Blogger peracottari, lettere aperte e politica (Ovvero: non c’erano nemmeno le buone intenzioni, ma solo la spocchia)
Non vorrei tornare sull’argomento, specie con un altro titolo chilometrico come questo. Ma questa la dovete leggere pure voi:
Io sono andato a collegare i puntini, ho cercato un po’, e ho trovato questa: una petizione creata il 7 febbraio da Marco Camisani Calzolari che chiede al “presidente Silvio Berlusconi” di candidare in Forza Italia “un Blogger che sappia ascoltare le voci che si esprimono in rete”. Questo Blogger con la B maiuscola è ovviamente già stato individuato: è “Edoardo Colombo, 42 anni, blogger fondatore de il Giulivo, un Blog di partecipazione politica nato il 12 aprile 2004 che ha migliaia di iscritti che ogni giorno dibattono.”
Allora, penso male se credo che parecchie persone stiano soffiando sul fuoco di questa uscita di Vespa soltanto per obiettivi di carriera politica personale?
Ora, che dire? Perché è difficile rendere bene l’insieme degli aspetti fastidiosi in questa iniziativa (dalla manipolazione della buona fede delle masse, al becero sfruttamento umano tipico di quella classe politica che tutti dovremmo rinnegare, alla scelta del partito a cui rivolgersi, e così via…).
Che dire? Penso mi convenga andar giù di citazionismo.
Marco Camisani Calzolari, una sola parola: VERGOGNA.
(Via Stefano Mainardi)
Tags: blog, blogger, candidature, Italia, Marco Camisani Calzolari, peracottari, politica, Silvio Berlusconi, spocchia
ilgiulivo
29.02.08 - 10:38
Ma perche’ una manifestazione di democrazia trasparente, fatta alla luce del sole con i nomi e i cognomi deve essere considerata becero sfruttamento umano?
Io non mi vergogno di nulla e ringrazio Marco Camisani Calzolari: c’e’ una legge elettorale che delega ai partiti la decisione sugli eletti e c’e’ una persona che si propone per essere candidata, dove sta la manipolazione?
Si chiede a un leader di un movimento di scegliere persone che conoscano internet cosa c’e’ di male?
Dove sta scritto che un blogger non puo’ esprimere una propria opinione e una conseguente scelta politica?
O forse va bene se si sostiene un candidato di sinistra e ci si deve vergognare se si sostiene un candidato di centro destra?
Assomigli molto a Vespa quando scrivi VERGOGNA.
elena
29.02.08 - 10:52
D’altra parte non c’è nulla di più odioso di un candidato “blogger”, come se i blogger lo avessero mai nominato in una qualche consultazione.
Ma tant’è e sono d’accordo con te.
Per me chiunque può proporre chiunque, sostenere qualsiasi partito, possibilmente in maniera trasparente e non strumentale, come in questo caso. Ma soprattutto, se non ne ho dato io la delega, “not in my name”.
Gatto Nero
29.02.08 - 10:58
Un blogger può esprimere la propria opinione e le proprie scelte politiche. Ti dirò di più: lo fa.
Lo fanno, lo facciamo tutti: guarda i blogger sinistrorsi, guarda Tocque-Ville (sopravvive ancora, quella comunità di blogger di destra?).
Non è quello il problema, non è quello lo sfruttamento umano (becero).
Il problema è la classica azione di propaganda politica successiva: l’utilizzare un fatto reale (il caso Vespa/blog) come strumento di promozione personale (”Vogliamo Camisani Calzolari a Porta a Porta”/Camisani ci rappresenta/Camisani New Guru… come se gli altri non ne avessero parlato). Sono un malfidente? Sì signori, lo sono: ma lo sono perché non è la prima volta che vedo movimenti del genere, palesi o nascosti… e perché ora dovrebbe essere diverso?
La realtà è che sono infastidito. Sono infastidito da quelle persone che cercano di trasformare un movimento sociale/culturale in un partito politico, quando cercano di infilarlo in uno schieramento (destra o sinistra, mi importa poco).
Siamo un movimento SO-CIA-LE. CUL-TU-RA-LE. E abbiamo peso e importanza anche senza doverci per forza rivolgere al politico di turno. O meglio: rivolgendoci al politico di turno perdiamo paradossalmente la nostra forza.
Ma questo, in realtà, è un discorso molto più generale.
vb
29.02.08 - 11:26
Essendo l’autore del post originale, preciso che secondo me Camisani Calzolari non si deve mica vergognare (oltretutto la maggior parte delle cose che dice sono condivisibili), deve semplicemente SCEGLIERE tra fare il “capoblogger” che vuole rappresentare tutta la rete ed essere organico a una specifica coalizione (perché secondo me fare i siti per Forza Italia, anche se da fornitore, o proporre candidature a quella parte politica in particolare, lo è). Magari avessimo uno come Camisani Calzolari in Parlamento, sarebbe sicuramente meglio (o meno peggio, se a te lui non piace proprio) del parlamentare medio che di Internet non capisce nulla, no? Quel che non condivido è tenere il piede in due scarpe, una apartitica e l’altra no.
ilgiulivo
29.02.08 - 11:36
Mi rendo conto che sembri piu’ puro stare alla larga dalla politica e che si possa idealmente auspicare che il movimento sociale/culturale rimanga alto, sopra, senza commistioni con quelle brutte beghe che sono i pariti.
Tutto dipende dall’obiettivo che si ha.
La politica in massima parte ignora quello che sta succedendo in rete.
Qualcuno e’andato in piazza a mandarli affanculo.
Io mi propongo (con poche speranze) di entrare nella politica per starne all’interno, e non vedo il motivo per cui dei due dovrei vergognarmi io.
