ad ogni compleanno, con le candele la musica e pochi amici. E ridere.
Essere felice con poco. Prima ero così bravo. Ce la posso ancora fare. Con molte, molte difficoltà, ma ce la posso fare.
Se qualcuno mi facesse avere lui, magari, sarebbe già un primo passo.
- Mi piace Otto e mezzo. Me lo guardo e mi interessa. Gli argomenti che tratta li tratta bene. Mi fa venire voglia di approfondire. Ferrara è irritante e ci si diverte. Comincia a piacermi.
- Non ho aumentato la frequenza di lettura libri (purtroppo), però ho cominciato a leggere Internazionale. Forse mi abbono.
- Sto comprando Il Foglio. Qualche volta lo leggo pure (ma non sempre). Ho scoperto con orrore e stupore che il lunedì è rosa, e non capisco se cerca di imitare Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport o attirare il pubblico femminile. Magari vuole solo essere fescion.
Io comincio ad avere paura.
Postilla: Guia Soncini mi sta sul cazzo. Se si raccoglie ancora i capelli con le mani con fare da fighetta intellettualoide alternativa de sto cazzo io per quei capelli la prendo e gli spacco la faccia contro la scrivania (senza prendere fiato, grazie).
Giuliano+Ferrara, Il+Foglio, Internazionale Siccome proprio non mi piaceva quel layout così default, mi sono (momentaneamente) convertito alla filosofia dei layout fatti da altri.
E mi prende lo sconforto, che questo è bello davvero. Quando la raggiungo mai una tale perfezione?
I miei sono sempre raffazzonati.
(Vabbè, ma tanto…)
Comunque dopo il 30 può darsi che mi metta al lavoro sul template definitivo, che spero duri almeno un semestre. Spero. Non voglio soffrire anche di schizofrenia da template, ora.
Se per caso qualcuno avesse avuto problemi a commentari, tra ieri e oggi… beh, anche io. Commentare, postare, aggiungere/togliere link o categorie… tutto, insomma. Una desolazione.
Fortunatamente il servizio tecnico di TopHost è stato rapido e solerte, e ha messo tutto a posto. Nel caso dovessi capire anche *come* è successo, ve lo faccio sapere.
Giuro. Davvero. Giur… ok, la smetto.
Comunque mi scuso con quelli che in questo lasso di tempo avessero tentato di aggiungere commenti. E cioè mia madre, credo (se sapesse usare il computer).
Altre cosettine sparse:
- Col “salto dell’hosting” ne ho approfittato per rinnovare WordPress alla versione 1.5.2 (l’avevo già detto?). Anche se ora tutti hanno la smania di avere un invito per wordpress.com. Dandyna ce l’ha. Motivo per non volerlo.
- Il modo in cui è Fabio Ferrari è stato trattati - ieri sera a Matrix - è pura misura di quanto abbia detto una verità scomoda. E infatti il Merolone e la Rifattona se la sono presa tanto tanto.
- Non so nuotare. Ma almeno galleggio.
- Non mi viene la perifrasi
E con questo per ora è tutto. Però giuro che vi aggiorno.
Giuro. Davvero. Sì sì. Giur… ok, la smetto.
Edit: Non ha resistito più di due giorni, il nuovo template. L’odiavo troppo
Per riuscire a ottenere un caffè decente, ho dovuto rifarlo due volte.
Il primo l’ho buttato direttamente, conosco già troppo bene il risultato. Il secondo l’ho affogato nello zucchero - sì il vero caffè va bevuto amaro - e l’ho ingurgitato senza pensarci troppo.
Non credo che nessuno sano di mente possa definirlo “decente”, in realtà, ma in fondo sono sempre stato una persona ottimista e possibilista, che da fiducia.
Sono certo che la prossima volta migliorerai, ragazzo!
E poi spero faccia passare l’emicrania, o il mal di testa, o quel che è. E’ qualche giorno che mi tartassa. Dopo il sonno letargico, il mal di testa. Potrebbe essere sempre qualcosa di psicosomatico, ma anche una bella eredità genetica di mia madre. Grazie, mammà. (Però se continua, io appena scendo in Calabria una visitina me la faccio fare)
Fumo. Da un po’ di tempo fumo. Non tantissimo, non ho ancora il vizio. Vivo benissimo senza sigarette per lunghi periodi. In realtà penso potrei benissimo vivere *sempre* senza sigarette, ma mi rilassano quando sono nervoso.
