Entro in una 46 (con un lieve aggiustamento in vita, per starci più comodo).
ps: Odio le cravatte.
Entro in una 46 (con un lieve aggiustamento in vita, per starci più comodo).
ps: Odio le cravatte.
Sto schiattando di caldo.
Da peinta is in da house.
C’abbiamo il pittore in casa. Dipinge muri, sapete. Ringhiere. Infissi. Insomma, dipinge.
Certo, tu t’aspetti uno un po’ stupidotto, mal vestito, anhce un po’ rozzo.
Renzo invece non ha per nulla l’aspetto del pittore classico, invece.
Jeans e polo (magari non di marca, spero per lui), bel sorriso. E’ anche simpatico, eh. Pelle abbronzata, capelli neri.
E poi sale sulle scale per dipingere. (Sì, è un modo elegante per dire che c’ha un bel culo…)
Edit: la polo è della Fila. Viola.
Mia madre s’era persa un assegno da 1700 euro, comprensivi di 800 euro di parcella dell’avvocato (da pagare comunque).
Curiosare nel passato recente è sempre una cosa caruccia carò.
Perché ti ritrovi davanti vecchie cose dimenticate e divertenti, e ti dici “apperò”. E così, curiosando nel passato pre-TopHost, quello dimenticato e sparito per sempre e di cui rimandono solo tracce, mi ritrovo davanti questo:
16.1.2005Ci ho pensato tutta la notte, e sono giunto alla conclusione che s?, anche io “trovo disgustosi la maggiorparte dei miei commentatori”. A prescindere, ecco.
Ma sono FIERO di considerare disgustoso anche me…Gatto Nero, 2:43 pm | Silenzio (0)
Che si riferiva ad un commento di Darkripper su un post di Davide, relativo a altri due post carucci carò sempre di Darkripper e di Alberto Puliafito.
Che poi uno pensa a quante porcate possa partorire la mente umana, alcune volte.
(notare l’alto numero di link in questo post, eh!)
Da un commento a “Silence = Meth“, su Tom:
Toc toc, dico la mia e taglio la testa a qualche toro, perchè per sfatare o confermare certe “leggende” basta sapere dove cercare informazioni. I bug chasing parties esistono e lo dimostra più di una casa di produzione di film porno bareback che in molte uscite si limita a filmare (basso budget > tanto profitto) tali feste, con tanto di interviste pre e post. E’ porno ed è un filmino amatoriale. Sono i Lars Von Trier della sieroconversione. Aggiungo che anni fa su una rivista gay italiana, era apparsa un’intervista ad un bug chaser “pentito”, che - my gawd quanto sono cattivo - non mi aveva suscitato un briciolo di pietà. Esternazioni a parte, non ho mai pensato che potesse essere una montatura. Non credo che quella rivista possa contare su certi “scoop” per vendere copie, dato da sempre è relegata tra le riviste hardcore. Lupo suggerisce una cosa vera: poche, pochissime persone vivono come fari nella tempesta (tra questi, il già citato Larry Kramer e il suo profetico romanzo Faggots). Che è un po’ come dire, “chi è senza peccato…” no? Bella scoperta. L’uomo si circonda di mille tentazioni a cui resistere, ma qui stiamo parlando di una malattia, non di rubare una mela al mercato. Esiste un cervello, prima ancora di un uccello. Non è così che ci distinguiamo dalle bestie? Questo, i pollici opponibili e i dischi di Rufus Wainwright. Ovvietà a parte, il discorso che Lupo porta avanti è agghiacciante, ma non così nuovo. In America, molti gay si sentono esclusi dalla cerchia di amici sieropositivi in continua espansione, tanto che chiedono di farne parte. Niente spettacolarizzazioni. Niente parties su sling e “palle di neve”. Chiedono ad amici di fotterli. In tutti i sensi. Questo è sociologicamente normale. E’ qualcosa che succede in ogni comunità, dalla più piccola alla più vasta, il senso di appartenenza. Sono concetti da scuola superiore, non sto filosofeggiando, tantomeno blaterando. Nondimeno, in questo caso è socialmente, moralmente e umanamente stupido, tanto quanto è stupido ritenere che un sieropositivo faccia una vita migliore solo perchè ingoia. Perchè Lupo, la differenza che tu cogli, sta tutta lì. Non c’è altro. Peccato