Approcci fallimentari
Fino a qualche anno fa ero ingenuo. Ma ingenuo, ingenuo, ingenuo.
E non sono neanche tanto sicuro che ora le cose siano cambiate, eh. Mica no. Migliorate forse, quello sì… ma cambiate no: “si nasce tondi, si muore palluzze”, così dice il detto (mi pare).
Ed ero così ingenuo che non mi accorgevo di nulla, proprio di nulla: sguardi, sorrisini, sfioramenti… tutto ciò che riguardava il lato sentimentale-sessuale per me era completamente sconosciuto: in pratica avevo una vista selettiva. E quanto mi dava ai nervi scoprire che ad uno piaceva una e io manco avevo sfiorato l’idea di striscio, e così via.
Quindi non è che mi stupisca, a 25 anni, non aver avuto alcuna relazione sentimentale: diciamo qualche possibilità di porre rimedio ci sarà stata, ma… non me ne sarò neanche accorto. Evvabbè, è la vita.
Però, ecco, ItalianPsycho. (Sì, mi rendo conto che questo post è scritto in maniera particolarmente sconnessa)
Quando avevo 18 anni - anno più, anno meno, sicuramente molti capelli in più - mi sono ritrovato in uno di quelle sottospecie di riserve naturali del rimorchio congenito cautamente definiti “Falò di San Lorenzo”. Quelli in cui c’è gente che suona e si bacia, che litiga e si bacia, che chiacchiera e si bacia. Insomma, robe così.
Ed io ero lì con la mia amica Giusy e il mio amico Luigi (coppia), e mi rotolavo nella sabbia e mangiavo pizza con la sabbia e bevevo birra con la sabbia: una goduria.
E c’era questa ragazzina che mi si è appiccicata addosso e chiaccheravamo e per la prima volta in vita mia ero cosciente del fatto che le piacevo e ci provava; e quindi ho giocato un poco. “Giocato”… parola grossa. Mi sono messo a chiacchierare con lei, ma siccome ero cosciente che era un corteggiamento, era diverso da tutte le solite chiacchiere.
E poi niente, è finita la serata, Luigi e Giusy e io l’abbiamo accompagnata a casa, io non le ho chiesto né il numero di telefono, né di rivederci, in sostanza l’ho mollata lì davanti e ciao.
(Capirai che raccontone, questo. Che vita sociale emozionante)
Però ecco, ricordo una frase. Ai tempi con fastidio, oggi sorridendo.
Lei: “No, non ho il ragazzo. Tutti quelli che mi piacciono sono già fidanzati, o preti, o gay”.
Ecco, amore, col senno di poi ti chiamerò Cassandra.
Italian Psycho
12.12.06 - 11:28
A me sò capitati tutti…solo i preti mi mancano. E spero vivamente di non becacrli mai!
Happosay
12.12.06 - 11:57
Ah ah ah!
falcon82
12.12.06 - 12:47
povera donna…
…insomma hai contribuito alla creazione di una frociara
Gatto Nero
12.12.06 - 13:33
O lei ha contribuito alla nascita di un frocio, chissà…
Kujaku
12.12.06 - 16:37
Ahahah! XD Ho anche io un racconto simile… e ho ancora nel cassetto di fianco al letto la lettera che le avevo scritto in risposta… e mai spedita! Ah… povera, tenera fanciulla! XD XD