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La tua coscienza obietta, il mio stomaco rigetta - 2 Martedì, Febbraio 12th, 2008
Anche gli infermieri potranno avvalersi dell’obiezione di coscienza. È uno dei passaggi principali del nuovo codice deontologico.

Facciamo un po’ come cazzo ci pare. Nessuno vi obbliga a diventare infermieri: conoscete le regole del gioco, e ve ne assumete il peso.

E se io donna voglio abortire, o io trans mi voglio operare, delle vostre paturnie veterotestamentarie me ne sbatto la minchia.


La tua coscienza obietta, il mio stomaco rigetta Martedì, Febbraio 12th, 2008

“Sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive”

…non c’avete proprio niente di meglio da fare


Negare all’evenienza Martedì, Febbraio 12th, 2008

Se c’è una cosa che non sopporto - e ne ho dato prova più volte nella mia vita - sono le menzogne.
Sono intollerante, come quando lo diventi dei latticini e non puoi neanche sentire l’odore del latte, che subito ti viene da vomitare.
Ecco, uguale uguale. Solo che non vomito: m’incazzo.
M’inalbero come il pene di Rocco Siffredi in uno qualunque dei suoi tanti film intellettual-concettuali.
È più forte di me (esattamente come il pene di Rocco Siffredi).

Capita allora che, quando leggo robe del genere, non riesca a trattenermi. “Boccaccia mia statte zitta”, mi dico. E invece niente, non posso farne a meno (e ZACCHETE mi brucio tutta la vita sociale).
C’è che sono curioso, in maniera compulsiva. C’è che magari mi trovo un link in entrata di cui capisco poco il senso, e comincio a indagare di link in link, di post in post.

E allora mi vengo a scoprire che lo scorso lunedì - quello della cena incriminata - nel corso del fantomatico incontro di alcuni blogger con Microsoft, uno/due/alcuni/nessun blogger hanno rubato/ricevuto in regalo/mercanteggiato una/due/molteplici copie del dvd di Windows Vista. Non c’avete capito un cazzo? Neanche io. Però mi sono messo a risalire la corrente, per farmi un’idea.

Si parte da un post di Pseudotecnico in risposta a un altro di Daniele, che spettegulessa così:

Circola voce che gli invitati all’evento romano di lunedì scorso chéz Microsoft abbiano ricevuto una copia omaggio di Windows Vista (presumo Ultimate).

Apriti cielo, ragazzi. Apriti cielo. Giovy subito smentisce, nei commenti:

NESSUNO ha ricevuto ALCUNCHE’ da Microsoft.
Non se ne sente parlare solo perchè nessuno ha nulla da dire al riguardo.
UNA persona è riuscito a… ehm… convincere i tizi di MS a “dargli in prestito” una versione di Vista Ultimate che era lì in esposizione, ma solo perchè l’ha chiesta lui (e se l’era già “nascosta sotto la giacca”) (ovviamente in modo scherzoso, eh!)

Elegante, vero? Dire fra le righe che quell’unica - unica, unica, UNA (maiuscolo) - persona che ha ottenuto la copia di Vista Ultimate l’ha sostanzialmente rubata. Pardon, se l’è fatta “dare in prestito” perché “l’ha chiesta lui”… ma attenzione: “se l’era già nascosta sotto la giacca”. Un concetto, quello dell’unico UNICO fruitore del regalo Microsoft che Giovy ripete anche in un commento a un post di …Lord Zarcon:

Alessandro, che tu abbia visto UNA confezione di Vista in UNA borsa non significa affatto che MS abbia regalato Vista a tutti i presenti.
Purtroppo è tanto più semplice SPARLARE quando non si è presenti e non si conoscono i fatti (ed i commenti di Luca e Stefano lo confermano).

