28.02.08 Blog, giornalismi e giornalisti

Parlare della blogosfera e di Bruno Vespa [Ovvero: Come si cambia opinione in fretta (Ovvero: A volte la spocchia rovina le buone intenzioni)]

Volevo scrivere un bel e lungo post sul “Caso Vespa”, e su come la blogosfera abbia il pessimo difetto di parlarsi addosso e di essere autoreferenziale persino quando c’è da lamentarsi, e su come sarebbe stato mille volte più efficace inviare una lettere di protesta a Vespa, Rai e anche alla stampa. Collettivamente.

Poi ho letto che Stefano Quintarelli aveva avuto più o meno la stessa idea, e allora mi sono detto: “Che fico, per una volta non mi devo lamentare della blogosfera italiana!”.

Poi ho letto che questa iniziativa di protesta è solo per Gente Figa Di Un Certo Livello, perché loro possono avere qualcosa da dire al riguardo, perché loro hanno un peso, perché loro sono importanti, perché loro hanno diritto a essere incazzati - “500 ragazzini adirati perche’ dipinti come depravati” invece no - perché loro sono professionisti, perché il loro mica è un blog sciacquetto, perché il loro è un blog supercool che parla di comunicazione, routing, web-marketing e di supercàzzola.

E allora scusate se sono un povero pirla che ha aperto un blog, se non sono nessuno nella vita e quindi non ho alcun diritto di ritenermi offeso per esser stato definito un depravato o un “prostituto”; scusatemi se non ho 40 anni e non faccio il Manager in qualche impresa milanese; scusatemi se sono figlio di due poveri cristi che vengono dalla povertà calabra e sono dovuti emigrare per tirarmi su, e non di qualche famiglia-bene del Centro-Nord; scusatemi se ho avuto l’ardire di rubare il vostro giocattolino e di ritenerlo uno strumento democratico e meritocratico, in cui ciò che si dice (e come lo si dice) è più importante di ciò che si è (e del titolo che si ha).

Cretino io. Torno alla muratura che è meglio, così voi potete nobilitare la blogosfera.

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25 commenti a “Parlare della blogosfera e di Bruno Vespa [Ovvero: Come si cambia opinione in fretta (Ovvero: A volte la spocchia rovina le buone intenzioni)]”


  1. Stefano Quintarelli
    28.02.08 - 10:37

    Hai ragione,

    la frase che ho scritto era infelice e soggetta a possibili interpretazioni, come la tua, che era contrario a cio’ che io intendevo.

    mo’ la ho riformulata per rendere meglio il concetto di cio’ che intendevo:

    E’ importante che gli sia chiaro (e non possa ritenere e sostenere) che non sono “500 ragazzini adirati perche’ dipinti come depravati”, ma manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle “sue” comunicazioni, che “have a say” anche nel suo mondo di mass media.

    penso che la mia storia e chi mi conosce mi sia testimone che l’interpretazione (che era legittima, stante la frase scritta male) che io possa pensare ai “blog di 500 ragazzini incazzati”, proprio non mi appartiene…

    a volte la fretta e il poco tempo giocano brutti tiri. Scusa, s.



  2. Gatto Nero
    28.02.08 - 10:44

    Stefano, è proprio l’impostazione dell’iniziativa ad essere sbagliata. Non una frase infelice (che per carità, capita a tutti).
    Ciò che ha detto Vespa - e la simpatica squinzia bionda - è sbagliato NON perché fra i blogger ci sono anche “professionisti di un certo livello”, ma perché la comunità blogger è varia in sé, ed è proprio in questa varietà la sua forza.
    Che puoi anche essere un muratore ma dire cose così intelligenti che tanto di cappello.

    Il punto - l’impostazione che per me avrebbe dovuto esser data all’iniziativa - è che fra i blogger ci sono persone rispettabili. Punto. Di qualunque estrazione sociale, di qualunque cultura, di qualunque lavoro, di qualunque reddito. E ci si deve rispetto a prescindere del ruolo che ricopriamo.

    Sì, ci sono ANCHE manager e professionisti, ma non solo. E un’iniziativa che esplicitamente esclude una determinata classe sociale “in quanto tale”, e non in base alla qualità di ciò che scrive, non mi rappresenta.

    È apartheid, Stefano. È cultura di classe dell’India. È settarismo.
    Noi, come blogger, dovremmo rappresentare l’opposto. È questa la nostra carica innovativa.



  3. Nemo
    28.02.08 - 11:41

    “È questa la nostra carica innovativa.”

