Archive for Dicembre, 2006

Propositi post-natalizi Martedì, Dicembre 26th, 2006

Non so voi, ma io vado a farmi un bagno.


Pizzicagnole Lunedì, Dicembre 25th, 2006

Evvabbè, mettiamo da parte tutto il resto e facciamo gli auguri di Buon Natale. No, eh?


Organizzazione prenatalizia Sabato, Dicembre 23rd, 2006

Devo ancora fare tutti i regali.


Tu tu tu tu tu Domenica, Dicembre 17th, 2006

Attenzione, il cliente da lei selezionato non può momentaneamente rispondere per motivi inspiegabili che gli fanno funzionare il cervello random. L’amministrazione si scusa fin d’ora per i disservizi e assicura che si farà perdonare.
Anche in natura, se necessario.


I wikipediani Domenica, Dicembre 17th, 2006

“…arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti…”


Ma non è che sia colpa mia, eh! Sabato, Dicembre 16th, 2006

…e così niente giapponese anche domani…


Quattro anni sono tanti Sabato, Dicembre 16th, 2006

Capisci di essere in qualcosa di simile a casa quando la tabaccaia si ricorda che ti dovevi laureare, il barista ti chiede dove sei sparito per tutto questo tempo, l’edicolante ti prende un po’ in giro, il parrucchiere a dieci minuti da casa ti saluta quando passi, la gente ti riconosce.

E son cose.


Galoppare verso la fama Giovedì, Dicembre 14th, 2006

S’è scomodato il Campidoglio, mica il palazzetto dello sport di Lamezia Terme

“Ma Walter Veltroni lo sa?”

…e se la cita Selvaggia Lucarelli, allora…


Sogni contorti Giovedì, Dicembre 14th, 2006

Stanotte - o stamattina, non ricordo bene - ho sognato Tiziano Ferro.
Un sogno lungo, articolato, in cui eravamo come due vecchi amici, uniti da qualcosa che ora non ricordo più.
In cui lavoravo in una sottospecie di lavoro precario, e conoscevo gente. E fra la folla, e la folla ci divideva.
Era come una scena del passato, che ovviamente non è mai esistita (almeno credo).
E alla fine mi parlava di una sua canzone che avrebbe pubblicato, e dentro di me sapevo che quella canzone mi avrebbe spiegato tutto.

Ma adesso, il titolo di quella canzone non la ricordo più.


Imparassi mai - 2 Martedì, Dicembre 12th, 2006

Però c’entra anche la sfiga: ore di attesa, e la sala è comunque chiusa. Oggi e domani.


Imparassi mai Martedì, Dicembre 12th, 2006

Oggi, ennesimo tentativo di vedere “Angels in America” alla Casa del Cinema di Villa Borghese.
Peccato che la sala DVD apra alle 16.


Approcci fallimentari Martedì, Dicembre 12th, 2006

Fino a qualche anno fa ero ingenuo. Ma ingenuo, ingenuo, ingenuo.
E non sono neanche tanto sicuro che ora le cose siano cambiate, eh. Mica no. Migliorate forse, quello sì… ma cambiate no: “si nasce tondi, si muore palluzze”, così dice il detto (mi pare).

Ed ero così ingenuo che non mi accorgevo di nulla, proprio di nulla: sguardi, sorrisini, sfioramenti… tutto ciò che riguardava il lato sentimentale-sessuale per me era completamente sconosciuto: in pratica avevo una vista selettiva. E quanto mi dava ai nervi scoprire che ad uno piaceva una e io manco avevo sfiorato l’idea di striscio, e così via.
Quindi non è che mi stupisca, a 25 anni, non aver avuto alcuna relazione sentimentale: diciamo qualche possibilità di porre rimedio ci sarà stata, ma… non me ne sarò neanche accorto. Evvabbè, è la vita.

Però, ecco, ItalianPsycho. (Sì, mi rendo conto che questo post è scritto in maniera particolarmente sconnessa)

Quando avevo 18 anni - anno più, anno meno, sicuramente molti capelli in più - mi sono ritrovato in uno di quelle sottospecie di riserve naturali del rimorchio congenito cautamente definiti “Falò di San Lorenzo”. Quelli in cui c’è gente che suona e si bacia, che litiga e si bacia, che chiacchiera e si bacia. Insomma, robe così.
Ed io ero lì con la mia amica Giusy e il mio amico Luigi (coppia), e mi rotolavo nella sabbia e mangiavo pizza con la sabbia e bevevo birra con la sabbia: una goduria.
E c’era questa ragazzina che mi si è appiccicata addosso e chiaccheravamo e per la prima volta in vita mia ero cosciente del fatto che le piacevo e ci provava; e quindi ho giocato un poco. “Giocato”… parola grossa. Mi sono messo a chiacchierare con lei, ma siccome ero cosciente che era un corteggiamento, era diverso da tutte le solite chiacchiere.
E poi niente, è finita la serata, Luigi e Giusy e io l’abbiamo accompagnata a casa, io non le ho chiesto né il numero di telefono, né di rivederci, in sostanza l’ho mollata lì davanti e ciao.
(Capirai che raccontone, questo. Che vita sociale emozionante)