Capite? La gente sparla e non conosce i fatti. In poche parole: sono degli stronzi. E lui, assieme agli altri lì presenti che non hanno parlato minimamente della cosa, sono solo le vittime delle malelingue. Ma mica solo malelingue, eh:

Se tu continui a dire che invece è stato un evento promozionale, che non è stato interessante, che… boh… ogni altra scusa del genere nonostante TUTTI (compresa Delymith, vatti a leggere i suoi resoconti) NON hanno definito una marchetta, ci sono solo due possibilità:
1) o rosichi da morire per non esserci stato, e spari a zero sulla cosa, cercando le scuse più sciocche (”Oh, hanno regalato a tutti Vista, se li sono comprati”, cosa non vera oltretutto)
2) o rosichi da morire per aver speso tanti euro andando a Roma solo per una cena e non essere stato all’evento. *

Cioè: se non siete d’accordo con me, siete dei rosiconi. E ancora altre scene di umana mediocrità, accuse e offese varie ed eventuali a chiunque non concordasse con lui (definiti alternativamente “ridicoli” o “avvocati difensori”, e così via).
Il concetto - tutti i concetti sparsi nei vari commenti, con toni abbastanza sgradevoli - vengono riassunti in un bellissimo post dello stesso Giovy, qui. Riporto l’incipit:

Un po’ di tempo fa vi parlai della “begasfera“, ovvero del diffuso malcostume di divertirsi a litigare fra blogger, accusando questo o quello di chissà quali malefatte. Allora era colpa delle classifiche, ora è colpa di presunti “regali” fatti a chi ha partecipato all’evento Microsoft.

Insomma, non solo rosiconi, malelingue, ridicoli e bambini, ma anche “persone che cercano beghe”. Il concetto viene ripreso anche da Stefano “Mister Chiavatona Galattica” Mainardi, anche lui presente all’evento:

Per la storia invece, delle copie regalate di Vista qui davvero mi viene da ridere, mi sembra una barzelletta, visto che stiamo parlando di una leggenda metropolitana diventata portabandiera dei molti che hanno scritto di questo evento criticando i partecipanti.

Una barzelletta, una leggenda metropolitana usata come portabandiera da chi non c’era (i soliti rosiconi). Capite? Non solo non c’è stato nessun regalo, ma addirittura ci sono persone che stanno cavalcando l’onda per qualche sottinteso tornaconto personale. Cattivoni, che brutte persone. E giustamente, Giovy concorda nei commenti:

Stefano, lascia perdere… non vale la pena parlarne ancora.
E’ stato chiarito ed assodato che non abbiamo avuto niente, è stato chiarito da tutti quelli che ne hanno scritto che è stato un incontro interessante e realmente partecipativo, ed io personalmente mi sento (oltre che con la coscienza in pace) felice di aver partecipato ad un incontro dove il dialogo era la prima cosa.
Le persone che non erano presenti stanno dicendo peste e corna, ma solo perchè (appunto) non erano presenti ed avrebbero tanto voluto esserlo.
Dalle mia parti si chiama “invidia”, mascherata dal “chissenefrega, siete tutti dei venduti” o dei “mangiatori di tartine”.
Vivi e lascia vivere… tanto succederà ancora… perchè inevitabilmente ci saranno esclusi alla prossima occasione, e tali esclusi salteranno sempre sul pero adducendo qualche altra motivazione.

Peccato che a questo punto qualcosa si incrina, qualcosa che rompe questa magica concordanza fra “tutti quelli che ne hanno scritto”. Luca Sartoni, anche lui presente all’evento (giusto per sfatare il cliché del “tu non c’eri”), fa una simpatica rivelazione sul suo blog:

Le pietre più grosse però sono state tenute da parte per chi si è imbucato la famigerata copia di Windows Vista Ultimate. Quando si scoprirà l’infame verrà colpito senza alcuna esitazione.

O forse no…

Nessuno verrà lapidato perchè non ci sono abbastanza pietroni per colpire ogni colpevole. Vorrei far presente che ad ogni lancio di prodotti, una serie di persone riceve regolarmente una o più versioni del suddetto prodotto senza che questo generi alcun tipo di problema.

In pratica, in maniera neanche tanto sibillina, Luca fra le righe ci conferma che qualche regalino in effetti c’è stato davvero. Cosa confermata a questo punto anche da Napolux, in un commento:

Io HO VISTO le copie sul tavolo, HO VISTO regalare una sola copia e le altre le HO VISTE rimanere lì fino a quando sono rimasto (circa le 20.30).

