Ho venticinque anni.
Non ho mai baciato e non saprei baciare.
Non ho mai scopato e non saprei scopare.
Forse ciò che più mi turba di una relazione è l’“atto pratico” del cosare, ecco.
Mi sento già inadeguato in molti campi, in questo non saprei neppure da dove cominciare.
Archive for Settembre, 2006
Il ritardo e la stazione sbagliata, il taxi e “ce la fa in venti minuti?”.
L’angoscia di essere partito il 27, e l’esame era il 27, e oh mio dio sono un coglione, e respira respira respira mi viene da piangere, ed invece ero partito il 26, avevo solo sbagliato a impostare la data sul cellulare.
La linea gialla, rossa, verde, a pois. L’internet point cinese con Windows cinese e Word cinese che non legge i documenti in italiano. E l’internet point scomparso nel centro di Milano, che - diamine! - ci sta solo il Mondadori Multimedia Center, ma la turista anglo-americana si lamenta del servizio di merda, e fa pure bene.
“Il pizzaiolo che parlava troppo” e “Caccia al ragno”, presto in cofanetto DVD. “Barbie nello spazio”, “Barbie rockstar”, “Barbie viaggia nel tempo”, “Barbie sniffa”.
Il divano letto, il letto a soppalco, il paravento con i lumini.
Lo stendipanni estraibile horror pace all’anima sua. Superattack, mon amour.
L’ingresso numero 1, 2, 3, 4, 5. Quale sceglie? ALLEGRIA! Signora Longari, lei mi cade sull’uccello…
Il test di cultura generale e il Gatto Nero senza cultura generale. I pomodori senza geni (i cetrioli sono più intelligenti).
L’uscita Romolo senza Remo (poverino) e l’uscita Lo-rrre-to (in tema di Pirati dei Caraibi).
Il Burger King e Garfield Ruttolo.
Il forum del Brera, “dai! partecipa anche tu!”.
I gradini della chiesa, il Venerdì di Repubblica sotto la testa e il cielo azzurro azzurro azzurro.
Il panino gggiusto.
Le belle amicizie vanno preservate. Se poi sono Cattelan…
Se mi riesce (e ricordatemelo, per favore), prometto che farò sì di non impegnarmi mai più in nulla.
Non serve a nulla, solamente a farti gettare merda addosso.
Lavorare in un call-center.
Spendere trenta euro per una cena con ottima carne al sangue.
Andare a vedere “The Queen” in lingua originale (con sottotitoli).
Mangiare una pizza romana con pomodoro mozzarella e prosciutto a Piazza Venezia.
Per tutto il resto c’è Mastercard?
Il vecchio gattaccio non c’è più, il vecchio gattaccio logorroico e caciarone di un tempo.
E’ stato seppellito dalle macerie della vita, come una fuga di gas che lentamente ha saturato le camere, per poi far esplodere tutto.
Il vecchio gattaccio ha visto un padre morire, amici tradirlo… Come tante pugnalate, povero Giulio Cesare.
Quoque tu, Vale, filii mi
Amici se ne sono andati e gli altri nuovi non sono mai apparsi.
Il vecchio gattaccio si è trovato davanti alla mediocrità altrui e alla sua mediocrità , e non è ancora riuscita ad accettare la cosa, ad affrontarla.
Il vecchio gattaccio non ha avuto soddisfazioni, solo dolori. Ed ogni passo che sembrava esser stato fatto in avanti, il terreno sotto i piedi franava. E perché?
Ogni strato che perdeva, sotto se ne creava un altro sempre più duro… sempre più scuro.
Uno schermo di granito intaccabile dall’interno e dall’esterno.
E ora è rimasto solo un bozzolo duro, che chissà se dentro c’è una farfalla o una fuga di gas che satura lo spazio.
Il vecchio gattaccio non c’è più.
E il nuovo gattaccio non crede più, non spera più.
Le mucche fanno muu, ma una fa muu muu!
Magari razionalmente lo accetti pure, la leggerezza.
Se non ci sono colpe, non ci sono colpe.
Però è come quando mangi per errore un frutto marcio: ti rendi conto che magari non succederà più, ma il cattivo sapore ti resta in bocca per un bel po’.
Ecco, partiamo dal fatto che l’editor visuale di WordPress non mi funziona più, e non sono pienamente sicuro se questo sia un bene o un male.
Buongiorno signora, sono Claudio della gestione clienti Wind-Infostrada…
Proseguiamo dicendo che questo blog mi ha stufato.
E infatti ho rinnovato l’hosting per un anno.
Nel frattempo, decido cosa farci. Stavo pensando a un monografico.
Pensando.
Periodico. Con argomento a rotazione. Una palla assurda.
Ah, dovrei pubblicare la mia tesi.
Ah, dovrei anche magari forse può essere chissà cambiare layout.
Ah, dovrei trovare lavoro (ma questo è sempre più difficile, ecco).
Vabbuò, post amorfo.
Quando ami per davvero basta poco per sognare,
ed il motorino è un razzo che da te mi fa arrivare…
E’ difficile respirare quando senti la tensione nelle spalle, e non sai il perché. E ti chiedi e ti arrovelli per ricavarne una ragione, ma più ci provi e più t’imbestialisci, più ci provi e meno respiri.
Poi cammini, ascolti musica, pensi, ascolti musica, canticchi, cammini ancora.
E un po’ le cose migliorano.
Tanto non mi ascolta. Tanto non mi legge. Tanto vuole pensare male.
Feel free..
Perché dovrei giustificarmi? Quando sbaglio mi scuso, quando non penso di aver sbagliato non ci trovo molto da discutere.
Se lo dice lei… L’importante è che ne sia convinta.
Beh, siamo di nuovo qui.
Ho talmente cose da fare che non so neppure da dove cominciare.
Quello di agosto sul blog doveva essere il “creativity month”, e infatti il mio mese è stato molto creativo: ho usato vernice e pennelli.
Per dipingere i balconi di casa.
Notoriamente in vacanza ci si riposa, ma pare non essere una cosa valida per tutti.