25.06.06 Frammenti Gattici

Le regole

Giusy le chiama così: le regole.
“Vedi? Mio cugino usa le regole. Hai presente quella con cui ci ha provato, e gli è andata buca? Beh, lui ci riproverà ma fra un paio di mesi, non subito. Così si crea attesa.”

Per un motivo o per un altro, ogni volta che torno in Calabria si finisce a parlare del perché sono single. Più che un argomento di conversazione, un incubo.
E dato che siamo coscienti della cosa, ci ridiamo pure su. Siamo fatti così. (Parta la musichetta, grazie: vi conosco, cari lettori)
Le regole non sarebbero altro che tutta quella serie di stratagemmi impliciti per aumentare il proprio fascino nei confronti di una persona, e riuscire a risultare interessanti e sentimentalmente/sessualmente appetibili.
Una dote che si impara, pare; ma che io non ho (naturalmente).

Non parlare a voce alta. Non porsi in modo aggressivo. Tenersi un po’ a distanza, per aumentare il senso di mistero: tutte cose che io - proprio - non sono in grado di fare.
E poi vabbè, vi risparmio le altre conclusioni (tipo che sono io a non volervi mettere in gioco, e non la sfiga che mi impedisce di trovare l’uomo giusto).
Sta di fatto che per questo potrei deprimermi.
Ma ancora non so. Ho due Eristoff Ice e un gin lemon in corpo. Se ne parla domani.

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