10.12.07 Bloc-notes, Blog, giornalismi e giornalisti, Parole di carta

PiùBlogCamp - Personaggismi, contenuti, scontri: la blogosfera i media tradizionali, un rapporto involuto

Si può bloccare la produzione di un contenuto, mentre si discute sulla produzione di contenuti? Pare di sì. È successo.

Ciò che m’è dispiaciuto di più del PiùBlogCamp di ieri è stato proprio questo, e pare che io non sia stato l’unico: il senso di incompiutezza. Come l’assaggiare un quadratino di una buona torta, senza poterne mangiare una fetta intera. Frustrante, potremmo dire.

Per carità, Leo Sorge pare aver capito (in parte) la cazzata l’errore fatto, ma mi viene da domandarmi quanto sia onesto chiedere scusa a “alcune persone, tra le quali Maxime e (porcomondo) Riccardo Cambiassi (con particolare attenzione al secondo) e non capire - invece - che ci sarebbe da chieder scusa a tutti, anche al povero pirla blogger di seconda categoria che fa uno speech (si spera) interessante o all’avventore casuale che dei blogger e dei BarCamp ha recepito una pessima immagine.

Nel mio piccolo - che di BarCamp non ne avevo fatto neanche uno - l’idea era quella di discutere. Discutere, discutere, discutere e magari lavorare per un cambiamento, un miglioramento. Sono fatto così: un povero idiota idealista e romantico. Ma vabbè, è andata com’è andata.

Sta di fatto che del mio (inutile) intervento, è stata tagliata via la parte che mi pareva più interessante e degna di nota: il dialogo collettivo sul “senso” della blogosfera.

Perché, se è vero che nessuno può mettersi a dire cosa un blogger debba o non debba fare, e se è vero anche che il blog frivolo (leggero, “vuoto”… chiamatelo come preferite) ha diritto di esistere, è anche vero che la situazione attuale della blogosfera italiana - uno status quo in cui il frivolo è lo standard, e il contenuto è un eccezione - non va bene.

Cosa siamo, cosa vogliamo.

È la domanda implicita che volevo e voglio porre ancora a tutti i componenti della blogosfera: cosa vuol dire essere blogger, cosa vuol dire essere blogger italiani? Che posto abbiamo - collettivamente - all’interno della nostra società? Qual è la nostra utilità sociale?

Sono domande a cui c’è sicuramente una risposta, e se non c’è va trovata. Insieme.

Qui sotto trovate le slide create per lo speech. Se volete, guardatele pure: fanno un confronto fra lo status della blogosfera italiana nel 2006, e lo status della blogosfera italiana 18 mesi dopo. Cambiamenti? Qualcuno. Nella maggior parte dei casi - dal mio punto di vista - sono peggioramenti. Dategli un’occhiata, ma francamente è la cosa meno importante. Quello che serve è scritto qui sopra, e sono domande aperte. A tutti.

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11 commenti a “PiùBlogCamp - Personaggismi, contenuti, scontri: la blogosfera i media tradizionali, un rapporto involuto”


  1. Sir Drake
    11.12.07 - 01:46

    Dai non ci arrabbiamo, la continuiamo sui nostri blog la discussione.
    Il tema che hai introdotto è interessante e come ho annunciato nel mio post sul BarCamp, continuerò a trattarlo domani.
    Adesso sono troppo stanco.
    Comunque sono stato contento che almeno un accenno di confronto ci sia stato.
    E sono stato contento di conoscerti.
    A presto
    Alfredo



  2. Dario Salvelli
    11.12.07 - 17:01

    E’ vero è possibile continuare la discussione sul blog ma la cosa più bella e necessaria nei BarCamp è proprio quella di trasportare il confronto di persona,dove ognuno può dire la propria anche senza necessariamente l’ansia del microfono. :-)



  3. Mec2.0
    11.12.07 - 20:33

    Io non ho potuto partecipare al BarCamp, volevo sinceramente farmi un idea sul mondo dei blogger, sono molto interessato, non sono un blogger, ma sto imparando a conoscere la blogsfera. Perchè volgio capirne di più? perchè mi occupo di comunicazione nell’ambito del mondo dell’eltronica, vorrei essere una possibilità per la blog sfera per creargli un identità e poi grazie alla sua identità canalizzare verso le aziende le varie possibilità di comunicazione che il modno del blog offre. Quello che mi chiedo è come si può leggere e definire la blog sfera in numeri suddivisi in vari settori e fasce.
    ma sopratutto fare un analisi logico numerica della blogsfera non riscia di snaturalra dalla sua libera identificazione???il blog non è un modo per comunicare al di fuori della globalizzazione, che sopratutto in Italia ha intaccato ogni punto di riferimento informativo?



  4. Riccardo
    12.12.07 - 01:32

    Sì la gestione dei tempi è stata piuttosto singolare.
    Po personalmente non mi ha dato particolarmente fastidio essere interrotto visto che l’intervento lo dovevo ancora preparare, che si sia interrotta invece una conversazione a metà come nel tuo caso, mi spiace di più.