    E invece non siamo altro che uomini, e la blogosfera non è fatta altro che da uomini. Nonostante questo, io me ne frego di Vespa, dei piani alti e di chicchessia e continuo a scrivere sul mio blog. ;)



  4. xlthlx
    28.02.08 - 11:44

    tra l’altro, vorrei aggiungere che un “professionista” puo’ anche non essere un manager, o una blogstar, detto per inciso. e stare tra quei 500 perche’ gli va bene di stare li’.



  5. Stefano Quintarelli
    28.02.08 - 13:26

    vedo che continuo a non riuscire a spiegarmi.

    io penso che la cosa giusta da fare, se trattassimo con una persona che non ostenta la propria ignoranza ed estraneita’, era semplicemente … nulla.

    cioe’ lasciare che la discussione nei blog si sviluppasse “as usual” favorendola ciascuno per il proprio pezzettino. Come abbiamo fatto tante altre volte, come sappiamo tutti (e penso anche a casi cui io ho iniziato a contribuire tipo agcom, commissione UE, ecc.)

    non facendo nulla, Vespa avrebbe avuto l’eco della vicenda e l’avrebbe potuta bollare come “ecco, i 500 ragazzini incazzati che mi sparano addosso”, autoconvincendosi ulteriormente di essere nel giusto.

    il SUO mondo di riferimento vede, riceve e ascolta solamente “persone rappresentative”.

    alcune persone che lui puo’ ritenere “rappresentative” si sono dette “come gli possiamo dire che sta sbagliando ? come possiamo essere certi che il messaggio gli arrivi passando i suoi filtri abituali ? come possiamo dirgli che ‘quel mondo’ non e’ fatto solo da ragazzini sessuofobi che si prostituiscono ? ci dobbiamo esporre in prima persona criticandolo e dicendo che anche noi (che lui puo’ ritenere rilevanti e quindi (secondo lui) ‘degne di ascolto’) siamo invece parte di questo mondo ?”

    bada bene, alcuni dei firmatari potrebbero rischiare ripercussioni professionali per cio’ che hanno fatto.

    l’apartheid esiste, e’ un dato di fatto. proprio questo e’ il problema. il 78% della popolazione ritiene il restante 22% come figli di un dio minore.

    noi abbiamo detto “siamo tutti figli dello stesso dio, anche ‘noi’ che ‘voi’ potreste ritenere figli del dio maggiore”

    ich bin ein berliner…



  6. Clockwise
    28.02.08 - 14:04

    Tutto sommato ha ottenuto quello che voleva. Pubblicità gratis sul mezzo più difficile da attaccare (per gente come lui, intendo). E anche se se ne parla male, è comunque pubblicità.
    Ora io ho aderito alla mail di protesta (che penso sia stata cestinata con una regola fatta ad-hoc dopo le prime tre ricevute…), e aderirei (fossi della “casta” :-D oh, scherzo, ben inteso…) al progetto Quintarelli, ma in ogni caso non farei altro che dargli più spazio di quanto ne ha già fraudolentemente avuto! Alla fine, penso, quella trasmissione l’hanno vista persone che: 1) erano abbastanza intelligenti da capire che si stavano dicendo sciocchezze (e ci siamo tutti quelli che scrivono qualcosa in rete, e siamo tanti…); 2) erano abbastanza inconsapevoli da pensare che un blog fosse l’ennesimo marchingegno elettronico da cassare (leggi mentalità antica); 3) erano fedeli adepti di Vespa e delle sue pur sempre rispettabili vedute che racchiudono il loro mondo nel guscio vuoto della TV d’opinione (e di questi, sinceramente, io me ne frego abbastanza!).
    Diciamocelo chiaramente, se NON VOLEVANO dire sciocchezze, NON avrebbero fatto parlare di BLOG una sessuologa, con tutto il rispetto per le sue competenze in merito che - dimostrano i fatti - sono abbastanza mediocri e offuscate.



  7. Gatto Nero
    28.02.08 - 14:05

    …e a chi dice che non sei normale
    Tu non piangere su quello che non sei…

    Scusa la citazione dotta, eh. Sanremese. Il punto è questo: capisco la necessità di dire che “la blogosfera non è come la vedi tu”, perché è la stessa necessità che provo io.
    Ma c’è modo e modo di farlo: quello scelto da voi è il classico, almeno a vedere la spiegazione successiva, “denigrare gli altri per risaltare noi”.