Sottolineatelo in rosso, questo famigerato tavolo: un tavolo che si scopre esistente, ma la cui presenza la si era negata pervicacemente nei commenti rilasciati dai partecipanti nei giorni precedenti. Come cambiano le cose in un attimo, eh? E la leggenda metropolitana? E la barzelletta?

Ma direte voi, in fondo è solo un piccolo particolare. Un tavolo. Non cambia la sostanza dei fatti: che non c’è stato nessun regalo, e che questa unica, unica, UNA persona che ha ottenuto Windows Vista l’ha fatto “costringendo” i rappresentanti di Microsoft.

Unica, unica, UNA persona che a quanto pare è stata fotografata da …Lord Zarcon, come possiamo vedere in questo scatto:

La copia di Vista incriminata

Una prova inconfutabile, si potrebbe dire. Storia conclusa, allora? Il tavolo c’era, e l’unica unica UNA copia di Windows Vista finita nelle mani di un blogger pure. Amen? Macché, le cose sono un po’ più complicate di così. In un suo post, Napolux - il suo blog è down, al momento, quindi non posso citare direttamente né linkare, ma provvederò domani - non parla solo di UNA copia di Windows Vista, ma di una copia e alcune licenze distribuite a vari blogger. Il quadro cambia ancora, vero?

E ancora: in un commento al post “fotografico” di …Lord Zarcon, Dario Salvelli fa la rivelazione definitiva:

…avevo visto che c’erano 3 copie di Vista su di un tavolino nello spazio dell’incontro e che Alessio Jacona ne ha presa una spiegandomelo tra una birra e l’altro perchè uno dei responsabili (quello di Vista se non sbaglio) gliel’ha gentilmente offerta così come anche ad altri che erano lì vicino.

Diamine, ma allora era Alessio lo scherzoso ladro che - stando alle parole di Giovy, riportate a inizio post - si era impossessato “con la forza” della copia del sistema operativo di Redmond. Cattivo Alessio, cattivo: non me lo sarei aspettato da te. Finita qui, il famigerato possessore dell’unica unica UNA copia di Vista era Alessio Jacona? Macché (ancora). Tornate un po’ su, e fate caso alla foto di …Lord Zarcon. Vi pare la mano di Jacona, quella? Meglio, vi pare una mano maschile, quella?

Bingo. Quindi quella di Jacona non era l’unica unica UNA copia di Vista in circolazione (ci potrebbe essere una seconda spiegazione, ma lascio questo spiraglio ai protagonisti della vicenda, se vorranno puntualizzare). Non solo. Avete letto bene il commento di Dario Salvelli? Non solo non era stato Jacona a “rubare” la copia di Vista, “gentilmente offerta” da uno dei responsabili. No: lo stesso responsabile avrebbe fatto la stessa offerta “anche ad altri che erano lì vicino”.

Il quadro è cambiato ancora, eh? La leggenda metropolitana, la barzelletta. Tutto in pochi commenti. E non oso pensare a cosa sarebbe potuto venir fuori, continuando a scavare.

Cosa impariamo, da tutta questa vicenda? Semplice:

  1. Non c’è nulla di male a ricevere dei gadget in regalo da parte degli organizzatori di un incontro promozionale. Ma non è il caso di nasconderlo perché poi le cose vengon fuori comunque, e poi ci si fa davvero una brutta figura.
  2. Quando si viene “beccati” non è mai il caso di negare negare negare a oltranza: meglio spiattellare tutto subito. Si rischia di scavarsi la fossa da soli e peggiorare la situazione.
  3. Questa è una lezione personale per Giovy (e perdonate se per una volta metto da parte il politically correct e l’understatement): la prossima volta che ti permetti di aggredire o insultare qualcuno e di mettere in dubbio la sua intelligenza, assicurati di potertelo permettere. Detto altrimenti: assicurati che detta persona abbia un quoziente intellettivo inferiore al tuo, che per misura spannometrica si è rivelato essere lievemente più basso di quello di un paramecio. Con tutto il rispetto per i parameci, ovviamente.