E ultimamente sono *spesso* nervoso (e uso spesso il grassetto e gli *asterischi*). La scelta è fra la cioccolata e le sigarette, ma per me sono dannosi entrambi. Quindi.
E’ ironico sapermi fumatore, guardando indietro nella mia vita. Non sono passati molti anni da quando contavo le sigarette nei posacenere degli adulti e dicevo “Fumare fa male!” con fare da maestrino. Non sembravo avere dieci anni, quando facevo questi discorsi. Sembravo un adulto (e penso che mio fratello - che a quest’ora avrà trovato l’indirizzo del mio blog e l’avrà messo fra le sue letture preferite - confermerebbe se potesse, ma per un tacito accordo non dirà nulla).
Sembravo un adulto e ora sembro un bambino, alla ricerca di palliativi e scappatoie. Ma è normale, sto crescendo.
Caffè, fumo, l’alcool c’era già. Potrei fare l’en plein, ma manca il sesso.
Che culo.
Simona, se non ci fossi bisognerebbe inventarti.
La tua capacità di creare neologismi e di contravvenire a regole grammaticali/sintattiche di cui non si era neppure a conoscenza è notoria, ed è praticamente inutile stare lì a sparare sulla crocerossa.
De “I giorni dell’abbandono” cosa dire, invece?
Dalle recensioni lette in giro (unito a un certo intuito femminile), non ho potuto fare a meno di applaudire il grande lavoro di Roberto Faenza, che per confezionare questo film dalla grande caratura ha mescolato elementi innovativi e pregnanti come:
- Margherita Buy nella parte di una donna depressa e schizofrenica, mollata dal marito e quindi *più* depressa e schizofrenica;
- Luca Zingaretti nella fondamentale parte del marito “fedigrafo” (Simona docet) che scopa con un’altra. Eloquente i momenti migliori dell’interpretazione zingarettiana secondo il trailer della pellicola: lui che scende le scale e lui che - lapalissianamente - scopa.
- Una canzone di Carmen Consoli nella colonna sonora (vi preeeeeeeeeego, baaaaaaaaaasta!)
- Una trama mai vista con una coppia in crisi, figli disillusi e vicini di casa (che non si fanno mai i cazzi propri).
Date le premesse, che altro fare in una serata di cinema con amici?
Siamo andati a vedere “La bestia nel cuore”.
Simona+Ventura, Luca+Zingaretti, I+giorni+dell'abbandono Il mondo va così: un momento prima ti affanni a restare a galla in una serie di situazioni *non* create da te, ed il momento dopo ti affanni per rattoppare situazioni *create* da te.
Insomma: il mondo è un affanno.
Quindi la risposta è “no”: non siete impazziti, non avete sbagliato blog. E anche “sì”, è tutto frutto delle mie manine sante.
Per farla breve: il mio blog non è passato indenne nel traghettamento dal mio vecchio servizio di hosting (WebPerTe, che non ringrazierò mai per avermi complicato le cose) al nuovo, TopHost.
Il passaggio è avvenuto così all’improvviso (dopo una settimana di ritardi dovuto, ma dai!, a quelli di WebPerTe) che - immagino - il vecchio database con tutti i vecchi post e commenti è sparito in un “puff!”.
Poco male (sì, ora sono nella fase del “poco male”), colgo la palla al balzo e reinizio tutto da capo. Tanto ci sono abituato. Certo, calcolando che avevo iniziato tutto da capo da meno di un mese, beh… la cosa mi stranisce un po’.
…
…
Sì sì sì, ok. Io un backup l’avevo fatto.
Il 15 febbraio.
No, non fate quella faccia, grazie. Sì, lo so che i backup andrebbero fatti una volta al mese almeno. Sì, sono un idiota, e chi non lo è? Sì, e ora mi attacco al tram.
Grazie, consolatorio.
Un annetto della mia vita e dei miei pensieri (6 mesi al netto, calcolando i periodi di magra) spariti come nulla fosse. Depressioni, depressioni, depressioni e annoiamenti vari. E qualche bel post qua e là (ma sono rari).
E ora che faccio? Quei post presenti nel backup li recupero? Gli creo un piccolo Sancta Sanctorum?
Potrei lasciarli lì, nel loro posto: il passato.
E voltare pagina. Se avete consigli, fate pure.
Io ora ho un leggero mal di testa