Beh, quanto meno Contozero una cosa di buono l’ha fatta: farmi tornare sui miei passi e salvare un vecchio resoconto della mia vita wikipediana. Ché magari fra qualche tempo casualmente verrà cancellato dagli admin attuali, chissà.
Archive for Aprile, 2008
ATTENZIONE: Questo post è un manifesto. Un modo per chiedere scusa e allo stesso tempo ringraziare chi mi ha ospitato, chi mi ospita e a chi in futuro potrebbe capitare di ospitarmi. Lo scrivo qui quando potrei dirlo a voce, perché - per quanto possa non sembrare - ho delle difficoltà a esprimere bene a parole quello che penso; farlo per iscritto aiuta. Naturalmente non c’è bisogno di alcuna risposta da parte di chi ha avuto a che fare con me: facciamo finta di nulla e andiamo avanti a vivere tranquilli. Mi basta che lo sappiate.
“L’ospite dopo tre giorni puzza”. C’è una ragione per cui questo genere di frasi rientra nell’orbita della saggezza popolare, anche se il più delle volte non se ne capisce il vero significato fino a quando non si vive il tutto sulla propria pelle.
Nel caso della frase in oggetto, l’accento non è tanto su una mera questione temporale di buona etichetta, che prevede una scadenza pari alla frutta matura prima di marcire; più che altro il problema risiede tutto nello status di “persona che si fa ospitare”, che inevitabilmente - nonostante la buona volontà di ospitante e ospitato - porta a una condizione di tensione e “incrinamento” dei rapporti. È un discorso semplice.
L’ospite perfetto non esiste. Per quanto si tenti in ogni modo di dare il minor fastidio e di essere il più utili possibile, ci si ritrova comunque sempre a far qualcosa di sbagliato che infastidisce chi ti ha aperto. Tenendo sempre presente che - di riflesso - per quanto ci sia la massima disponibilità e elasticità da parte dell’ospitante, ci sarà sempre qualche azione compiuta da chi si tiene in casa che semplicemente si ritiene irritante.
È la natura: l’uomo è un animale asociale e abitudinario. Costruiamo il nostro microcosmo con fatica e siamo refrattari ai cambiamenti (grazie a Dio, ne abbiamo tutto il diritto). Succede inevitabilmente: nelle convivenze studentesche e post-studentesche, nella vita di coppia, nella convivenza, nella vita matrimoniale, persino in quelle brevi parentesi che sono le nostre vacanze (alzi la mano chi non è andato in gita con ottimi amici senza ritornarne quanto meno un po’ stranito: fortunello, tu).
Del mio mese e mezzo di calvario milanese (ancora non concluso) come pellegrino neo-traslocato privo di fissa dimora, ho imparato questo: il disagio dell’essere ospitato. Sono solito essere io quello che fa i favori, quello disponibile; stavolta sono passato “dall’altra parte della barricata”, e la cosa non è stata per nulla piacevole: nella vita si imparano tante cose, era giusto che vivessi anche questa esperienza.
C’è da dire che sono stato fortunato: ho trovato persone gentilissime, disponibilissime e soprattutto pazienti. Sia nei miei confronti, che nei confronti di una situazione precaria e sfiancante che sfibra me e chi mi sta attorno. Le ringrazio tutte, e mi scuso all’infinito per gli errori che ho potuto commettere e che probabilmente ancora commetterò (senza neanche rendermi conto di farlo).
Se c’è qualcosa che ho compreso da questo capitolo della mia vita, è che un trasloco improvviso è come una lente distorcente. Nel mio caso è riuscita a evidenziare molti degli aspetti peggiori di me (compresa una certa tendenza al patetico), e questo non mi rende per nulla felice. Servirà da lezione, sperando - a parentesi conclusa - di non mettere in bilancio troppi danni.
Quando vieni ad insultarmi sulla mia pagina utente su wiki almeno firmati. La hai scritto “camuffato” qua parli di “camuffone” almeno scegli altri termini. Non sono stato io a scriverti quella serie di insulti. Ora se ci vuoi credere bene se no cazzi tuoi non so che farci. Sei sempre piu’ scoppiato addio
Sappi che su wiki non metto piede da mesi, e non vedo perché dovrei.
Mi sa che ce ne siamo scordati.
Perché un cd a 15/20 euro è considerato caro e un aperitivo allo stesso prezzo no?
Cristina Donà, sul costo dei CD e sullo scambio di file
Che poi ne parla anche sul forum di Panorama. Quindi se volete fare un salto e farle quattro domande, sapevatelo.
LA PRIMA COSA CHE NON BISOGNA FARE SE SI CERCA UN FIDANZATO
Comprarsi un cane. Un essere caldo e provvisto di peli, che ci ama e ci segue ovunque andiamo è davvero un concorrente troppo pericoloso per il fidanzato che cerchiamo. Gli somiglia drammaticamente.
“Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna”, Alessandro Fullin
Ovvero: alle volte un bel libro può venir rovinato da un titolo poco centrato, ma quello che c’è scritto dentro vale comunque qualcosa.
La Vecchia, Cara Amica Giusy™ me lo ripete periodicamente. Al mare, in montagna, in giro a far compere, mentre passeggiamo, girando in macchina, parcheggiando, mangiando. Più o meno tante volte quante dico “Non capisco perché non trovi mai una persona che sia una”. Lei mi risponde, precisa: “In realtà tu non stai cercando nessuno”.
Non so se valga anche negli altri casi - probabile - ma in questo periodo, onestamente, non posso far altro che darle ragione.
Io in questi ultimi tempi non sto cercando nessuno. E non ho alcuna intenzione di farlo.
Sto affrontando qualcosa che, a ben vedere, quasi certamente è più grande di me: cambiare lavoro; cambiare amicizie; cambiare città, in una Milano che è tradizionalmente ostile con gli outsiders come me, indipendentisti ad oltranza e quindi senza la voglia o il diritto di impelagarmi nel gruppo degli outsiders stessi, che fanno comunella e si fanno forza a vicenda.
Senza una casa, un letto dove dormire, un tetto mio sotto cui rifugiarmi, delle abitudini e delle routine che non siano il lavoro a cui aggrapparmi nei momenti di crisi.
Me la sono cercata. Ho voluto questa situazione con tutte le mie forze, sperando in una possibilità di cambiare, di muovermi, di mettermi alla prova. Di dimostrare di essere vivo, di negare la mia esistenza opaca. E ora affronterò tutto come meglio posso, sperando di non affogare e sapendo che al 99% non lo farò, perfettino di merda che non sono altro.
E allora forse mi metterò a cercare qualcuno, per costruire una storia o anche solamente per far sesso (che sarebbe pure ora, a 26 anni). O forse no, continuerò a non farlo. Esattamente come ora.
Ma per ora il problema non si pone. Per ora no, non sono pronto. Ripassate fra cinque minuti.
Secondo me il nuovo film su Indiana Jones sarà una cagata pazzesca.
I collegamenti li ho tolti, piano piano. Le sottoscrizioni alle varie mailing-list, una dopo l’altra. Stasera ho cancellato anche i bookmarks da Firefox, tutti in una volta.
Come lo strappo di una ceretta. Solo che i peli crescono sempre, magari radi, magari ci mettono di più, ma qualche pelo ti crescerà sempre. Ma intanto li tolgo, ecco. Ci provo.
L’altro giorno il mio Capo™ mi ha chiesto “un giorno magari poi mi spiegherai quella storia di Wikipedia”. Ecco, un giorno magari poi lo faccio. Per ora se non ci penso è meglio.