27.05.07 Blog, giornalismi e giornalisti

Introduzione - 1: Breve panoramica di un fenomeno in ascesa

Inizia con questo post un qualcosa che avrei dovuto fare già da qualche mese, ma che dapprima ho rimandato per motivi logistici e in seguito a causa della mia endemica inconcludenza.
Quella che troverete leggendo questo post è la prima parte della mia tesi di laurea in Scienze della Comunicazione, che mi ha regalato - bontà sua - un bel 110 e lode. Il titolo è “Blog, giornalismi e giornalisti. Un rapporto complesso nell’era della comunicazione di massa” e tratta - come dice il testo stesso - del rapporto bidirezionale della blogosfera con la galassia giornalistica tradizionale.In questa prima parte dell’introduzione presento una breve panoramica socio-storica del fenomeno blog, con qualche data e qualche nome (molti di questi scomparsi). Il testo è abbastanza lungo, ma dovrebbe essere relativamente fruibile. Per leggere tutto, basta cliccare sul titolo del post: chi lo fa è avvertito, va avanti a suo rischio e pericolo.Questo testo è pubblicato sotto Licenza Creative Commons by-nc-nd-2.5 Italy, che vuol dire che il testo può essere utilizzato per scopi non commerciali, a patto di non modificarlo e di attribuirmene la paternità. È ovviamente permessa la citazione. Buona lettura.


Se volessimo provare a darne una definizione, gli anni a cavallo fra il Ventesimo e il Ventunesimo secolo potrebbero essere considerati come quelli della “comunicazione in sé e per sé”: dalla spettacolarizzazione dell’informazione alla enorme diffusione dei “reality show”, la società appare essere sempre più indirizzata verso una comunicazione priva di scopo, non più diretta al raggiungimento di un determinato fine (informativo, politico, ideologico) bensì utilizzata con il semplice scopo di mostrarsi, di esserci, di trovare posto in una realtà che continua a puntare più sull’apparenza che sui contenuti. Non più una “comunicazione per fare”, quindi, quanto piuttosto una “comunicazione per comunicare”, che trova ragion d’essere nel suo stesso svolgersi.

Da un punto di vista comunicativo, in parte per riflesso e in parte per risposta a questo stato di cose, il decennio compreso fra la metà degli anni Novanta e i primi del nuovo secolo hanno visto l’ascesa, la diffusione e il boom dei mezzi di comunicazione telematici, Internet in primis. Visto come un vero e proprio strumento democratico, la Grande Rete ha accolto fra le sue maglie e dato soddisfazione a moltissime persone, attirate dalla possibilità di esprimere liberamente le proprie idee, opinioni e progetti e di metterli al vaglio del mondo intero, senza alcun tipo di intermediario. Non solo, la Rete permette anche una fruizione totalmente libera all’interno di una offerta informativa potenzialmente illimitata. Se con i mezzi d’informazione tradizionali (pubblicazioni cartacee, televisione, radiofoniche) il lettore/spettatore/ascoltatore viene guidato passivamente nella ricezione dei contenuti, con Internet è l’utente stesso a scegliere cosa guardare, quando farlo e per quanto tempo: è il navigatore a farsi da guida, a scegliere il proprio percorso informativo.
La chiave del successo della Rete sta proprio in questo: soddisfare – almeno apparentemente – l’endemico bisogno umano di “essere liberi”.

È all’interno di questo quadro storico-culturale che possiamo inscrivere la nascita e la diffusione di uno degli strumenti principe della rivoluzione informativa degli ultimi anni: il weblog.
Definire cosa sia un weblog (o “blog”, secondo la forma contratta più comunemente utilizzata) è un’impresa particolarmente difficile, sia per la duttilità insita in questo strumento fin dal momento della sua nascita, sia per il successivo articolarsi del fenomeno sotto numerosi aspetti, che hanno portato negli anni alla nascita di una quantità non indifferente di “variazioni sul tema”, con siti notevolmente diversi fra loro sia per spirito che per concezione. Questo paragrafo non può quindi assumere il valore di una trattazione esaustiva ed esauriente di questo genere di prodotto, ma più semplicemente si prefigge di fornire un quadro generale all’interno del quale valutare e comprendere quanto verrà affrontato nel seguito di questo saggio.
Volendosi limitare ad una definizione puramente tecnica, un blog è un sito internet caratterizzato da un aggiornamento ricorrente e periodico dei propri contenuti (post), che possono assumere carattere testuale, visuale o sonoro, i quali sono ordinati seguendo un criterio cronologico inverso, con i contenuti più recenti pubblicati sopra i meno recenti.

