Non so voi, ma io vado a farmi un bagno.
Archive for Dicembre, 2006
Evvabbè, mettiamo da parte tutto il resto e facciamo gli auguri di Buon Natale. No, eh?
Devo ancora fare tutti i regali.
Attenzione, il cliente da lei selezionato non può momentaneamente rispondere per motivi inspiegabili che gli fanno funzionare il cervello random. L’amministrazione si scusa fin d’ora per i disservizi e assicura che si farà perdonare.
Anche in natura, se necessario.
“…arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti…”
Capisci di essere in qualcosa di simile a casa quando la tabaccaia si ricorda che ti dovevi laureare, il barista ti chiede dove sei sparito per tutto questo tempo, l’edicolante ti prende un po’ in giro, il parrucchiere a dieci minuti da casa ti saluta quando passi, la gente ti riconosce.
E son cose.
S’è scomodato il Campidoglio, mica il palazzetto dello sport di Lamezia Terme
…e se la cita Selvaggia Lucarelli, allora…
Stanotte - o stamattina, non ricordo bene - ho sognato Tiziano Ferro.
Un sogno lungo, articolato, in cui eravamo come due vecchi amici, uniti da qualcosa che ora non ricordo più.
In cui lavoravo in una sottospecie di lavoro precario, e conoscevo gente. E fra la folla, e la folla ci divideva.
Era come una scena del passato, che ovviamente non è mai esistita (almeno credo).
E alla fine mi parlava di una sua canzone che avrebbe pubblicato, e dentro di me sapevo che quella canzone mi avrebbe spiegato tutto.
Ma adesso, il titolo di quella canzone non la ricordo più.
Però c’entra anche la sfiga: ore di attesa, e la sala è comunque chiusa. Oggi e domani.
Oggi, ennesimo tentativo di vedere “Angels in America” alla Casa del Cinema di Villa Borghese.
Peccato che la sala DVD apra alle 16.
Fino a qualche anno fa ero ingenuo. Ma ingenuo, ingenuo, ingenuo.
E non sono neanche tanto sicuro che ora le cose siano cambiate, eh. Mica no. Migliorate forse, quello sì… ma cambiate no: “si nasce tondi, si muore palluzze”, così dice il detto (mi pare).
Ed ero così ingenuo che non mi accorgevo di nulla, proprio di nulla: sguardi, sorrisini, sfioramenti… tutto ciò che riguardava il lato sentimentale-sessuale per me era completamente sconosciuto: in pratica avevo una vista selettiva. E quanto mi dava ai nervi scoprire che ad uno piaceva una e io manco avevo sfiorato l’idea di striscio, e così via.
Quindi non è che mi stupisca, a 25 anni, non aver avuto alcuna relazione sentimentale: diciamo qualche possibilità di porre rimedio ci sarà stata, ma… non me ne sarò neanche accorto. Evvabbè, è la vita.
Però, ecco, ItalianPsycho. (Sì, mi rendo conto che questo post è scritto in maniera particolarmente sconnessa)
Quando avevo 18 anni - anno più, anno meno, sicuramente molti capelli in più - mi sono ritrovato in uno di quelle sottospecie di riserve naturali del rimorchio congenito cautamente definiti “Falò di San Lorenzo”. Quelli in cui c’è gente che suona e si bacia, che litiga e si bacia, che chiacchiera e si bacia. Insomma, robe così.
Ed io ero lì con la mia amica Giusy e il mio amico Luigi (coppia), e mi rotolavo nella sabbia e mangiavo pizza con la sabbia e bevevo birra con la sabbia: una goduria.
E c’era questa ragazzina che mi si è appiccicata addosso e chiaccheravamo e per la prima volta in vita mia ero cosciente del fatto che le piacevo e ci provava; e quindi ho giocato un poco. “Giocato”… parola grossa. Mi sono messo a chiacchierare con lei, ma siccome ero cosciente che era un corteggiamento, era diverso da tutte le solite chiacchiere.
E poi niente, è finita la serata, Luigi e Giusy e io l’abbiamo accompagnata a casa, io non le ho chiesto né il numero di telefono, né di rivederci, in sostanza l’ho mollata lì davanti e ciao.
(Capirai che raccontone, questo. Che vita sociale emozionante)
Però ecco, ricordo una frase. Ai tempi con fastidio, oggi sorridendo.
Lei: “No, non ho il ragazzo. Tutti quelli che mi piacciono sono già fidanzati, o preti, o gay”.
Ecco, amore, col senno di poi ti chiamerò Cassandra.
Ho deciso che voglio una tavoletta grafica
Avevo scritto un post sull’orrido duetto Furtado-Zero Assoluto, ma il video recuperato su YouTube mi scombussolava tutto, e allora l’ho cancellato.
In questo momento mi trovo sul cesso.

Bello. Bello. Bello.
(Un po’ troppo autoreferenziale e gongolatorio, ma bello)
Mi rendo conto che sia l’Immacolata, mi rendo conto che sia festa, mi rendo conto che sia difficile.
Ma che non si riesca a capire dove, come e quando contattare un veterinario gratuito per salvare un gattino randagio investito da una macchina, è assurdo.
Pagheremo, perché una vita è una vita, a due o a quattro zampe. Pagheremo anche salato, visto che è festa.
Ma io voglio capire perché non esista o non si riesca a recuperare un servizio veterinario nazionale.

Il mio corpo, ormai, non mi piace più.
Ma non è come pochi anni fa, quando ancora non ero cosciente di me stesso - maledetta autocoscienza, mi sta rovinando; quando ancora non ero male, semplicemente non mi ero messo a guardarmi intorno per bene; quando ancora non avevo notato la vera bruttezza, e quella sì che c’è in giro, ed è oggettiva.
il mio corpo non mi piace più, e mi sento all’improvviso vecchio e sfatto. Coi capelli che ormai se ne vanno e chissà se hanno smesso di andarsene o continueranno a farlo, lasciandomi calvo.
E con la faccia paciocca che no, non riesco a mettermi a fare una dieta decente ma senza una dieta decente posso fare nuoto per anni, ma sempre questi chili in più avro. E col naso troppo grande. E con le sopracciglia troppo folte. E con la faccia deformata dal sorriso, che si vede proprio che sembro uno scemo, e non ho alcun tipo di fascino.
No, il mio corpo non mi piace più.
E mi sorprendo a guardarmi nelle poche foto che qualcuno mi fa, o che mi capita di farmi da solo per oggi; e mi sto guardando con gli stessi occhi e con gli stessi pensieri di quando scopri alcuni fra quelli che guardano il tuo profilo su gaydar o altrove e pensi “Ma dai, questo è vecchio e brutto“, e chissà se anche lui si sente come mi sento io, e vorrebbe solo trovare qualcuno di bello che invece lo trovi bello, bellissimo, insostituibile.
Avrei potuto essere carino, e invece sono rimasto banale. E ora che vorrei non essere banale, che vorrei attirare uno sguardo, sono brutto.
Ma la società di oggi ha dato troppa importanza all’apparenza. E io l’ho assorbita in pieno, la società .
Il mio corpo non mi piace più, e vorrei non guardarmi allo specchio. Perché da sempre, quando io chiudo gli occhi, mi immagino con un altro aspetto.
