E io non mollo…
Da un commento a “Silence = Meth“, su Tom:
Toc toc, dico la mia e taglio la testa a qualche toro, perchè per sfatare o confermare certe “leggende” basta sapere dove cercare informazioni. I bug chasing parties esistono e lo dimostra più di una casa di produzione di film porno bareback che in molte uscite si limita a filmare (basso budget > tanto profitto) tali feste, con tanto di interviste pre e post. E’ porno ed è un filmino amatoriale. Sono i Lars Von Trier della sieroconversione. Aggiungo che anni fa su una rivista gay italiana, era apparsa un’intervista ad un bug chaser “pentito”, che - my gawd quanto sono cattivo - non mi aveva suscitato un briciolo di pietà. Esternazioni a parte, non ho mai pensato che potesse essere una montatura. Non credo che quella rivista possa contare su certi “scoop” per vendere copie, dato da sempre è relegata tra le riviste hardcore. Lupo suggerisce una cosa vera: poche, pochissime persone vivono come fari nella tempesta (tra questi, il già citato Larry Kramer e il suo profetico romanzo Faggots). Che è un po’ come dire, “chi è senza peccato…” no? Bella scoperta. L’uomo si circonda di mille tentazioni a cui resistere, ma qui stiamo parlando di una malattia, non di rubare una mela al mercato. Esiste un cervello, prima ancora di un uccello. Non è così che ci distinguiamo dalle bestie? Questo, i pollici opponibili e i dischi di Rufus Wainwright. Ovvietà a parte, il discorso che Lupo porta avanti è agghiacciante, ma non così nuovo. In America, molti gay si sentono esclusi dalla cerchia di amici sieropositivi in continua espansione, tanto che chiedono di farne parte. Niente spettacolarizzazioni. Niente parties su sling e “palle di neve”. Chiedono ad amici di fotterli. In tutti i sensi. Questo è sociologicamente normale. E’ qualcosa che succede in ogni comunità, dalla più piccola alla più vasta, il senso di appartenenza. Sono concetti da scuola superiore, non sto filosofeggiando, tantomeno blaterando. Nondimeno, in questo caso è socialmente, moralmente e umanamente stupido, tanto quanto è stupido ritenere che un sieropositivo faccia una vita migliore solo perchè ingoia. Perchè Lupo, la differenza che tu cogli, sta tutta lì. Non c’è altro. Peccato tu non abbia notato anche l’addome gonfio, la lista di medicine che devono assumere ogni giorno, la dieta da seguire, l’igiene maniacale o anche solo il fatto che se si tagliano, diventano isterici e ti allontanano per non farti venire a contatto con il sangue. Ma loro ingoiano!!! Che invidia. Noi occidentali siamo fantastici, ammettiamolo. Nei paesi sottosviluppati, vorrebbero avere le medicine, ma non possono permettersele e muoiono di AIDS, senza aver partecipato ad una chatroom. Noi abbiamo questo lusso e un fantastico servizio sanitario. Scusate se mi viene da vomitare, eh, ma quando in chat mi contatta “ingoiotutto” o “barebackMI”, a me non viene duro. A me girano le palle. E allora, giusto per vedere con chi si ha a che fare, ho deciso l’altra sera di parlare con uno di questi amanti del sesso non protetto. Ecco il sunto: - IO: sei HIV+? - LUI: boh. - BOH. Io a 16 anni distribuivo volantini del sesso sicuro all’ingresso del mio liceo. Venivo pestato e preso per il culo, puntualmente. A distanza di 15 anni, il risultato è un BOH. Non so voi. A me viene voglia di dire “va beh, ammazzatevi tra di voi e fatela finita”. Non c’è rispetto per tutte le persone morte e non c’è rispetto per nessun nome su quelle coperte che ogni volta madri, amici e amanti devono cucire. “Boh” Questa è la loro risposta. Prima o poi la mia sarà un sonoro “Vaffanculo”. E adesso chiudo, rubo solo tre secondi per rispondere ad un’altra idiozia che pensano in molti. Di AIDS non si muore più. A fine dicembre un mio amico è scomparso. Ma forse avete ragione voi. E’ stato un raffreddore mal curato.
