17.03.06 Parole di carta

Scribacchini


Matteo B. Bianchi, “Esperimenti di felicità provvisoria”, foto postata da gattonero.

Mai foto più profetica.
Ci sta il frocio A (pubblicitario vedovo affranto) che inizia una relazione con un etero (sviluppatore di foto cornuto affranto).
Ci sta il frocio B (traduttore di bozze intellettualoide worholiano) che inizia una relazione con una etera (una scrittrice, pugliese, di nome Valentina Manila, che ha scritto un libro intitolato Mai gridato tanto forte; nel libro non c’è scritto, ma di sicuro aveva un blog all’indirizzo www.countesspersefone.net. Sic.).
Poi il frocio A e l’etero si lasciano e l’etero si innamora di una donna, e il frocio B e l’etera si lasciano che lui scopa con un uomo, ché si sa che le relazioni “interculturali” sono destinate a finire, e la natura non si può negare, e se uno nasce tondo non può morire quadrato.
Fantasia al potere!
Un’inventiva che lèvati.

Un ringraziamento particolare a Matteo Bordone, il cui incoroggiamento ha aiutato il B.Bianchi a completare la stesura di questo romanzo: impiegare meglio il tuo tempo no, eh?

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20 commenti a “Scribacchini”


  1. psiko
    17.03.06 - 16:55

    Capisci perché ti adoro. E perché dico che sai scrivere molto molto meglio dello standard medio dei tuoi post. Perché poi vengon fuori delle perle. Tipo questa. Che è da incorniciare.



  2. disorder
    17.03.06 - 18:01

    Il post è molto divertente e attacca lì dove c’è da attaccare; resta il fatto che a me il libro è piaciuto (sul quanto e come piaciuto, ci sto ancora riflettendo) :)



  3. Gatto Nero
    17.03.06 - 18:14

    Disorder, davvero troppo troppo troppo banale. E ci sono andato leggero, perché mi andava di fare un post ironico.
    A scriverci un post serio ci sarebbe da sindacare sulle caratterizzazioni dei personaggi, ad esempio: la base era diversa, certo, ma alla lunga sembravano tutti e 4 una stessa persona visti sotto un particolare aspetto, non erano a tutto tondo e soprattutto erano 4 clichè. Ha messo dei testi scritti “da loro”, ma non c’era una differenza di stile fra i vari scritti. Il ritmo era spezzettatissimo e l’incipit decisamente orrendo.
    Io francamente non capisco come l’editore gliel’abbia potuto pubblicare. Poi la trama crea identificazione, visto che è un tema che ci è vicino e non descrive i froci come puttane, ma è veramente un pessimo libro, portato avanti solo dal nome dell’autore.
    E da Matteo Bordone.



  4. venus
    17.03.06 - 18:29

    Non è il suo libro migliore questo è certo. Ma non mi è sembrato così pessimo. Forse un pò troppo scontato questo si, ma insomma c’è di peggio. Il ritmo spezzettatissimo non è di per sè un difetto, mai letti i racconti di San Francisco? Me lo ricorda molto (anche se quello ovviamente è molto meglio).

    Segnalo il tuo post sul sito di MatteoB e vediamo come reagisce?



  5. Gatto Nero
    17.03.06 - 18:58

    Beh Venus, chiaramente è sempre una questione di gusti. Ma questo aveva dei buchi oggettivi, e soprattutto non diceva nulla di nuovo.
    La sensazione che ho avuto leggendolo? Hai presente quando Manila parla di “libri scritti per tirare a campare, pubblicati sotto falso nome”? Ecco, lui non ha usato un falso nome.
    Riguardo al sito di Bordone, sei libero. Mi odierà, naturalmente. O mi ignorerà. Non penso che mi darà ragione, e vorrei ben vedere… :p



  6. eleonora
    17.03.06 - 20:22

    BRAVO GATTO NERO!!!! Concordo: tutto il libro fa cagare.. tutti i libri del Bianchi fanno pena.. ma che e’! perche’ tirare in ballo la sua fanzine (’tina) su internet? e altre cose che non te pozzo di’…

    a presto

    Ely



  7. Scic
    18.03.06 - 15:05

    In definitiva, un libro assolutamente da comprare! :-)



  8. V.
    20.03.06 - 13:41

    Ma intendevo il blog di Matteo B Bianchi (sto Bordone manco so chi sia!)…
    e si, effettivamente mi aspettavo una reazione un pò più animata… ma tant’è.



  9. Gatto Nero
    20.03.06 - 13:59

    Ma io sono un umile scribacchino della vigna del Signore, Venus… Ti pare? :D



  10. zia fucsia
    20.03.06 - 15:35

    Boh…”GENERATION OF lOVE” mi era piaciuto…oddio lettura da ombrellone…leggero, forse un pò prvedibile, però la generazione di froce bionde e non checche come me ci si sono un pò trovate…Per quanto riguarda “I racconti di SAN FRANCISCO” credo che siano ancora imbattibili!!!