Te l’avevo detto Lunedì, Febbraio 11th, 2008

Questo blog, dicevo, abbandona la sua mastelliana equidistanza, indossa un maglione girocollo blu, appronta una parete con finti libri alle sue spalle e scende in campo.

Scende in campo contro il pericolo dell’invasione dei qualunquisti della forma. Scende in campo e lo fa a favore dei blog ben scritti e misconosciuti, perché estranei a certi meccanismi che ora fanno da padroni. Quei blog che qualcuno, il cui massimo sforzo è parlare del condimento della pasta a pranzo, definisce Z-blog. *

Cfr.


Elettorato Altruista - Campagna elettorale: riparliamone Sabato, Febbraio 9th, 2008

via Ubu | via Aelred | via Disorder | via Anellidifumo | via andante

Che poi io non vorrei dire, ma continuo a rilanciare l’iniziativa Elettorato Altruista, ecco. A ripensarci bene, meglio non buttarla via così… coi tempi che corrono.

(E Niketta propone un invio in massa al presidente della repubblica - scritto minuscolo mica a caso, eh - delle nostre cartelle elettorali. Sai mai che…)


Frocità da musical Giovedì, Febbraio 7th, 2008

Essere froci vuol dire ritrovarsi per le strade di Roma - dopo la visione di uno splendido “Into the wild” in lingua originale (che botta il finale), con in programma la visione di un altrettanto splendido “Across the universe” in lingua originale - a cantare “One” di “A Chorus Line”, sgambettando a Largo di Torre Argentina.


Specchio, specchio della mia sicumera: chi è il più figo della blogosfera? Mercoledì, Febbraio 6th, 2008
Minchia, ancora non sono al primo posto nella blogghebabbel. Porcaccia…
Che poi: dei meme non se ne può più, che poi li abbiamo dovuti penalizzare e allora no.E mo’ che fàmo?Idea! Fàmo un concorso der miglior blogghere. N’attimo però… ci sta già. Cazzo! Quello stronzo di Gianluca Neri m’ha fottuto l’idea.

Aspè aspè aspè aspè… so’ un genio! Facciamo un premio ai blogghere sfigati, che quelli me vanno in fregola e me linkano tutti.

A me spiace. Davvero. E pure tanto. Perché non è colpa loro, se ci sono cascati con tutte le scarpe. In fondo è una cosa naturale, naturalissima: si gioca con la vanità comune a tutti gli esseri umani e… voilà, il gioco è fatto. I nominati mi se ne vanno tutti in brodo di giuggiole, e non ci capiscono niente.

In un colpo solo ti ritrovi decine e decine e decine di link in entrata, a un numero imprecisato di pagine diverse (la pagina dell’apertura delle nomination, la pagina dell’elenco delle nomination, la pagina della shortlist, la pagina del pre-scelta, la pagina dell’elenco dei vincitori e pure la pagina del modulo di invio voti… che mica lo puoi fare nella stessa pagina dell’elenco delle nomination, no: ci perdi tutti i link in entrata che una pagina a sé stante ti darebbe). BOOM: scali la classifica come se niente fosse, e ti sei fatto pure tanti simpatici amici fra nominati e vincitori (bellamente sfruttati per i tuoi scopi). Perché si sa: la piaggeria è un’arte che ripaga. (L’onestà un po’ meno, di solito: non ti fai tanti amici).

È questo che mi fa incazzare. Non tanto la gente che c’è caduta come una pera cotta, no. Ma lo sfruttamento e la presa per il culo delle persone, la manipolazione dei sentimenti degli individui per il raggiungimento di un proprio determinato scopo.
Altresì detto “utilitarismo” (ai tempi usavo l’espressione “amico a convenienza”).
Che vi prego, non venitemi a raccontare la storia del “l’ha fatto per giocare”, perché lo sappiamo tutti - ma davvero tutti, eh (a parte forse chi crede ancora nelle favole) - che dalla sua apparizione nel panorama blogosferico italiano questo individuo non ha fatto altro che tentare in ogni modo di guadagnarsi un posto al sole, sbracciandosi e sgomitando. E c’è pure riuscito, eh: un giorno o l’altro ne dovremo pur parlare, di questo fatto.