    Avete usato il classico “Lei non sa chi sono io”. A te piace, il “lei non sa chi sono io”? A me no, non mi rappresenta.

    Voi avrete pure detto “siamo tutti figli dello stesso dio”. A parole. Nei fatti avete detto: “Siamo figli dello stesso Dio, ma noi Gente Di Un Certo Livello siamo più figli”. Sì, ho capito cosa intendi, non c’è bisogno di spiegarlo.
    Voi in realtà non lo pensate, lo pensa Vespa e quindi vi adeguate. Signore e signori, adeguandovi avete avallato il suo pensiero, lo avete reso degno d’esistenza e di considerazione.
    A me non offende Vespa: è vecchio, stupido e legato a un passato che non esiste più. A me offende più che questo messaggio di disparità sociale parta da voi, che siete come me parte di una blogosfera che dovrebbe essere democratica e meritocratica. Mi sento tradito, e francamente poco rappresentato.

    È una questione di ottiche.
    Perché io sì avrei fatto una bella lettera - non aperta, in realtà, ma indirizzata _fisicamente_ a uffici stampa, dirigenze Rai e a Vespa stesso - ma l’avrei fatta firmare a qualunque rappresentante di valore della blogosfera italiana.
    Per dire: non siamo depravati, siamo una moltitudine di gente di estrazioni sociali diverse ma ugualmente intelligenti, ugualmente rispettabili.

    Forse che un muratore non è rispettabile? Forse che una commessa di Rocca Cesano di Sotto non è degna di rispetto e considerazione?
    Non siamo noi a doverci adattare a Vespa; è Vespa a doversi adattare a noi. Al vivere civile.



  8. Disorder
    28.02.08 - 14:28

    “Perché io sì avrei fatto una bella lettera - non aperta, in realtà, ma indirizzata _fisicamente_ a uffici stampa, dirigenze Rai e a Vespa stesso - ma l’avrei fatta firmare a qualunque rappresentante di valore della blogosfera italiana.”

    D’accordo sulla prima parte (i destinatari: Vespa va anche sputtanato presso gli altri media, visto che lui da solo difficilmente prenderà in considerazione la lettera), non sulla seconda. COME si identificherebbero i maggiori “rappresentanti di valore della blogosfera”, in base ai contenuti e non alla loro professione nella vita reale? Con quale criterio oggettivo? Non vorremo mica usare le classifiche alimentati dai giochetti linkosi vero?

    Quindi, visto che si vuole far capire l’autorevolezza e la potenzialità della rete a una realtà che alla rete è esterna e non ne capisce le dinamiche (e visto che un elenco non troppo lungo ma con le qualifiche ben in evidenza ha più effetto di una infinita petition online), io non vedo niente di strano che per una lettera del genere si scelgano persone con una visibilità nella vita reale (anche se come blogger dal mio punto di vista magari sono pessimi, e non credo manchino nella lista…).

    Poi il brillante blogger che nella vita è studente, precario, casalinga o muratore, potrà continuare a creare contenuti interessanti, che in qualche modo circoleranno..



  9. Disorder
    28.02.08 - 14:30

    (ps. questo indipendentemente dal valore in sè della lettera, che a una veloce lettura mi è sembrata troppo lunga e tecnicistica nella seconda parte)



  10. Gatto Nero
    28.02.08 - 14:31

    (Beh, se vogliamo parlare del contenuto della lettera, parliamone: perché a un’accusa mossa ai blog, si risponde con un testo prolisso che parla Della Qualunque ma dei blog parla solo di striscio?
    Perché il digital divide? Perché “internet in generale”?
    Questa comunicazione, in sé, mi pare poco efficace.)



  11. Stefano Quintarelli
    28.02.08 - 15:23

    > Signore e signori, adeguandovi avete avallato il
    > suo pensiero, lo avete reso degno d’esistenza e
    > di considerazione.

    i 3/4 delle abitazioni in italia non ha un collegamento a larga banda.
    il 99,99% delle abitazioni in Italia ha un TV

    puo’ non piacere, e a me non piace, ma purtroppo e’ cosi…



  12. Gatto Nero
    28.02.08 - 15:27

    Io parlavo della filosofia del “se non sono delle Genti Di Un Certo Livello non le considero”.