Il termine weblog (“diario in Rete” o “diario della Rete”) nasce nel 1997 ad opera di Jorn Barger, personaggio eclettico più volte scomparso dalla Rete per lunghi periodi (durante una di queste assenze un giornalista di Wired lo trovò nei pressi di una strada di San Francisco, con in mano un cartello da mendicante con su scritto “Coniare il termine weblog non mi ha mai fatto guadagnare un centesimo”). La parola sembra voler riassumere sia il carattere cronologico/diaristico di questo genere di siti, sia l’argomento trattato dagli stessi, che ai suoi esordi era principalmente una descrizione dei siti di maggiore interesse incontrati dagli autori durante le proprie “navigazioni” quotidiane in Rete. Uno dei primi esempi di blog comunemente riconosciuto come tale è il diario tenuto da Justin Hall, ideatore di videogame e studente dell’americano Swarthmore College, un istituto privato della Pennsylvania. Nato nel gennaio 1994, “Justin’s links from the Underground” raccoglieva in un primo momento le registrazioni dei vari siti visitati dal ragazzo, per poi allargarsi a descrivere momenti più personali e intimi della sua vita, esperienze, paure e desideri, assumendo dunque i connotati classici dell’odierno blog.

In Italia i weblog arrivano qualche anno dopo, intorno al giugno-luglio del 2000, stesso anno in cui negli Stati Uniti si assiste alla trasformazione di questo fenomeno in un vero e proprio boom. Fra i primi blogger italiani troviamo Antonio Cavedoni, che apre il suo “Blogorroico” sull’onda dei successi americani. A Cavedoni si affiancano presto altri autori come La Pizia, Leonardo, Ludik e Princess Proserpina. Nel settembre 2001 nasce Blog.it prima “comunità” italiana dedicata ai blogger (ora scomparsa); nel 2002 nasce invece Splinder, servizio che – sulla scia di analoghi servizi americani (come Blogger, lanciato nell’agosto 1999 da Evan Williams, Paul Busch e Meg Hourihan, diventato in breve tempo un enorme successo commerciale e ora acquistato da Google) – permette di creare gratuitamente il proprio blog. Dopo appena 3 anni, Splinder è arrivato a contare oltre 150.000 weblog creati.

Al successo dei blog ha contribuito in larga misura la facilità degli strumenti di gestione dei contenuti (CMS, Content Management System) attraverso i quale questi vengono gestiti, che permettono con pochi e semplici passaggi di creare un testo per il proprio sito, catalogarlo per data e argomento e renderlo disponibile ai lettori, senza che sia necessaria una eccessiva competenza di linguaggi informatici come HTML o CSS.

Come detto in precedenza, il passare del tempo e la grande flessibilità dello strumento ha portato alla nascita di numerosi e differenti “generi” di blog: ai blog di carattere squisitamente personale si sono affiancati così quelli monotematici (dedicati ad esempio all’arte, alla letteratura, al cinema, alla musica), quelli fotografici (photolog), quelli composti principalmente da contenuti audio o video (v-log). Ci troviamo di fronte insomma ad una segmentazione dell’offerta informativa fornita dai blog, in un processo che sta li trasformando da “prodotto in sé” a “strumento contenitore”, in maniera analoga a quanto avvenuto in passato con radio e televisore, diventati da “prodotto-simbolo” (di un’epoca e di uno status sociale) a semplice oggetto di tutti i giorni, presente nelle case e nella vita di milioni di individui.

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2 commenti a “Introduzione - 1: Breve panoramica di un fenomeno in ascesa”


  1. Gatto Nero
    27.05.07 - 01:55

    Possibili stumpiaggini e scempiaggini sono dovute sostanzialmente all’ora tarda in cui il post è stato pubblicato.
    In caso di errori fatemeli pure notare.
    La discussione è aperta al contributo di tutti.



  2. llcoollimo
    1.06.07 - 12:19

    Gattino, davvero un’ottima introduzione. Peccato per il voto… non si può prendere di più :-P


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