tu non abbia notato anche l’addome gonfio, la lista di medicine che devono assumere ogni giorno, la dieta da seguire, l’igiene maniacale o anche solo il fatto che se si tagliano, diventano isterici e ti allontanano per non farti venire a contatto con il sangue. Ma loro ingoiano!!! Che invidia. Noi occidentali siamo fantastici, ammettiamolo. Nei paesi sottosviluppati, vorrebbero avere le medicine, ma non possono permettersele e muoiono di AIDS, senza aver partecipato ad una chatroom. Noi abbiamo questo lusso e un fantastico servizio sanitario. Scusate se mi viene da vomitare, eh, ma quando in chat mi contatta “ingoiotutto” o “barebackMI”, a me non viene duro. A me girano le palle. E allora, giusto per vedere con chi si ha a che fare, ho deciso l’altra sera di parlare con uno di questi amanti del sesso non protetto. Ecco il sunto: - IO: sei HIV+? - LUI: boh. - BOH. Io a 16 anni distribuivo volantini del sesso sicuro all’ingresso del mio liceo. Venivo pestato e preso per il culo, puntualmente. A distanza di 15 anni, il risultato è un BOH. Non so voi. A me viene voglia di dire “va beh, ammazzatevi tra di voi e fatela finita”. Non c’è rispetto per tutte le persone morte e non c’è rispetto per nessun nome su quelle coperte che ogni volta madri, amici e amanti devono cucire. “Boh” Questa è la loro risposta. Prima o poi la mia sarà un sonoro “Vaffanculo”. E adesso chiudo, rubo solo tre secondi per rispondere ad un’altra idiozia che pensano in molti. Di AIDS non si muore più. A fine dicembre un mio amico è scomparso. Ma forse avete ragione voi. E’ stato un raffreddore mal curato.
Penso basti questo per far riflettere.
Ditelo in giro, ricordatelo: niente ingoio, niente bareback. Informate i vostri amici e le persone che incontrate in chat. Ditegli di non fare i coglioni.
La lotta all’AIDS non si fa solo con le donazioni, ma anche con questi piccoli gesti.
E ricordiamoci che l’HIV non riguarda solo le persone sieropositive o i parenti e gli amici delle persone sieropositive: riguarda tutti noi.
Smettetela di chiudere gli occhi.
AIDS, HIV, sesso, ingoio, bareback, prevenzione Giusy le chiama così: le regole.
“Vedi? Mio cugino usa le regole. Hai presente quella con cui ci ha provato, e gli è andata buca? Beh, lui ci riproverà ma fra un paio di mesi, non subito. Così si crea attesa.”
Per un motivo o per un altro, ogni volta che torno in Calabria si finisce a parlare del perché sono single. Più che un argomento di conversazione, un incubo.
E dato che siamo coscienti della cosa, ci ridiamo pure su. Siamo fatti così. (Parta la musichetta, grazie: vi conosco, cari lettori)
Le regole non sarebbero altro che tutta quella serie di stratagemmi impliciti per aumentare il proprio fascino nei confronti di una persona, e riuscire a risultare interessanti e sentimentalmente/sessualmente appetibili.
Una dote che si impara, pare; ma che io non ho (naturalmente).
Non parlare a voce alta. Non porsi in modo aggressivo. Tenersi un po’ a distanza, per aumentare il senso di mistero: tutte cose che io - proprio - non sono in grado di fare.
E poi vabbè, vi risparmio le altre conclusioni (tipo che sono io a non volervi mettere in gioco, e non la sfiga che mi impedisce di trovare l’uomo giusto).
Sta di fatto che per questo potrei deprimermi.
Ma ancora non so. Ho due Eristoff Ice e un gin lemon in corpo. Se ne parla domani.
Facciamo che stendiamo un velo pietoso sul blackout di questo e numerosi altri blog/siti, ok?
E facciamo anche che rimandiamo a fra qualche settimana l’annoso (e annuale) discorso su “Quale hosting scelgo al posto di quella ciofeca che c’ho ora?”.
Ma sì, dai, facciamolo. Vivremo meglio.
Sta di fatto che - con la classica, classicissima e molto estiva ora e mezza di ritardo dell’Eurostar Roma-Reggio Calabria (Eurostar, mica Espresso, eh) - sono tornato per una decina di giorni in Calabria.
Si spera mare, si spera sole e si spera relax.