  13. Monica
    28.02.08 - 16:33

    Concordo con Claudio. Da “piccola blogger” quella lettera mi è sembrata molto un “guardi che tra i blogger ci sono anche io che sono uno importante”. Nulla contro Stefano, sia chiaro, che non conosco personalmente e che tra l’altro stimo molto. Ma credo che la scelta di mettere in evidenza la propria professione “fuori” dal blog, anziché il fatto, a mio parere più importante in questo contesto, di essere blogger, non sia stata particolarmente felice. Perché dire “tra i blogger ci siamo anche noi gente di un certo livello” - che piaccia o meno, Stefano, è questo ciò che si capisce - significa che la casalinga di Voghera o lo studente di Caltanissetta non sono altrettanto degni di metter la propria firma su una protesta. Significa che quella protesta hanno diritto a farla solo quelli “di un certo livello” (non mi piace questa espressione, mi si perdoni ma non ne trovo un’altra) perché è ingiusto attaccare loro… gli altri, quelli che usano il blog per cazzeggio, per diletto, e non per professione, beh… in fondo un po’ esibizionisti lo sono e quindi si tengano la critica.
    La spiegazione secondo cui ci si è piegati al modo di vedere di Vespa, scusate, ma non mi appare assolutamente convincente. A parte che Vespa lo conosciamo tutti e magari domani dirà il contrario di quanto ha affermato ieri, in ogni caso mi sembra che adottare i suoi metodi e usare il suo linguaggio sia esattamente quello che vorremmo evitare: quindi perché? Stefano, se il tuo intento è “difendere” la blogosfera, firmati “blogger” e la tua lettera verrà apprezzata molto di più (e magari firmata da un numero molto maggiore di persone): altrimenti sembra un “lei non sa chi sono io”, un tentativo di difesa personale o comunque di una ristretta cerchia di persone.



  14. Stefano Quintarelli
    28.02.08 - 16:42

    a me lo dici ! non hai idea di quante cause legali ho fatto prima di essere tenuto in considerazione da “autorita”.
    Una mi ha ricevuto solo perche’ ho organizzato una colletta ed ho comprato meta’ pagina su un quotidiano…



  15. Napolux
    28.02.08 - 16:48

    Condivido al 100% quanto detto da Monick.



  16. catepol
    28.02.08 - 20:13

    Pensavo che di blog in blog sto dicendo la mia. Alla fine mi ripeto e vi annoio.

    Concetto:
    1. Blog = strumento di comunicazione al pari di altri a disposizione praticamente di tutti

    2. Blogger = chiunque abbia un blog (socialmente ci rende come categoria tutti uguali)

    3. Ingnoranza = Chi ignora è qualcuno che non sa. Se non sa è parla a milioni di persone in TV dovrebbe almeno approfondire prima l’argomento di cui parla, farsi una idea e poi presentarla

    1 + 2 = Tutti coloro che hanno un blog utilizzano uno strumento per dire quello che vogliono.

    Si parla di milioni di blog all’inizio della lettera. Poi la lettera anzichè partire dal basso, dalle migliaia di blogger italiani, parte da un gruppo di professionisti della comunicazione e di internet. Ma questo l’ho già detto da Stefano.

    La lettera al momento è stata firmata su firmiamo.it da circa 79 persone. Dove sono le migliaia di blogger mi chiedo?

    Ancora, chi cerca di capire cosa è un blog cosa fa secondo voi? Se sa aprire internet scrive dentro google la parola blog.

    E dovrebbe trovare qualcuno che spiega che è uno strumento, gratis, a disposizione di tutti per farci quello che vuoi.

    Uno strumento, come un altro.

    Altro discorso è quello che i ragazzi fanno su internet. Ma finchè gli adulti rimangono ignoranti in materia è impossibile controllare. Io un giro su Badoo e su MySpace o altrove invece me lo faccio ogni tanto

    Ah, scusate mi presento. Catepol, blogger e insegnante. Oltre che formatrice. Mi occupo di tecnologie didattiche.



