Questa mattina, controllando il mio consueto nugulo di mail in arretrato, mi sono ritrovato - fra le segnalazioni inviate 06blog - questo simpatico testo relativo (secondo l’autore Simone Ghelli, che spero sarà felice della pubblicità che vado a fargli) ai fattacci di sabato sera:
Gentile redazione,
visto ciò che è successo in questi giorni nel quartiere del Pigneto, e dall’attenzione che il vostro blog ha riservato alla notizia, vi scrivo per mettervi a conoscenza della recente uscita del mio ultimo romanzo, intitolato ”Il Pigneto liberato”, da poco pubblicato per la 0111 Edizioni. Informandomi sull’aggressione di sabato ho scoperto delle analogie preoccupanti con la trama del romanzo che ho iniziato a scrivere 3 anni fa, in cui si parla delle derive razziste che possono sorgere in un quartiere popolare che diventa improvvisamente alla moda e, di conseguenza, preda degli speculatori d’ogni specie. Credo che in questo momento sia importante fare un po’ di chiarezza su certe dinamiche per riportare al giusto equilibrio una zona da sempre potenzialmente “a rischio”.
Se la cosa può interessarvi, vi anticipo che il 4 giugno alle ore 19.30, in via Pomponio Mela 1, ci sarà la prima presentazione ufficiale del mio libro, all’interno della rassegna “Parole Parole Parole” organizzata da Alphaville Cineclub (
www.cineclubalphaville.com).
Mi scuso per aver rubato un poco del vostro prezioso tempo e vi porgo i miei più cordiali saluti
Sempre questa mattina, in coda all’ennesimo post incazzato per il delirio di ieri, mi ritrovo un bel commentino a nome di Gay.it:
ma no, non e’ stata un’aggressione cosi’ come l’aggressione contro i gay - vedi: http://www.gay.it/ - e’ stata un gesto ‘daffetto smodato e bruciare i libri in piazza da aprte dei nazi una maniera di riscaldare i loro cuori…
Voi direte: “Embeh, e che ci sta di male? È un intervento in tema!”. Sì, beh… io qualche dubbio ce l’avrei. Non fosse altro perché un commento molto simile è spuntato anche su 06blog:
questo e’ il vero primo banco di prova per il neo sindaco per dimostrare ai gay che si e’ lasciato il passato alle spalle, vediamo che pieghe piglia la vicenda nei prossimi giorni: http://www.gay.it/
Notate qualcosa di strano? Ok, magari no… e allora ve lo suggerisco: quel bel link al sito, messo in piena evidenza. Non il link alla notizia stessa, quella relativa alle aggressioni. E sapete perché? Perché quella notizia non esisteva. Niente, nisba, nada: si parlava di tutt’altro. Cosa vuol dire? Signore e signori, è semplice: SPAM. Lo staff di Gay.it - ho controllato inviando una mail per esser sicuri della loro identità - ha colto l’occasione per promuovere il proprio sito, nella maniera più becera possibile: sfruttare un evento di cronaca nera che ha visto coinvolto un poveraccio di poco più di 20anni per farsi il giro dei blog e piazzare il proprio link in giro.
Poco importa che sul sito, al momento dei commenti, non ci fosse assolutamente nulla riguardo alla vicenda (ah, ma dopo mezzogiorno hanno ovviato: gente onesta!); poco importa che il link lasciato non desse alcuna informazione in più sull’aggressione. Quello che contava era portare maggiori accessi possibile.
Cos’abbiano in comune questi due casi - il simpatico preveggente autore di libri e il sito omosessuale più importante d’Italia - ve lo lascio immaginare. A me ha fatto solo rivoltare lo stomaco.
Questo - unito al fatto che, ancora, i Signoroni Del Web stanno ignorando la vicenda pensando ad altro - mi fa sempre più pensare che sono fuori luogo non solo in questo Stato (l’Italia), ma anche in questa blogosfera italiana e pure fra gli omosessuali italiani.
Sono completamente fuori luogo. Non rispetto i canoni standard di degrado umano e civile.
Forse me ne dovrei andare davvero.