Penso basti questo per far riflettere.
Ditelo in giro, ricordatelo: niente ingoio, niente bareback. Informate i vostri amici e le persone che incontrate in chat. Ditegli di non fare i coglioni.
La lotta all’AIDS non si fa solo con le donazioni, ma anche con questi piccoli gesti.
E ricordiamoci che l’HIV non riguarda solo le persone sieropositive o i parenti e gli amici delle persone sieropositive: riguarda tutti noi.
Smettetela di chiudere gli occhi.
AIDS, HIV, sesso, ingoio, bareback, prevenzione Nessun tag (per ora)
llcoollimo
25.06.06 - 14:31
“A fine dicembre un mio amico è scomparso. Ma forse avete ragione voi. E’ stato un raffreddore mal curato.”
Forse, e ripeto il forse per mille volte (non sono un genetista e nemmeno “Dio”), non è morto per un raffreddore non curato, ma per le medicine, e lo stile di vita e di pensiero descritti, che ha condotto per anni.
Quando si scopre di essere sieropositivi, ci si inizia a curare, con un bombardamento di sostanze chimiche, medicinali e terapie che indeboliscono il fisico di chiunque, se si porta avanti un simile trattamento per anni, dopo una decina il sistema immunitario viene compromesso (questo periodo varia da individuo ad individuo ed il processo è più veloce in chi è più “debole” o in chi ha un patrimonio genetico meno forte).
Guarda caso, si contrae la malattia dopo molti anni e la malattia è, in soldoni, l’abbassamento delle difese immunitarie fino al loro, ipotetico, azzeramento.
L’esempio più intuitivo, di tutt’altra natura patologica, è la chemioterapia: distrugge il fisico per curare un tumore; immaginate cosa succederebbe se voi assumesse medicine lentamente, e in piccole dosi, che “curano” un virus inesistente (i test non intercettano il virus, ma deducono la sua presenza in base ad altri valori schematizzati in un modello teorico/astratto), morite per gli effetti collaterali di quei medicinali.
Nel passato, si uccidevano i nemici con quantità infinitesimali di metalli pesanti e il processo durava mesi o anni. Ai tempi moderni, si uccide il prossimo facendogli credere di essere portatore di un virus che mette alla gogna (ghettizza e deprime) e che per curare questo male sociale, deve assumere potenti farmaci, che le grandi lobby farmaceutiche sviluppano grazie ai miliardi di dollari di fondi donati da Stati, fondazioni, raccolte pubbliche e i vari Bill Gates della situazione.
psiko
25.06.06 - 15:35
ho risposto. bestemmiando. su tom.
Una che passa
25.06.06 - 17:08
Ho un figlio sieropositivo….che ingoia pastiglie tutti i giorni. Lottando. E’ facile credere alle palle del virus inventato.. E’ facile perchè vorresti fosse vero….E quando vuoi che sia vero smetti di impasticcarti…e allora i tuoi cd4 scendono scendono scendono… Sino a sparire del tutto. Quando sei morto.
Forse mio figlio riuscirà a costruirsi una vita dignitosa…forse, grazie alle speculazioni ecoomiche delle case farmaceutiche, camperà altri 40 anni…Io sarò morta di sicuro.
Guardatevi dai falsi profeti…
Ho creduto anche io alle fole del virus inventato…
Già.
Mi faceva molto comodo crederlo…
Credo che ingoiare i chemioterapici sia molto più coraggioso .
llcoollimo
26.06.06 - 15:41
Ha ragione signora, fa molto più comodo credere ad una cosa simile che vedere un mio coetaneo (stesso anno, stesso mese, stesso giorno) sereno, sorridente e lentamente svanire ed asciugarsi e vederlo comunque sereno, sorridente e velocemente prosciugarsi.
Ogni ragazzo che entra nella mia camera, rimane interdetto e impaurito quando, avvicinandosi al letto completamente nudo, vede una spilletta rossa tondeggiante e sul comodino una decina di fiocchetti rossi tondeggianti e nel mio cassetto non meno di 20 preservativi di tre tipologie diverse.