
Archive for Marzo, 2006

Che giustamente, le catene di Sant’Antonio colpiscono tutti, anche chi non si chiama Antonio. Mi chiamassi almeno Santo, e sarebbe una cosa giustificata, ma vabbè… a caval donato non si guarda in bocca, si dice (tutta teoria: a me cavalli non ne ha regalato mai nessuno).
In ogni caso, Andreas (che io non conosco, per quanto lui sia stato nei sedili posteriori della mia macchina mentre io guidavo sui sedili anteriori) mi invita - insieme con una manica di altri poveri disgraziati - a prendere la staffetta del “parlaci del tuo rapporto coi sette peccati capitali”.
E con la penuria di voglia e di idee per un post, io ne sono ben contento.
Veniamo al dunque:
Gola: Ahimè, sono una buona forchetta. Non mi ingozzo e non mangio come una piccola scrofa con la sua biada, ma… dannazione, la mia linea non ne risentirebbe, se non fossi goloso. Amo le cose dolci (ma non la panna), amo le cose gustose, amo le cose speziate: in poche parole, amo il gusto.
Superbia: Alla superbia ho dato sempre una accezione molto, molto negativa. Il sentirsi migliori e maltrattare gli altri sono - secondo me - fra i peggiori difetti che posso riscontrare in un uomo. E dato che mi conosco bene, cerco di tenere a bada il mio ego: chiamatela finta modestia, chiamatela come volete, ma difficilmente mi vanterò di una mia qualità. Anzi, al contrario: e non so gestire bene neppure i complimenti che mi vengono rivolti da terze persone.
Ira: Non osate definirmi iroso!
Lussuria: Presente Santa Maria Goretti? Ecco, io non sono mica tanto sicuro che direi di no con tanta forza… Il fatto è che allo stato attuale delle cose, sono Dr.Jekyll e Mr.Hyde: tanta potenzialità (troppa) ma inespressa. Sarebbe ora di trovare un equilibrio. E anche un ragazzo.
Invidia: Ah no, guardate… D’accordo tenere a bada il mio ego, ma invidiare qualcuno? E per cosa? Ma figuriamoci!
Avarizia: Beh, figli miei, dipende dai termini di paragone. Per mia madre, ho le mani bucate. Ai miei amici, invece, devo spesso dire “Ma no, è che conosco il valore dei soldi!”
Accidia: come tutti, il problema per rapportarsi con l’accidia è “Cosa diavolo è?” E sono troppo pigro per andarlo a cercare su Wikipedia…
Vabbè, ditelo che sono uno splendido: come rispondo io, nessuno. Se volete vi posso fare un parallelismo con i dentisti, ormai sono diventato bravo.
In ogni caso, visto che si deve e che sono sempre uno splendido, passo la parola a Frieda, Sbisolo, Helios e Auro (sempre che leggano questo post). E poi anche a Kujaku, Venus e N!ck (sempre che aggiorni il suo blog).
Che poi, io penso che oggi alle 17 torno proprio a trasmettere su Radionation, con la mia Happynation…
Edit: contrordine, si spera per le 18.
Stavo per scrivere un post su quanto fosse bello potersi connettere con l’UMTS stando sull’autobus, prima di stare per sentirmi male per lo stare sull’autobus.
Che meraviglia.
(I dubbi rimangono)
Essendomi reso conto che it.wikipedia non è una democrazia del consenso, ma una dittatura del consenso, ed essendomi reso conto che su wikipedia - almeno su quella italiana - si permettono comportamenti devianti in nome di questo presunto consenso che è in realtà un semplice paravento per il non-intervento, ed essendomi reso conto da tempo che a wikipedia ci tengo, ho davanti due possibilità:
- continuo a fregarmene - essendomi già allontanato dal progetto - e guardo wikipedia distruggersi;
- passo dall’altra parte della barricata, agisco nel pieno rispetto delle regole ma in maniera deleteria per il progetto, e almeno mi prendo la soddisfazione di contribuire alla sua distruzione.
Sono molto, molto indeciso.
Mai foto più profetica.
Ci sta il frocio A (pubblicitario vedovo affranto) che inizia una relazione con un etero (sviluppatore di foto cornuto affranto).
Ci sta il frocio B (traduttore di bozze intellettualoide worholiano) che inizia una relazione con una etera (una scrittrice, pugliese, di nome Valentina Manila, che ha scritto un libro intitolato Mai gridato tanto forte; nel libro non c’è scritto, ma di sicuro aveva un blog all’indirizzo www.countesspersefone.net. Sic.).
Poi il frocio A e l’etero si lasciano e l’etero si innamora di una donna, e il frocio B e l’etera si lasciano che lui scopa con un uomo, ché si sa che le relazioni “interculturali” sono destinate a finire, e la natura non si può negare, e se uno nasce tondo non può morire quadrato.
Fantasia al potere!
Un’inventiva che lèvati.
Un ringraziamento particolare a Matteo Bordone, il cui incoroggiamento ha aiutato il B.Bianchi a completare la stesura di questo romanzo: impiegare meglio il tuo tempo no, eh?
Quello che non capisco, del periodo che sto vivendo, è l’incapacità di definirlo in maniera precisa.
Non posso dire che sia sfigato, perché… Oh, cazzo, certo che è sfigato! Ma non posso dire che sia solo colpa della sfortuna, ecco.
E’ come se assieme alle INNUMEREVOLI piccole sfortune quotidiane si unissero tutti i miei difetti, amplificati alla massima potenza.
