07.10.06 Frammenti Gattici

Scritti da treno

Sottotitolo: “I viaggi in treno mi mettono allegria”

Come una foglia al vento, scrivo cose senza senso facendomi trasportare.
Come la vita che mi sbatte contro e mi scaraventa da un lato all’altro dei miei spazi, secco e arido, senza vita.
Guardo fuori e c’è il sole. Anche lui morirà, lentamente ma lo farà.
I suoi elementi si trasformano inesorabilmente, mentre noi lo guardiamo brillare e lo rendiamo protagonista dei nostri sogni romantici.
Povero sole, anche lui vittima dell’ipocrisia e dell’egoismo umano.
La natura ci offre molti spunti, adeguandosi ai nostri stati d’animo. È buffo, ogni cosa può assumere aspetti e valenze diverse in base a come ci vogliamo porre noi nei suoi confronti.
Una rosa secca conservata con cura in un vaso sul nostro comodino può rappresentare uno dei nostri ricordi più preziosi: una storia d’amore, una amicizia, un evento particolare della nostra vita.
Eppure è solo una rosa secca.
Una rosa che è stata recisa, e che ha visto la sua linfa vitale andarsene via lentamente stilla dopo stilla. Una sofferenza.
Una forma di vita che viva non è più, immolata all’appagante simbolismo dell’essere umano.
L’uomo a volte mi fa paura: si nasconde dietro a simboli e scuse, come se fossero paraventi. Tutto pur di non mostrarsi per ciò che si è, tutto per non rischiare.
Come se non ci capissimo gli uni con gli altri. Come se le cose non dette o non fatte non fossero facilmente interpretabili.

Who does just keep me hanging on?

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Un commento a “Scritti da treno”


  1. stefigno
    8.10.06 - 13:04

    un post fantastico,,,,


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