    Quanto alla tua provocazione tra “come eravamo” e “come siamo”, l’argomento è interessante, ma faccio sempre un po’ fatica a considerare i blogger come un “popolo” omogeneo.
    Esiste gente che, come me o te, fra le tante cose di cui si circonda o con le quali si trastulla, ha un blog. Poi accade che alcuni di questi siano giornalisti o comunque lo usino per veicolare notizie, mentre altri preferiscano un utilizzo sociale, ludico, didattico, sentimentale, criminale, la lista potrebbe continuare all’infinito :)
    Il fatto è, che con la diffusione di uno strumento (pressoché inevitabile), la percentuale di “quelli che provano seriamente a fare notizia” è destinata a crollare. È una questione di statistica.
    E sì, concordo, piuttosto triste.



  5. Gatto Nero
    12.12.07 - 02:32

    Uhm, in realtà il mio discorso è un po’ più generico del fare notizia. È più un “fare qualcosa”, dare un senso al proprio blog.
    Più in generale, “fare contenuto”, avere una progettazione (che poi includa anche il cazzeggio e il fancazzismo va benissimo: sono il primo fancazzista vacuo, dopotutto…)



  6. Kiro
    12.12.07 - 10:35

    Io non capisco perchè continui a dire che la tua presentazione sia stata inutile o mal fatta visto che è stata una delle poche a stimolare una discussione che stava diventando molto interessante.

    Visto che hai saputo, in maniera voluta o meno, stimolare un ragionamento direi che la presentazione non è stata male ;)



  7. Gatto Nero
    12.12.07 - 10:42

    Kiro, è che sono un umile contadino nella vigna del signore :p

    Sono sempre dell’idea che l’utilità di una discussione non possa stabilirla l’autore stesso (immagino che quello di Cupido.it l’abbia ritenuta utilissima), ma che debba arrivare da terze persone.
    W l’understatement :D



  8. markingegno
    13.12.07 - 10:11

    Il torto peggiore lo ha subito chi partecipava ad un barcamp per la prima volta. Nel famoso video si sente una voce che dice “non credevo che i barcamp fossero cosi’” o qualcosa del genere, nel momento dell’interruzione della conversazione.

    Ed in effetti i barcamp *non dovrebbero* essere cosi’.
    Ma e’ inutile fare i processi, a questo punto.

    Mi permetto di rivolgere una critica a noi stessi, a tutti i partecipanti: se avessimo voluto far andare diversamente le cose sarebbe stato in nostro potere.

    La verita’ e’ anche che ci stava bene di cazzeggiare, andar per bar, o alla ricerca del bar, rumoreggiare nel “dietro le quinte”.

    Se non fosse stato cosi’, avremmo potuto dire “con tutto il rispetto per le altre presentazioni vogliamo prima esaurire questo argomento”; non ce lo avrebbero permesso gli organizzatori? Anche a rischio di perdere definitivamente la platea-partecipante?

    PS.
    quoto Kiro, se la tua presentazione ha stimolato un dibattito non doveva essere poi cosi’ male.
    ;)



  9. Gatto Nero
    13.12.07 - 10:28

    Mettiamola così: c’era molta rassegnazione. Non che la maggior parte delle presentazioni fosse così interessante da meritare un’incredibile attenzione, mettiamola così: ho provato a seguire un paio di cose, ma dopo esser stato poco coinvolti dalle radio a transistor e dalle cose serendipitose, ho capito che non era giornata.
    Forse è questo il punto.
    È l’insieme degli interventi che deve essere interessante, in un modo o nell’altro. Se la massa degli interventi è poco stimolante, o mal gestita, o l’intera conferenza porta alla dispersione più che alla discussione… ci rimettono anche le parti interessanti. Io non ho seguito uno speech che sia uno, in maniera seria. Mea culpa, mea maxima culpa.
    (Ma non si sarebbe dovuto trovare tutto on-line, comunque? Sono l’unico che ha postato le slide?)



  10. Cupido.it
    14.12.07 - 10:30

    Allora lo ribadisco again e lo faccio ovunque ho il piacere di partecipare ma capisco che è dura scardinare questo concetto e di conseguenza altrettanto determinata e dura deve essere il mio intervento.

    Cupido.it non è un sito, portale, blog chiamatelo come volete di incontri o quant’altro e NON è nemmeno vero che maliziosamente parlando, questi argomenti siano INTERESSANTI per default SOLO perchè ci sono uomini e donne che discutono di amore.

    Non aggiungo nient’altro per non dilungarmi e scusate per la divagazione ma ci tenevo a precisare.

    N.B. Durante l’intervento di GattoNero, nonostante ero intento a sistemare i miei problemi con il portatile xchè avevo l’angoscia di far cattiva figura dopo, ho apprezzato molto il tuo intervento e ne sò adesso più di quanto ne sapevo prima su questo argomento

    Ci si sente….



  11. alberto d'ottavi
    14.12.07 - 19:10

    ciao. purtroppo non ho potuto esserci, e di cronache in rete ne ho trovate poche, non ho mica capito di preciso cos’è successo

    le tue slide in compenso mi sono sembrate molto interessanti :)


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