20.02.08 Telepatiti

Caos Peracottaro

Del film tratto dal libro di Giovanni Sandro Veronesi, che a questo punto mi tocca leggere, mi sono rimaste impresse poche cose:

  • la vena pretenziosa e autocompiaciuta di chi cerca di fare un’opera d’arte e non c’arriva
  • l’inconcludenza della trama nella sua realizzazione
  • la superflua e anche fuoriluogo scena di sesso fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari
  • l’ossessione feticista di Moretti per il capezzolo di Isabella
  • i denti storti di Alessandro Gassman, che m’è caduto un mito

Tutto il resto è un senso di profondo fastidio. Capita poche volte che un film mi infastidisca: questo c’è riuscito. Sarà che non sopporto i palloni gonfiati boriosi nella vita, figuratevi quando una pellicola ne prende tutti i difetti. Sarà che avevo in mente “La stanza del figlio” e il modo in cui Moretti parlava del dolore della morte in quel film, e penso non ci sia paragone.Se poi volete una recensione più articolata, sappiate che quoto Wonderpaolastra.

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10 commenti a “Caos Peracottaro”


  1. Paolo
    21.02.08 - 11:51

    Allora non mi sono - previdiblmente - perso niente . Torno a fare la vittima :-D



  2. Ma
    22.02.08 - 10:10

    Mi scuso per l’OT: QUI c’è un tuo video! ;)



  3. wonderpaolastra
    22.02.08 - 14:09

    WP ringrazia e si unisce al ribrezzo per i denti storti di Gassman. ma non facciamolo sorridere e godiamoci tutto il resto… te pare poco?!?



  4. Gatto Nero
    22.02.08 - 14:10

    Gassman è il classico caso di “Maschio stai muto e a bocca chiusa, che è meglio”… :D



  5. wonderpaolastra
    22.02.08 - 14:29

    Io tra l’altro l’ho visto dal vivo e con la sua possenza ha inibito anche una spilungona come me!
    basta! stiamo proprio a fare le sciure!!!
    ;)



  6. Solitaire
    27.02.08 - 19:28

    [maestrina]Sandro Veronesi [/maestrina]



  7. Gatto Nero
    27.02.08 - 19:34

    Per la serie: “Vergogniamoci”.

    (Comunque il libro lo sto leggendo.)



  8. Solitaire
    27.02.08 - 20:25

    (A me è stato regalato la scorsa estate, e purtroppo quando l’ho iniziato già circolavano le voci di un probabile film. Praticamente la seconda metà l’ho letta sapendo che Moretti si era proposto come protagonista, e quindi da quel momento Pietro Paladini lo immaginavo con il suo volto.
    Di suo il romanzo non è male, probabilmente Veronesi ha preso spunti qui e là, di certo avrà colpito parecchi della mia *generazione*.
    Il film non saprei come definirlo, ed andrebbe evitato se non si riesce a discernere Moretti da Paladini.)
    Oltre all’ossessione feticista, hai notato come le tira su più volte il seno? Per la serie: ’ste poppe sono cadenti, fammele risolleva’.



  9. Gatto Nero
    27.02.08 - 20:30

    In verità ho notato l’effetto “Manopola TV” dato dal Moretti al suddetto capezzolo: ruota a destra, ruota a sinistra, tiri, spingi.
    Delicatissimo, eroticissimo.

    (Fortunatamente ho *cancellato* Moretti dalla mia memoria, capendo che lui con Paladini non c’entra un *cazzo*.
    Tra l’altro, incomprensibili le modifiche alla trama: Roma invece di Milano, auto cambiate a caso, personaggi di qua e di là modificati)



  10. Solitaire
    28.02.08 - 18:05

    L’effetto manopola radio/tivvù era evidentissimo, chissà se l’ha accentuato per volontà sua, pensando di farlo risultare eccitante. Bah.
    Una certa predisposione mammaria si notava già ne *La stanza del figlio*, solo che Moretti lì almeno aveva avuto la decenza di non mostrarsi a brache calate. Aribah.
    (Ultime annotazioni, giuro che poi concludo e non torno a dare noia.)
    Credo che leggendo il libro ti sarai spiegato *la superflua e anche fuoriluogo scena di sesso fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari*; visto che Veronesi gli dà ampio spazio nel romanzo, e per il protagonista non assume solo una valenza “sessuale” non credo potesse essere evitata.
    Più che altro mi chiedo come mai non siano stati riportati nel film tutti i riferimenti alle canzoni dei Radiohead con annessi e connessi. Peccato (e lo dico da scarsa simpatizzante di Yorke e soci).
    Ah, Roma è stata scelta perché la Fandango voleva giocare in casa. Pare.


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