Perché questo concorsetto - relativamente patetico, dal mio punto di vista - non ha nulla di “contro il sistema”, o di alternativo ai concorsi da “blogstar”. Non vuole davvero promuovere blog misconosciuti ma di valore: ci sono altre iniziative che lo fanno molto meglio, partendo dal basso e senza votucoli vari. Non ha neanche quella carica ironica e dissacrante di concorsi come i Poverino’s di Magent & Woland, ad esempio: che lì era davvero divertente, parteciparci.

Macché: questo concorsetto ha come unico leit-motiv quello di sbertucciare i concorsi delle vere (cosiddette) “Blogstar”, offrendo una versione distorta ed edulcorata degli stessi.
Un po’ come quei concorsi di bellezza per bimbe americane, truccate vestite e cotonate come donne adulte. Finendo per rendersi ridicole. Paro paro, ecco. Questo desiderio di essere qualcosa che non si è, questa invidia mal celata.

Che diciamocelo chiaro, il concetto di blogstar di serie B - anzi no, Z (sai com’è, sennò so’ troppo banale) è vecchio e stravecchio, tirato fuori da un sacco di persone. Roba vecchia, come questi mezzucci attira-popolarità-facile.

Che però funzionano. Bah.


Come riacquistare punti all’improvviso Mercoledì, Febbraio 6th, 2008

Veltroni: “Da soli anche al Senato”
Ma la sinistra insiste: “Parliamoci”

Veltroni è furbo, si sa. Sa benissimo che non potrebbe in ogni caso vincere queste elezioni, che non ha speranze perché paga lo scotto dell’ex Governo di Centrosinistra. E quindi che ti fa? Si dà la zappa sui piedi nell’immediato, ma tira fuori dal cilindro una mossa che gli farà recuperare numerose posizioni nella classifica dei politici accettabili.
Perché ormai i tempi sono maturi, la gente è stufa e non c’è niente di più apprezzabile di un istituto politico che proclami - e porti avanti, pare - una coerenza programmatica totale, anche un po’ integralista.
Una scelta che alla lunga paga: anche nel probabilissimo caso in cui sia il Centrodestra a vincere questa tornata elettorale, alla prossima sessione sarà sempre lui il leader del PD, con una percentuale in più di italiani dalla sua parte.

Per dire, se davvero si muove in questo modo e rispetta le sue promesse, io lo voto. E fino a due settimane fa non lo avrei mai, mai e poi mai fatto.


Ma li mortacci vostra Martedì, Febbraio 5th, 2008

C’è una ragione per cui mi guardo come la peste dall’organizzare cene sociale con numero di partecipanti > 10 (che già dieci è tanto).
Il fatto è che per esperienza:

  1. Puoi sbatterti quanto vuoi per render tutto perfetto, ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire (si è speso troppo, si è mangiato male, era meglio così, era meglio colà)
  2. A fine serata ci sarà sempre un ammanco di soldi pari a un totale di 1 o 2 quote (se si è diviso “alla romana”, ma vale lo stesso principio facendo una media delle cifre pagate)

Detto questo, volevo ringraziare i partecipanti alla BlogBeer Cena che NON hanno pagato, o che hanno pagato un infinitesimo di quanto consumato (coscientemente), costringendo me e un’altra 10 di persone a colmare un ammanco pari a oltre 200 euro per saldare il conto.

E mi spiace molto per SenzaStile, che porello c’è rimasto male (200 e passa euro sono una bella botta: anche ammettendo calcoli sbagliati, vogliono dire almeno 3 o 4 persone - per circa 30/40 euri a testa - che non hanno sborsato ‘na lira).

Per dire: 100 euro ritirati al bancomat, 10 euro di benzina. E sono tornato a casa con 25 euro. Costo della serata: 65 euro. Siamo proprio italiani, a volte.

(E la cosa brutta è che mi sento pure in colpa, senza averne…)