  11. BetOnJazz
    21.03.06 - 00:36

    … e ti devo dare tristemente ragione. Ho trovato odioso inserire “tina” a tutti i costi dentro il romanzo, la storia è indubbiamente povera e prende molto poco. Inoltre, ho notato simpatiche distorsioni di nomi di locali milanesi, tipo il Together di Milano (company?) o il Capture di Brescia (Trap?) che purtroppo mi balzano all’occhio come troppo comiche (sarà che li consoco quei posti?).



  12. Gatto Nero
    21.03.06 - 01:10

    Questa cosa non l’ho capita molto, in effetti. Non penso ci fossero grossi problemi di copyright a citare nomi di locali milanesi (e hinterlandesi)… L’impressione è - di nuovo - che abbia voluto fare il simpatico a tutti i costi.
    Non so, tutto il libro sembra essere imbottito di scelte forzate e non finalizzate alla storia, come se Bianchi si fosse reso conto della debolezza della trama e avesse voluto nasconderla dietro una cortina di fumo.
    Storpiare il nome avrebbe avuto senso nel tentare di costruire un ambiente narrativo artificiale, una non-Milano… ma in tutto il resto del racconto, l’espediente non viene portato avanti.

    Devo essere onesto: alla fine della lettura del libro, la sensazione più forte che ho provato è stata quella di “occasione persa”…



  13. Bice
    21.03.06 - 17:16

    ..beh…forse non voleva dare a vedere che era un ennesimo “lungo racconto” autobiografico (romanzo sarebbe stato un elogio)..o sbaglio?…in versione etero magari…



  14. FireMan
    23.03.06 - 16:59

    bho, che dire, io ho comprato il libro sulla scia dei ricordi dei primi due che - sinceramente - senza troppe pretese ma erano discreti…
    adeesso leggo tutto questo… lo leggerò mai sto libro? non sono nemmeno 100 pagine…. vabbè, dopo l’autobiografia della Rossanda ci starà sicuramente bene…



  15. Massimiliano dall'Asén, Bologna
    4.04.06 - 13:57

    Bellissima la foto! Ahahha!



  16. Gatto Nero
    4.04.06 - 15:10

    Fatta prima di leggere il libro. Nel senso, che l’avevo cominciato lì, sul cesso. Foto profetica (e ripeto) purtroppo.



  17. Massimiliano dall'Asén, Bologna
    4.04.06 - 18:14

    Sinceramente ho trovato assai patetico l’atteggiamento delle finocchie che frequentano il blog di Tom. Solo perché uno è frocio e scrive roba sui froci bisogna osannarlo? Bianchi non sa scrivere, non sa creare personaggi a tutto tondo e manca di un vero sguardo critico e tagliente sulla sua società (quella milanese)… Citare 4 locali trendy, due marche di vestiti note, infilare dentro ad una soap Barbara Chiappini e citare “Comprami” di Viola Valentino significa avere un linguaggio ironico???
    Poveri noi…



  18. Gatto Nero
    5.04.06 - 12:07

    Io posso parlare solo per il libro che ho letto, e questo posso valutare.
    Non conosco neanche il Bianchi per poter dire “sono dei personaggi autobiografici”… l’unica cosa che ho potuto dire, è stato “questi quattro personaggi, alla fin fine, sono tutti un unico personaggio, non si distinguono l’uno dall’altro”.
    Il problema poi non è certo il citare 4 localy trendy di Milano, o il fatto che parli di ciò che conosce… è che - nel libro che ho letto - queste citazioni restano senza un vero significato, galleggiano nel nulla. Ed è un peccato, perché di autori omosessuali che parlano di omosessualità, di un certo livello e diffusione, in Italia non mi pare ce ne siano poi tanti.

    Riguardo all’”atteggiamento assai patetico delle finocchie che frequentano il blog di Tom”, beh… così come non va che mi si dia della frocia invidiosa, non penso sia molto corretto fare altrettanto. E’ una questione di correttezza: possiamo criticare la loro opinione, ma non etichettarle per questo.



  19. Massimiliano dall'Asén, Bologna
    5.04.06 - 12:25

    Oh be’ ma io sono finocchio (nell’accezione positiva). Dico solo che è da finocchie (nell’accezione negativa) fare quadrato attorno a uno “scrittore” solo perché parla di cose gay…
    Cmq l’impressione che i personaggi fossero tutti gli stessi è corretta: sono tutti frammenti del passato di Bianchi o sue aspirazioni: il ragazzino che scriveva le fanzine, lo scrittore (il fatto che si senta come il personaggio di Valentina, e cioè uno scrittore di grido mi fa ridere), il macho etero di quasi 40 anni, e compagnia bella…



  20. iolanda
    7.04.06 - 20:09

    Mio fratello e’ pure gay e amico del Bianchi… la B di mezzo e’ pura fantasia. Non e’ fantasia quello che scrive, bensi’ raccontini, elementari pensierini della sua noiosa vita. Eppoi basta versarci tanto inchiostro: gli fa solo piacere!


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