Che in realtà casa mia sembra una Macchina da Cucire Aurora D’Agostino (sì, quella con la musichetta inquietante): taglia, cuci, vernicia, scartavetra, monta porte, cambia maniglie, lucida, impasta, aspira strizza e rulla.
Ci manca la Clerici e abbiamo fatto il Treno dei desideri.
(Sì, poi una foto dell’appartamento di mio fratello ve la faccio vedere, dai)
Maglia Lacoste e occhialedasoleamascherinaconmontaturaimproponibile, ho viaggiato con un ragazzo che l’abito non fa il monaco, ma al contrario. Che tipo sembrava un pariolino montato, e invece era pure simpatico.
E con una ragazza che sembrava pure simpatica ma forse era un filino una pariolina comunista montata. Manifesto-munita.
E un altro. Amebico.
Dato che il treno faceva ritardo, abbiamo intavolato una conversazione variegata: il treno fa ritardo; uh quanto ritardo il treno; a quanto è arrivato il ritardo del treno?
Poi, direttamente dai Grandi Classici Del Viaggio:
Però son stato bene, su. A parte l’aria condizionata che - diamine! - potevano alzarla un filino, eh. Evanescente forse non rende.
Per il resto: prosegue il mio progetto “5 chili in meno entro il 3 luglio”.
Sì, Italian Psycho, me lo ricordo “7 chili in 7 giorni” (ottimisti, quelli di Yahoo, che danno al film una durata di 0 ore, 0 minuti e 0 secondi: magari!). Però forse è un po’ troppo per l’unica cosa che ho di magro in me: la volontà.
E sì, mi rendo anche conto che 5 chili in pochi giorni non sono proprio il massimo del salutare. Ma la strategia del punta in alto, che almeno a metà obiettivo c’arrivi funziona.
Fidatevi.
Poi non so, altre cazzate.
Sta di fatto che si ricomincia.
Sono un paio di giorni che non faccio altro che dormire (e continuo ad avere sonno, sempre sonno).
Grazia a Square, di Wikipedia, ho scoperto un mondo…

Beh.
La tesi l’ho stampata e domani la consegno. Giusto in tempo.
In pratica è una brutta copia.
Nel senso vero della parola.
Probabilmente la ricorreggerò e la risistemerò, ma solo per mio piacere personale.
Immagino che la commissione quando la vedrà me la tirerà dietro. Spero solo che si concentrino sui contenuti e non sul resto.
Intanto:
Sono chiari segnali della necessità di voltare pagina. O della fine del mondo, fate voi.
un’altra lamentela sulle Blog oppure se vengo a scoprire ke è su Tokio Hotel ti giuro ke x te è la fine xkè ti mando tanti di quei cavalli di troia ke ti faccio zombare il pc!!! (Simo93pm)
bè se provi solo a parlare male dei Tokio Hotel (Lola-Tokio hotel e blog27 4 ever)
minkia veramente se toccate i tokio hotel nn sapete manco k può succedervi… (ALA)
Ma fossi matto, come potrei mai commentare un gruppo tanto promettente come i Tokio Hotel? Con foto rappresentative come questa…

…ma soprattutto questa…

…direi che si commentano da soli.
carampane, Daveblog, Tokio+Hotel prima di parlare è meglio ke ti informi e non spari cazzate! perkè tanto per la cronaca non sono tedesche idiota!ma sono polacche…poi per ki dice ke non sanno cantare perkè nn sono le loro voci è un fesso perkè io sono stata al concerto e le ho sentite con le mie orecchie e sono loro ke cantano e ho avuto la fortuna di parlarci pure…sfigati del cazzo tacete e informatevi prima di scrivere.
E inoltre…sono anke meglio di quella sfigata della vostra amica alexia!*
Davide, rosica!
carampane, Daveblog, Blog27 La mosca: “fzzzzzzzz”
La zanzara: “zzzzzzzzzzzzzzzzzz”
Il PAPPATACIO: …
E’ in silenzio che il PAPPATACIO colpisce e può trasmetterti la LEISHMANIOSI.
[NdGN: E' difficile rendere la pronuncia apocalittica di "PAPPATACIO" e "LEISHMANIOSI". Lavorate di fantasia.]
“Quello col bel sorriso della corsia affianco diventato quello col bel sorriso delle mia stessa corsia che si chiama Fabrizio” c’ha un amico che lo smanazza troppo, e parlano di bei culi.