  17. Stefano Quintarelli
    28.02.08 - 21:40

    Monica, io non conosco la tua storia, conosco la mia. nella mia esperienza, purtroppo, per avere dignita’ di ascolto, devi avere una etichetta, una rappresentanza.
    Ho fatto il presidente della prima associazione telematica italiana nel 1988. Nel 2007 mi hanno invitato a un importante convegno perche’ gli organizzatori ritenevano interessanti le cose che ho da dire. Mi hanno chiesto se potevo firmarmi “presidente emerito” di AIIP, un titolo che non vuole dire nulla, ma no. non potevo usarlo. Allora hanno ritirato l’invito, perche’ “non rappresentativo”.
    Il fatto e’ che, rispetto alle regole non scritte che governano questi luoghi e situazioni, avevano ragione.
    Un paio di settimane fa sono stato intervistato da un TGRai. Ho chiesto se potevano evitare di scrivere alcunche’ oltre al nome, ma non si poteva. Stesso discorso a Focus Economia a Radio 24 dall’amico Sebastiano Barisoni. Ci vuole un titolo, una carica. Per cui mi presenta sempre come “fondatore di I.NET”, una azienda che non esiste nemmeno piu’ nella realta’ ma esiste ancora molto nella mente delle persone di TLC e di finanza.
    Sai perche’ mi sono dato da fare (senza successo) per aiutare a far eleggere Fiorello Cortiana al Comune di Milano ? Perche’ lui potesse avere una tribuna. Perche’ Se vuoi essere ascoltato, in certi ambienti devi avere un titolo.
    Questa e’ la mia esperienza. E’ certamente sbagliato, ma e’ cio’ che mi hanno insegnato 20 anni di attivismo.



  18. dario
    28.02.08 - 23:52

    Amici, concittadini, ecc. Spiegatemi una cosa.
    Perché perdere tempo a parlare di Bruno Vespa? Perché - peggio ancora - perdere tempo a parlare A Bruno Vespa? L’effetto è quello che si ottiene facendo ascoltare la Callas a una vasca di pesci rossi. Davvero, spiegatemi.



  19. xlthlx
    29.02.08 - 08:12

    bada bene, alcuni dei firmatari potrebbero rischiare ripercussioni professionali per cio’ che hanno fatto.

    invece gli altri no? non capisco, davvero. credo che per esempio una persona come me non rischierebbe nulla, solo perche’ non e’ un manager?



  20. Stefano Quintarelli
    29.02.08 - 09:44

    xlthlx, scusa, non sapevo che lavorassi per la rai.



  21. Gatto Nero
    29.02.08 - 11:00

    Stefano, la prima reazione a questo tuo ultimo commento era la voglia di risponderti male.
    Ma siccome preferirei evitare, perché mi piacciono le discussioni civili: visto che la tua frase breve e ad effetto è veramente male, male interpretabile, ti spiacerebbe spiegare in maniera un po’ più estesa questo concetto che dovrebbe spiegare perché alcuni rischiano più di altri?



  22. Stefano Quintarelli
    29.02.08 - 17:04

    non c’era ironia, solo poco tempo per scrivere… il sottinteso e’ che una buona parte dei firmatari ha delle attivita’ professionali che dipendono dai voleri della rai e loro, esponendosi, rischiano di non risultare piu’ “graditi”.

    personalmente due grandi clienti della mia societa’ appartenevano alla Galassia Tronchetti. io ho sempre detto e fatto cio’ che ritenevo giusto riguardo a Telecom e il risultato e’ che la mia azienda non ha piu’ quei clienti; i miei soci sono stati molto carini; ho detto loro “sto per fare questo e quello, se volete esco” e loro invece mi hanno supportato, anche se cio’ ha messo in difficolta’ l’azienda, persone che hanno mutui, figli piccoli, ecc..

    dando questo per sottointeso, (e mi rendo conto rileggendo che era un 3plo salto carpiato), pensavo per questo che xlthlx potesse essere un collaboratore rai. Non si tratta di essere o meno un manager, ma di avere interessi economici con rai che potrebbero risultarne impattati..



  23. Web to web: la coda lunga del parlarsi addosso: PlayMonick.net
    2.03.08 - 14:02

    [...] bisogna lavorare con apertura, disponibilità e con argomenti convincenti (come ha scritto Claudio, l’iniziativa di Stefano è a molti apparsa, anziché una difesa - di cui comunque [...]



  24. Leo Aruta
    9.03.08 - 18:13

    Imho, credo che non dovremmo commettere l’errore di disunirci, di attaccarci tra di noi!
    Cerchiamo di dimostrare lans. diversità anche nei comportamenti. Sono daccordo col padrone di casa circa la spocchia di alcune, cosiddette, blogstar ma mi pare che Quintarelli, intervenendo a più riprese in questa discussion, abbia dimostrato di essere diun’altra pasta.
    Il nemico, non perdiamolo di vista, rimane l’ignoranza e la superficialità della gerontocrazia ancora saldamente al potere in Italia. E Vespa ne è un sacerdote.
    Leo



  25. Stefano Quintarelli
    10.03.08 - 18:54

    ti ringrazio per l’implicito apprezzamento


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