Vladimir Sobrietas
Vestiti sfavillanti appesi al chiodo, trucco sobrio e atteggiamento composto: in questi giorni di fervida bagarre politica, con sedie vuote e sgabelli aumenta-altezza, contratti con gli italiani a 8 punti e programmi elettorali che “il Pacs non è la prima cosa che interessi gli italiani”, c’è un personaggio che mi ha piacevolmente sorpreso e spiazzato per la sua serietà nell’affrontare un impegno impervio quale può essere la campagna elettorale e i programmi di informazione politica.
Sfoggiando una serie di completi “femminili ma non troppo” fatti di pantaloni aderenti e giacchette dai colori sobri, e lasciando a casa inflessioni vocali da checcapersa e tutte le forzature tipiche del suo personaggio, Vladimir Luxuria sta affrontando con discreta bravura tutti gli impegni correlati alla sua candidatura nelle fila della Rifondazione bertinottiana: ospitate tv, radiofoniche, dichiarazioni stampa. A Liberitutti, a Otto e Mezzo e a L’incudine la Luxuria ha dato sfoggio di una certa capacità oratoria, oltre che di chiarezza. Certo, un po’ acerba e confusa in alcuni casi, ma sulla buona strada… e in fondo la capisco, se di fronte alla domanda di Claudio Martelli “Ma perché non con i radicali?” la futura onorevole si è dovuta un po’ arrampicare sugli specchi, uscendone in ogni caso tutto sommato decentemente.
Resta ancora qualche sbavatura da correggere (ma perché, perché quella foto nel “manifesto elettorale”?), ma siamo sicuri che dovremmo davvero preoccuparci - come ha affermato l’attuale Premier in un intervento ieri ad Ancona - nell’avere una Vladimir Luxuria a contribuire nel decidere le sorti del Paese? E perché non dovremmo preoccuparci, semmai, del fatto che un Calderoli qualunque le abbia decise da qualche anno a questa parte?
Nel frattempo non posso far altro che unirmi al rammarico e alla rabbia di Aelred per il mancato inserimento dei Pacs nel programma dell’Unione, e appoggiare l’iniziativa Arcigay/Arcilesbica (di cui per ora si sa poco) di un sit-in di protesta martedì pomeriggio ma soprattutto la richiesta di Sciltian di ritirare tutte le candidature gay/lesbo/trans dai partiti dell’Unione in favore della Rosa nel pugno (che appoggerà comunque il governo di Sinistra).
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Mauoshi
12.02.06 - 21:20
il fatto che la destra perbene improntata all’identità imprenditoriale si dolga che dalla parte avversa ci sia un transessuale, credo che più che essere per loro un problema di benpensantismo, sia la loro ottica di classismo profondo, dell’anima.
che, peraltro, è un problema comune anche a larga parte della sinistra.
anche perchè più che tossicchiamenti e imbarazzi non ho visto, ma magari mi sono sfuggiti sinceri apprezzamenti dal prodino, ma non credo.
vabbè.
psiko
13.02.06 - 09:19
Sulla rosa del pugno ti dico io poi due cosette a parte. Sull’arcigay non c’è bisogno di dirti nulla, basta piangertelo. Su arcilesbica, beh, basta il nome.
Però vlady è una figa.