02.10.07 Bloc-notes, Parole di carta

Nuova grafica del Corriere della Sera: meglio prima?

Una pagina del Corriere della Sera on-line

Non so se ci avete fatto caso, ma il Corriere della Sera on-line ha cambiato la sua grafica.
Dico cambiato perché usare la parola “rinnovato” mi sembra un po’ una presa in giro, visto la mia impossibilità di capire come sia stato possibile concepire un layout ancora peggiore del precedente, se possibile.
Vorrei conoscerlo, quel genio che si nasconde dietro questa operazione di restyling. Che poi, povero cristo, un po’ lo capisco: barcamenarsi fra le richieste assurde del proprio capo può diventare difficile, molto difficile. E capita allora che ci se ne esca con porcate di questo genere.

Quello che salta subito alla vista è la quantità abnorme di pubblicità, che coprono a occhio e croce qualcosa come il 50% della superficie della pagina: una percentuale elevata, troppo elevata. Mi chiedo che figura possa fare un giornale che si dimostra talmente privo di contenuti.
La pubblicità è talmente spropositata, invasiva e mal posizionata che addirittura il box “PrimoPiano”, sulla colonna di destra, scorre in fondo. Non lo vedete? Ovvio: è talmente in fondo che va oltre la “piega” dello schermo, un concetto che va all’opposto di ogni regola di webdesign. Paradossalmente, insomma, il “PrimoPiano” è passato… in secondo piano.
Da questo punto sembra un po’ ridicolo cercare di utilizzare caratteri più grandi (specie nel titolo e nella descrizione) per cammuffare il vuoto contenutistico del sito. Mossa che sarà probabilmente spacciata come un modo di richiamare - anche in Rete - l’idea di “quotidiano cartaceo”, con una replica dei titoli tipici dei giornali stampati anche sul sito.
Peccato che anche questo sia un aborto d’idea, che dimostra come i gestori del Corriere non abbiano la minima idea di cosa sia lo strumento Internet, tanto da non sapere come maneggiarlo.

Peccato. Repubblica.it era già diventato un sito burla, ormai virato verso il rotocalco rosa e gossiparo, preso in giro da buona parte della blogosfera italiana (esemplare la lettera di Matteo Bordone a Ezio Mauro). Ora anche il Corriere - che già era brutto prima - perde ogni tipo di dignità virtuale, e toglie al lettore la voglia di consultarlo abitualmente.

Non stupiamoci se c’è la crisi. Siamo miopi e incapaci di stare al passo coi tempi. Che fine sta facendo il giornalismo italiano?

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7 commenti a “Nuova grafica del Corriere della Sera: meglio prima?”


  1. Marco Rossi
    2.10.07 - 12:02

    certo che parlare di porcata da uno che ha quel logo e quel lì… un po’ di senso della misura, magari. Quel “giornalista (più o meno) disoccupato” nel c.v. la dice lunga sull’astio…



  2. Gatto Nero
    2.10.07 - 12:09

    Può essere, ovviamente: chi lo sa.
    Ma c’è anche da dire che:
    a) non sono un grafico professionista
    b) questo è un blog e non un sito d’informazione
    c) non vengo creato per pagarmi il logo



  3. Disorder
    2.10.07 - 12:22

    A me sembra copiata da La Stampa la grafica, specie nei titoli grossi.



  4. Marco Rossi
    2.10.07 - 12:32

    “c) non vengo creato per pagarmi il logo”
    :)



  5. Gatto Nero
    2.10.07 - 12:42

    “Fatti non fummo per viver come brutti ma per seguire virtute e conoscenza”.
    Che non c’entra nulla, ma in caso di dislessia sdrammatizza allegramente :D



  6. pippawilson
    3.10.07 - 10:10

    Era decisamente meglio prima. Ora fa pena. E poi è uguale a Panorama.it



  7. Mr Oz
    3.10.07 - 16:40

    Con toni meno apocalittici dei tuoi (che comunque condivido nella sostanza) anche io ho fatto la mia critica al nuovo sito del Corriere della Sera. Ho fatto una (abbastanza)dettaglita analisi degli spazi pubblicitari, con immagini e certosini calcoli dei pixel.

    I siti dei grandi quotidiani si assomigliano sempre più, e questo non è bello. Non so se questo nuovo layout mi allontanerà dal sito del Corriere, certo è che sarebbe bello vedere anche in Italia un sito davvero innovtivo e ben fatto. L’unica cosa che il nuovo sito del Corriere ha copiato dal sito nel NYT sono quei due banner (fuori standard) a lato del logo…

    Ma qualcuno conosce lo studio Cases di Barcellona?


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