Però ecco, ricordo una frase. Ai tempi con fastidio, oggi sorridendo.
Lei: “No, non ho il ragazzo. Tutti quelli che mi piacciono sono già fidanzati, o preti, o gay”.
Ecco, amore, col senno di poi ti chiamerò Cassandra.


Wishlist ombelicale Lunedì, Dicembre 11th, 2006

Ho deciso che voglio una tavoletta grafica


Casini coi congiuntivi Lunedì, Dicembre 11th, 2006

Era meglio t’imparavi l’italiano.


Far vedere alla tecnologia chi comanda Lunedì, Dicembre 11th, 2006

Avevo scritto un post sull’orrido duetto Furtado-Zero Assoluto, ma il video recuperato su YouTube mi scombussolava tutto, e allora l’ho cancellato.


Depravazioni tecnologiche Domenica, Dicembre 10th, 2006

In questo momento mi trovo sul cesso.


Quelle piccole recensioni letterarie che servono a tutti Sabato, Dicembre 9th, 2006

Ultima di campionato

Bello. Bello. Bello.
(Un po’ troppo autoreferenziale e gongolatorio, ma bello)


Lamezia Terme, vita dura per chi ama gli animali Venerdì, Dicembre 8th, 2006

Mi rendo conto che sia l’Immacolata, mi rendo conto che sia festa, mi rendo conto che sia difficile.
Ma che non si riesca a capire dove, come e quando contattare un veterinario gratuito per salvare un gattino randagio investito da una macchina, è assurdo.
Pagheremo, perché una vita è una vita, a due o a quattro zampe. Pagheremo anche salato, visto che è festa.
Ma io voglio capire perché non esista o non si riesca a recuperare un servizio veterinario nazionale.


Cadute Venerdì, Dicembre 8th, 2006
La mia pelata

Il mio corpo, ormai, non mi piace più.
Ma non è come pochi anni fa, quando ancora non ero cosciente di me stesso - maledetta autocoscienza, mi sta rovinando; quando ancora non ero male, semplicemente non mi ero messo a guardarmi intorno per bene; quando ancora non avevo notato la vera bruttezza, e quella sì che c’è in giro, ed è oggettiva.

il mio corpo non mi piace più, e mi sento all’improvviso vecchio e sfatto. Coi capelli che ormai se ne vanno e chissà se hanno smesso di andarsene o continueranno a farlo, lasciandomi calvo.
E con la faccia paciocca che no, non riesco a mettermi a fare una dieta decente ma senza una dieta decente posso fare nuoto per anni, ma sempre questi chili in più avro. E col naso troppo grande. E con le sopracciglia troppo folte. E con la faccia deformata dal sorriso, che si vede proprio che sembro uno scemo, e non ho alcun tipo di fascino.

No, il mio corpo non mi piace più.

E mi sorprendo a guardarmi nelle poche foto che qualcuno mi fa, o che mi capita di farmi da solo per oggi; e mi sto guardando con gli stessi occhi e con gli stessi pensieri di quando scopri alcuni fra quelli che guardano il tuo profilo su gaydar o altrove e pensi “Ma dai, questo è vecchio e brutto“, e chissà se anche lui si sente come mi sento io, e vorrebbe solo trovare qualcuno di bello che invece lo trovi bello, bellissimo, insostituibile.

Avrei potuto essere carino, e invece sono rimasto banale. E ora che vorrei non essere banale, che vorrei attirare uno sguardo, sono brutto.
Ma la società di oggi ha dato troppa importanza all’apparenza. E io l’ho assorbita in pieno, la società.

Il mio corpo non mi piace più, e vorrei non guardarmi allo specchio. Perché da sempre, quando io chiudo gli occhi, mi immagino con un altro aspetto.


Colpi d’occhio Giovedì, Dicembre 7th, 2006
Le mattonelle della mia cucina
Le mattonelle della mia cucina calabra
Le cinque variazioni - fotogramma
Lars von Trier - “Le cinque variazioni” (India poveraccia)