12.11.07 Frammenti Gattici, Parole di carta, Spolitichese

Ce le meritiamo tutte, allora

Abbiamo assisto allibiti alla puntata di venerdì 9 novembre delle “Invasioni Barbariche” condotta da Daria Bignardi. Nel corso della trasmissione si è parlato del fenomeno dei gruppi dell’estrema destra e lo si è fatto avendo in studio solo il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Belfiore e un ex militante d’estrema destra.Si è trattato per noi di un fatto gravissimo vista la pericolosità di quel movimento politico per le sue tesi neo fasciste. In studio nessuna possibilità di contraddittorio che ponesse in luce le storture di un sistema politico italiano che consente a dei partiti come FN di esistere nonostante lo vieti la Costituzione. Ci chiediamo come sia possibile che in un paese democratico, nato dalla Resistenza, si possa dare una così importante possibilità di propaganda a gruppi di cui da tempo molte associazioni e gruppi, compresa Arcigay, chiedono la messa fuori legge.

Per sottolineare la faziosità della trasmissione rileviamo che diverse sono state le interviste raccolte in sedi di gruppi di skinhead e di Forza Nuova dove si negava l’Olocausto, si sostenevano le idee del fascismo, la simpatia per il nazismo, l’odio verso gli immigrati e la difesa della famiglia cattolica. Tutto condito con una facciata di rispettabilità favorita da un atteggiamento mite della conduttrice mentre scorrevano immagini di gagliardetti neri con i teschi, effige del duce e così via.

Chiediamo agli autori della trasmissione e a Daria Bignardi una puntata riparatrice dove tutte quelle minoranze (ebrei, immigrati e omosessuali) prese di mira negli ultimi anni dai gruppi d’estrema destra italiani, possano prendere parola. Sono di dominio pubblico i fatti di cronaca di inaudita violenza e barbaria di cui queste minoranze sono state fatte oggetto e ci stupisce che a esse non venga mai data voce.

Naturalmente ci aspettiamo, vista come è stata costruita la trasmissione del 9 novembre, che non vi siano i soliti sacerdoti o appartenenti alla destra a fare da contraddittorio.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

Sono allibiti, quelli dell’Arcigay. Capite? Allibiti.
Cazzo, come si fa - dico: come si fa! - a fare una trasmissione giornalistica sull’estrema destra intervistando persone di estrema destra, in luoghi di estrema destra? Ma signora mia, ma dove siamo capitati… il mondo va all’incontrario. Neanche una ventina di interviste a froci, ebrei, immigrati, donne, comunisti, casalinghe di Voghera, sarti, spazzini, sciure, cani e contorsionisti uzbeki. Neanche un paio di riprese sulla spiaggia di Capocotta, o all’Alpheus, o al mercato sotto casa. Che vergogna, che vergogna.
Ah, ma è tutta colpa di quella stronza della Bignardi e del suo atteggiamento mite: neanche un “vaffanculo”, neanche un “‘a stronzi”, nemmeno un cric sui denti di Belfiore.

Ah ma c’ha ragione, a usare quella parola: allibiti.
Io in effetti resto totalmente allibito all’idea di essere rappresentato da persona di tal risma. Persone a cui dovrebbe essere impedito di rilasciare dichiarazioni di tale disarmante stupidità.
Che l’Arcigay cercasse qualsiasi pretesto per ritagliarsi uno straccio di visibilità, anche di infima categoria, era risaputo. Che molte, moltissime volte i pretesti se li inventasse pure, a me pare evidente (“J’anno menato ar frocio ma ha chiamato GayHelpLine… No, il nome non si sa… No, non si sa dove sta… No, non si sa chi l’ha menato… Omofobi de merda!). Perché per carità, ricordare al mondo che si esiste è difficile, quando non si fa un cazzo dalla mattina alla sera (salvo litigarsi fra circoli per accaparrarsi i soldi del GayPride, o accapigliarsi con altre associazioni per cavalcare qualche ondettina di cronaca, o fare a borsettate per portare avanti i suoi locali).

Però dannazione, arrivare a sputare nel piatto dove si mangia mi pare un poco troppo.
Tirare fuori affermazioni tanto deliranti contro una poveraccia, come la Bignardi, che ha passato praticamente tutta la sua carriera a fare trasmissioni, interviste, dichiarazioni alla stampa, articoli di giornale e post sul suo blog in favore dei diritti omosessuali non è solo stupido, è proprio irriconoscente.
Ed è anche profondamente deleterio per la causa omosessuale, visto che non ce n’era neanche ragione (io la trasmissione l’ho vista, caro Mancuso: tu puoi dire altrettanto, o eri in altre faccende affaccendato? A me pare la seconda…) e non avrei niente da biasimarle, se la Bignardi mandasse tutti a fanculo e cominciasse a sparare a zero su froci nei forni.
È che è troppo intelligente, ecco cos’è. Quell’atteggiamento mite…

E allora lasciatelo dire a me, ecco: Daria, Mancuso non ci rappresenta. L’Arcigay non ci rappresenta. Non rappresenta me, non rappresenta praticamente nessuno dei miei amici gay e posso spingermi a dichiarare senza grossi timori che non rappresenta almeno la metà degli omosessuali italiani; perlomeno, quella metà degli omosessuali con un minimo di neuroni funzionanti.

Mancuso deve dare le dimissioni. E subito. E se non lo fa volontariamente, deve essere destituito a forza.
E deve essere preso anche a calci in culo per la pessima figura che ha fatto fare a tutta la comunità.
Mi candido volontario.
Sapete com’è, col mio atteggiamento mite…

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