Insomma, sfortunato sì, ma ci metto anche dal mio. Ed è come un serpente che si morde la coda, in cui le sfortune accrescono il mio malessere che accresce i miei difetti che stranamente attirano altre sfortune o piccoli contrattempi.
Mi sembra sempre di star lì a mettere una pezza, ogni singolo giorno.
Ogni singolo dannato giorno.
E io, forse, non ce la faccio più.
Via N!ck, via NathanExposed
Cedesi 430 pagine di storiella Harmony, pagate anche care. Protagoniste 4 donne, di cui 2 stronze e 1 patetica. La quarta si salva per poco, molto poco.
Offresi - anche a seguito di mia somma di denaro - a donne “ce ne sono di messe peggio di me” o nostalgici dei reggipetti bruciati in piazza alla “anni e anni di femminismo buttati nel cesso”.
Non vi rispondo al telefono?
Mi mandate un sms e io non vi rispondo prima di un quinquennio?
Aspettate una mia email, ma nel frattempo avete messo su famiglia?
Trovate, insomma, che io mi stia comportando come uno stronzo?
Non avete tutti i torti. Anzi anzi, sono il primo a pensarlo. O magari voi non lo pensate e lo penso solo io.
Oooooh, vabbè, è uguale: che importa?
Sappiate solo che non è uno dei miei migliori periodi, questo. “Non uno dei miei migliori periodi” è un eufemismo. Sì, esaurimento nervoso. Sì, sembra una parolona in effetti, ma come dicevo ieri alla Vale “se non sono arrivato oltre il limite del tracollo nervoso è stato solo perché mi sono aggrappato alla mia sanità mentale con le unghie e con i denti”.
Ma non è che anche così ne sia uscito granché indenne, ma vabbè… è inutile rimuginarci troppo sopra.
Se però - come mi chiedeva Pars in un commento qui sotto - volete fare qualcosa per questa povera anima in pena, potete scegliere fra:
- Trovarmi un ragazzo (carino, simpatico, intelligente, ironico e autoironico, sensuale e possibilmente un po’ cieco, perché mi deve trovare bello. Sono esentati gli llcoollimo.)
- Trovarmi un lavoro (nonostante abbia rinviato per ovvi problemi di nervi, fra qualche mese mi laureo e se qualcuno fosse così gentile da trovarmi un lavoro in campo giornalistico… seguirà appello serio ma querulo e privo di dignità, nei prossimi giorni)
- Regalarmi una vacanza (due settimane, città europea; mi basta vitto e alloggio, ad organizzarmi le giornate mi arrangio da solo)
- Farmi perdere una decina di chili, senza sofferenze estreme
- Regalarmi un oggetto a scelta fra (per favore, coordinatevi, non accetto doppioni):
- Un portatile Apple, mi accontento anche dei futuri MacBookEBasta, ma se vi scappa un Pro…
- Una macchina fotografica digitale-reflex; magari una Canon Eos 350D, ma se voi ne conoscete di migliori posso provare ad accontentarmi
- Guardaroba nuovo, casual sportivo. Abiti su misura, che sono basso e con le taglie normali è difficile trovare qualcosa alla mia altezza (in tutti i sensi)
- Trattamento estetico. Qualcosa di drastico e quindi costoso: se riescono a far apparire decenti un po’ tutti, possibile che non possano fare qualcosa per me?
- CD, di tutti i generi. Originali, e tanti. Roba che se li volessi cominciare ad ascoltare tutti di fila, ci metterei un paio di anni a finirli. E relativo Hi-Fi di buona qualità e di bel design.
- I libri me li compro da solo.
- Ah giusto, l’iPod. Sono l’unico blogger a non averlo, ormai. Il Nano 4GB mi va bene, ma se vi volete buttare sull’iPod Video, sempre che esca…
- Una casa di proprietà, mia mia e solo mia. Non deve essere mica per forza un villino monofamiliare, anche un bilocale va bene. La ristrutturazione secondo i miei gusti deve essere compresa nel regalo.
- Macchina nuova, già che ci sono. Per favore, niente Volkswagen, sono odiose.
Poi, più in generale, potrei accontentarmi di un colpo di fortuna. Una di quelle cose che ti piovono dal cielo e tu non puoi far altro che ringraziare il suo arrivo, e non puoi trattenerti dallo stamparti un sorriso beota sul volto.
Una di quelle cose che nella vita non mi sono capitate mai, ma neanche ci sono andate vicino, ad esserlo.
Che poi lo so: è ora di cambiare un po’ aria. Lo dico perché questo blog sta prendendo un po’ troppo l’aspetto di una ameba, e non va molto bene come cosa.
Già la mia vita è un po’ troppo raffazzonata per i miei gusti, attualmente, tra rabbie, delusioni, rimandi e rattoppi mi reggo in piedi con gli stecchini.
Poco male, immagino capiti a tutti.
Ma siamo in primavera, dannazione! Non posso mica passare il tempo a crogiolarmi nelle mie sfighe: a parte che non è nel mio personaggio, alla lunga la cosa mi fa accumulare un po’ di grasso sui fianchi e considerando lo stato fisico pietoso in cui mi sono ridotto, non mi pare proprio il caso, proprio no.
Comunque: un periodo risalente a eoni fa mi ero fatto un bel template, pronto pronto solo da rifinire, fare gli allacciamenti e arieggiare un po’. Carino, sì. Poco lavoro e voilà, è bello pronto.
Però boh, ora come ora lo trovo un po’ troppo carico. Non che lo sia, ma sono in quella fase beggiana del less is more, non posso farci niente.
Cioè, voi che dite?
Edit: A grande richiesta…

Cremonini ha fatto veramente un bel disco.
