T.T.: Ciao Gatto Nero!
V.d.C.: Ciao Gatto Nero!
A.q.c.: Ciao Gatto Nè!
T.T.: Ciao Gatto Nero!
V.d.C.: Ciao Gatto Nero!
A.q.c.: Ciao Gatto Nè!
T.T.: Claudio, sei tornato al lavoro!
Gatto Nero: Essì, m’è toccata…
T.T.: …
T.T.: Sei ingrassato.
Gatto Nero: …e per maggiore informazioni, può chiamare il numero 06-xxxxxxxx; il mio codice operatore è N° codice e io sono Claudio.
Clientus Rincitrullitus: Claudio? Ha una voce da donna.
Ma supponendo che io stessi rifacendo il trucco a questo blog, in previsione di un rilancio perché bla e bla e bla e ancora bla (sono le solite stronzate, poi alla fine il blog tornerà allo stato brado as usual), che diamine di testata ci metto?
No sai, perché mi sono messo d’impegno e mi sta venendo su un layout serio serio professionale professionale, ma non mi viene in mente nessuna testata che sia semplice senza essere sciatta…
Prendo sempre o la prima o l’ultima carrozza, quando vado in metropolitana.
Ahrr!
C’avrebbero dovuto scrivere questo sulla torta, e invece c’hanno scritto “Ahnn!”
Da “esclamazione da lupo di mare” a “invocazione d’aiuto da enfisemico in crisi respiratoria avanzata”.
15 agosto 2006.
25 anni iniziati con un errore: buon augurio?
(ultimamente su Flickr c’ho sto periodo narcisista. Mi starò diventando come Mascellone Aleorange?
)
C’era quella canzone con lui che cantava
“Ma no, ma sì, ma su, ma dai…”
e lei che rispondeva
“Ma no, ma sì, ma su, t’a dugnu…”
…no vabbè, si sposa mio fratello.
Ci si sente domenica o lunedì, penso. Se sopravvivo alla cerimonia.
…su Prossimamente la vera, verissima storia di “La freccia nera”, con uno sceneggiato più aderente al testo di Stevenson…
L’estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando calvo
lo sai che non mi va…
Prima di un matrimonio in cui farai da testimone:
A me tra l’altro piacevano e piacciono pure un TOT, ma la prossima volta che sento una qualsiasi canzone dei Negramaro alla radio o in tv giuro che spacco tutto.
…e io non è che mi sento tanto bene.
Dear terrance,
I love you muchly. You’ve been nothing but open hearted and emotionally available and supportive and nurturing and consummately there for me. I kept drawing you in and pushing you away… I remember how beautiful it was to fall asleep
on your couch and cry in front of you for the first time. You were the best platform from which to jump beyond myself… What was wrong with me?
Sottotitolo: “I viaggi in treno mi mettono allegria”
Come una foglia al vento, scrivo cose senza senso facendomi trasportare.
Come la vita che mi sbatte contro e mi scaraventa da un lato all’altro dei miei spazi, secco e arido, senza vita.
Guardo fuori e c’è il sole. Anche lui morirà , lentamente ma lo farà .
I suoi elementi si trasformano inesorabilmente, mentre noi lo guardiamo brillare e lo rendiamo protagonista dei nostri sogni romantici.
Povero sole, anche lui vittima dell’ipocrisia e dell’egoismo umano.
La natura ci offre molti spunti, adeguandosi ai nostri stati d’animo. È buffo, ogni cosa può assumere aspetti e valenze diverse in base a come ci vogliamo porre noi nei suoi confronti.
Una rosa secca conservata con cura in un vaso sul nostro comodino può rappresentare uno dei nostri ricordi più preziosi: una storia d’amore, una amicizia, un evento particolare della nostra vita.
Eppure è solo una rosa secca.
Una rosa che è stata recisa, e che ha visto la sua linfa vitale andarsene via lentamente stilla dopo stilla. Una sofferenza.
Una forma di vita che viva non è più, immolata all’appagante simbolismo dell’essere umano.
L’uomo a volte mi fa paura: si nasconde dietro a simboli e scuse, come se fossero paraventi. Tutto pur di non mostrarsi per ciò che si è, tutto per non rischiare.
Come se non ci capissimo gli uni con gli altri. Come se le cose non dette o non fatte non fossero facilmente interpretabili.
Who does just keep me hanging on?
E’ inutile che tu dica che no, non è come la penso.
Le tue azioni sono molto più indicative e trasparenti di quanto tu non speri.
Mi dicono molto di più e sono decisamente più oneste delle tue parole.