Vorrei tentare di essere li per portare una raffigurazione di cio’ che e’ la Rete e uso il termine rappresentare nell’accezione del descrivere.
Non mi sento di rappresentare nessuno se non coloro che firmando la petizione o partecipando alla comunity del giulivo mi hanno dato la loro fiducia.
Non sono certamente il primo, o forse lo sono nel centro destra, e non mi interessano le patenti.
Spero che tanti altri lo facciano e non mi sogno lontanamente di essere titolare esclusivo della bandiera di internet.
Saro’ un bieco individualista liberale ma credo che il cambiamento parta dalle persone prima ancora che dalla gente.
Per questo piu’ che aspettarmi che le cose succedano da sole mi sono detto “Yes, I can” e ci sto provando.
Voglio comunque assicurarti che non ho alcuna velleita’ di trasformare alcunche’ e ancora meno di infastidire.
Se questo e’ successo mi dispiace, ma sono perfettamente conscio che tutte le scelte abbiano un costo.
Edoardo Colombo
Gatto Nero
29.02.08 - 13:00
vb, ovviamente il “vergognati” era un commento mio, e lo sottoscrivo - per tutta una serie di altri interventi di Quintarelli, di Calzolari e compagnia andante - nuovamente.
Edoardo, non cercare di dipingermi come un “duro e puro” anti-politico grilliano idealista che non otterrà nulla dalla vita (specie se non mi conosci o non conosci il mio pensiero politico); e non dipingerti come un martire della patria, che da solo si staglia contro un mondo infame per difendere i diritti degli internauti, solo per quello, solo per quello.
Non mi pare il caso. Può darsi che qualcuno dalla consapevolezza politica o sociale inferiore ci caschi, eh. Non ti dico che qualcuno non apprezzerà. Ma mi sono allenato a riconoscere la retorica a colpo d’occhio, purtroppo.
Sai benissimo, come sa benissimo chiunque abbia un minimo presente la storia politica attuale, che tu - unica e sola persona - non riuscirai a concludere assolutamente nulla all’interno del Parlamento, quand’anche tu fossi eletto. Esattamente come me che penso “sia più puro stare alla larga dalla politica”.
Che poi non è assolutamente quello che penso, ma sono felice che tu riesca a interpretare il mio pensiero.
Il mio pensiero, invece, afferma che è molto - decisamente molto - più proficuo operare una pressione esterna sulla classe politica italiana, presentando istanze collettive come gruppo sociale-culturale (vogliamo parlare di lobbysmo all’americana?) senza doversi per forza assoggettare a questa o quella classe politica.
Penso infatti che otterrà - se già non ha ottenuto - molto di più (rispetto a te) il gruppo dei wikipediani in lingua italiana, che proprio contro la politica si trova a lottare per tutte quelle questioni di copyright che affliggono l’enciclopedia on-line.
Senza bisogno di avere un rappresentante wikipediano in parlamento.
Che poi, vogliamo parlarne del fatto che - da eletto in Parlamento - avrai ben altri guadagni comuni a tutti i politici? Vogliamo dire anche che dovrai discutere e votare per tutta la legislatura di ben altri temi, che non quelli della Rete?
Non credo alle candidature politiche che professano di ruotare solo attorno a una tematica: mi sono sempre parse strumentali.
ilgiulivo
29.02.08 - 13:35
Ruotare intorno a internet come se fosse sola tematica mi sembra un po’ riduttivo.
Non credo necessario spiegare che Internet ha rivoluzionato la societa’ e l’economia, gli unici che non se ne sono accorti sono i politici.
Ma sia chiaro che non ho intenzione di criticarti e ritengo del tutto rispettabile la tua scelta di voler influenzare da fuori l’attuale classe dirigente.
Ho la sensazione pero’ che essi continueranno a ignorare cio’ che accade e continueranno a prendere i loro lauti guadagni.
Per cui prima di preoccuparti di me forse e’ opportuno preoccuparsi di loro.
Gatto Nero
29.02.08 - 13:49
Perché, cosa pensi che succeda _effettivamente_ col tuo ingresso nel panorama politico? All’improvviso, grazie a te, smetteranno di essere ignoranti in campo tecnologico? Diminuiranno i propri lauti guadagni?
Non penso, perdonami la franchezza. Semmai l’unico cambiamento che vedo è che anche tu comincerai a prendere un lauto stipendio.
Cosa pensi di fare, esattamente? Qual è il tuo programma politico? Quali istanze porterai “per difendere Internet e la blogosfera”? In che modo le porterai avanti? Quante possibilità ci sono che le tue richieste vengano accolte?
Insomma cosa pensi che tu riesca ad essere più efficace dell’inascoltato Gentiloni, che pure era Ministro?
ilgiulivo
29.02.08 - 14:03
Io qualche idea l’ho espressa, purtroppo solo i giornali di centro destra mi hanno dato spazio.
Oltre alle tematiche espresse in cittadinidigitali.it ho fatto altre proposte concrete.
Per esempio penso all’istituzione di una pagina web istituzionale per ogni azienda e partita IVA, e in prospettiva per ogni persona fisica. In questo modo ognuno potrà disporre di un proprio indirizzo ufficiale, con valore legale, come il codice fiscale, in cui vengono pubblicate tutte le informazioni e i certificati di cui la Pubblica Amministrazione già dispone. Tutto ciò consentirà un notevole risparmio di tempo e di denaro sia per gli utenti che per l’ente pubblico.
Napolux
2.03.08 - 21:59
Ecco, adesso mi tornano un po’ di cose…
@Giulivo
Mah… Sicuro di non essere uno strumento nelle mani di qualcuno?