Tende arancioni nella sala computer
Facciamo che stendiamo un velo pietoso sul blackout di questo e numerosi altri blog/siti, ok?
E facciamo anche che rimandiamo a fra qualche settimana l’annoso (e annuale) discorso su “Quale hosting scelgo al posto di quella ciofeca che c’ho ora?”.
Ma sì, dai, facciamolo. Vivremo meglio.
Sta di fatto che - con la classica, classicissima e molto estiva ora e mezza di ritardo dell’Eurostar Roma-Reggio Calabria (Eurostar, mica Espresso, eh) - sono tornato per una decina di giorni in Calabria.
Si spera mare, si spera sole e si spera relax.
Che in realtà casa mia sembra una Macchina da Cucire Aurora D’Agostino (sì, quella con la musichetta inquietante): taglia, cuci, vernicia, scartavetra, monta porte, cambia maniglie, lucida, impasta, aspira strizza e rulla.
Ci manca la Clerici e abbiamo fatto il Treno dei desideri.
(Sì, poi una foto dell’appartamento di mio fratello ve la faccio vedere, dai)
Maglia Lacoste e occhialedasoleamascherinaconmontaturaimproponibile, ho viaggiato con un ragazzo che l’abito non fa il monaco, ma al contrario. Che tipo sembrava un pariolino montato, e invece era pure simpatico.
E con una ragazza che sembrava pure simpatica ma forse era un filino una pariolina comunista montata. Manifesto-munita.
E un altro. Amebico.
Dato che il treno faceva ritardo, abbiamo intavolato una conversazione variegata: il treno fa ritardo; uh quanto ritardo il treno; a quanto è arrivato il ritardo del treno?
Poi, direttamente dai Grandi Classici Del Viaggio:
- Il Ponte sullo Stretto
- I disservizi della Salerno-Reggio Calabria
- Piccoli patriottismi cittadini: il mio aeroporto è più bello del tuo; il mio mare è più lungo del tuo; mafiosa la tua città? dovresti vedere la mia.
Però son stato bene, su. A parte l’aria condizionata che - diamine! - potevano alzarla un filino, eh. Evanescente forse non rende.
Per il resto: prosegue il mio progetto “5 chili in meno entro il 3 luglio”.
Sì, Italian Psycho, me lo ricordo “7 chili in 7 giorni” (ottimisti, quelli di Yahoo, che danno al film una durata di 0 ore, 0 minuti e 0 secondi: magari!). Però forse è un po’ troppo per l’unica cosa che ho di magro in me: la volontà.
E sì, mi rendo anche conto che 5 chili in pochi giorni non sono proprio il massimo del salutare. Ma la strategia del punta in alto, che almeno a metà obiettivo c’arrivi funziona.
Fidatevi.
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