La lente deformante dell’alcool
Buttiamola giù dura: non sono sicuro di essere contento di quello che vedo. Di quello che vedo di me, intendo.
Sta roba l’avrò scritta almeno un migliaio di volte, me ne rendo conto. Alla lunga stucca (ma questo è un difetto comune a molte cose che mi riguardano, io compreso), ma abbiate pazienza.
Il punto è: il mio rapporto con l’alcool comincia a essere poco sano. E non tanto perché io abbia bisogno di tutta una serie di alcolici per vivere felice - grazie a Dio, no - ma, più che altro, perché non sono più in grado di gestire il limite fra l’ubriacatura accettabile e quella che no. Non me ne rendo proprio conto.
Un minuto prima sono lì, allegro, con un bicchiere in mano che chiacchiero con persone varie ed eventuali, col mio consueto stile “ape di fiore in fiore” orientato al conoscere più persone possibili e al dare una mano; e un minuto dopo vago per la sala completamente ubriaco, ridendo sguaiatamente, a volte urlando, più spesso caracollando sul pavimento o su oggetti in mezzo alla sala, interagendo con altre persone più o meno ubriache di me, ma anche con chi è ancora vagamente sobrio. Tutto senza soluzione di continuità, senza che mi renda minimamente conto del passaggio da uno stato all’altro.
Non va bene. Non va bene perché rischio - e sarà già successo in passato, sicuro - di dar fastidio a persone che tutto vogliono tranne che essere simil-aggredite da un nano peloso ubriaco™. Non va bene perché finisco per fare delle cose che in altre situazioni non avrei mai fatto, e poi il giorno dopo è difficile venire a patti con se stessi. Non va bene perché la gente finisce per identificarti con questa versione distorta della tua persona, questa versione malsana. Non va bene perché mi ritrovo a invidiare la coolness di molte persone con cui mi ritrovo a che fare, che fanno una figura decisamente migliore della mia. Non va bene perché essere il giullare di corte può apparire divertente dall’esterno, ma vi assicuro che a guardarsi da dentro qualche dubbio ti viene.
E per quanto un’amica mi abbia ricordato che “se qualcuno ti giudica per come sei quando sei ubriaco, fidati, alla lunga non ti sei perso niente”, e io non me la sento decisamente di darle torto, io non sono sicuro di voler essere quello che si ubriaca di brutto, lo sfigato di tanti cliché da film americano. Non sono per nulla sicuro.
Tags: alcool, angoscie esistenziali, pessimi caratteri, sfighe
Kujaku
16.05.08 - 23:38
Che gatto poco morigerato! XD XD XD
Kiro
17.05.08 - 01:08
Ma dai non prendertela così seriamente, non hai fatto altro che fare quello che farebbe qualsiasi ubriaco. Io da sobrio non mi sono fatto nessuna idea malsana di te
Gatto Nero
17.05.08 - 08:28
Kiro, è anche perché di me conosci un sacco di altre cose in più (dalle mie partecipazioni ai BarCamp a tutto il resto). Mi chiedo cosa ne dica un neo-assunto qualsiasi.
Ad ogni modo, quello che mi preoccupa di più è la frequenza con cui capita. Saranno almeno tre o quattro volte che bevo così tanto da far cose di cui non mi ricordo più nulla. In una mi sono ritrovato decorato con delle luci accese di un albero di Natale. Non penso sia sano.
xlthlx
17.05.08 - 10:05
non e’ sano per il tuo organismo, e nemmeno per la tua mente.
ma tutto dipende da te, e da che cosa vuoi davvero: forse non dovresti preoccuparti di quello che pensano di te agli altri, ma del vero motivo per cui lo fai.
sempre che tu voglia davvero smettere
V.
17.05.08 - 10:26
‘azz… qui ti si danno consigli da alcolista anonimo! XD
E’ capitato tre o quattro volte, sta a te non farlo capitare più se non vuoi che capiti. E mi pare che il più severo giudice sia tu stesso.
Quanto alla frase della tua amica è molto d’effetto, ma, come molte frasi d’effetto, è anche un po’ stupida. Forse che si dovrebbe sospendere il giudizio su chi torna a casa e mena moglie e figli, o stupra qualcuno perchè, poverino, era ubriaco?
Vado un po’ sul pesante, lo so, e so che si sta parlando di consumo “sociale” di Alcool, senza arrivare a questi estremi. Sono sicuro che non è quello che si intende e non voglio leggere oltre quel che c’è scritto, ma, insomma, riflettiamoci.
Io, dal canto mio, sono sempre un po’ spiazzato da come si comporta qualcuno quando è ubriaco. Se è vero che l’alcool (o le droghe se è per questo) aiutano a liberarsi di tutta una serie di convenzioni sociali che in parte non ci permettono di esprimerci “per quel che siamo”, se questo è vero, qual’è la persona *reale* con cui interagisco? Quella con cui interagisco *normalmente* o quella con cui interagisco quando è sotto l’effetto della sostanza di turno?
Forse è chiaro che si, preferisco i muri sociali, o meglio, chi riesce ad essere se stesso senza bisogno di “agenti esterni”… e trovo penoso lo spettacolo dato da chi eccede.
Ma, forse, è anche vero che son uno che *alla lunga non ti perdi niente*.
byb
17.05.08 - 15:51
la sola cosa importante (oltre a non arrivare a picchiare moglie, figli, gente a caso, o schiantarsi con l’auto, ovviamente) è che tu stia bene con te stesso.
se credi di aver “esagerato”, secondo i tuoi standard, o cerchi di stare più attento, o dovresti cominciare a rivedere i tuoi standard. magari sono tarati male.
FermentiGattici.net » Blog Archive » Come con le fragole con la panna
18.05.08 - 04:25
[...] A parte tutti i dubbi, una cosa è certa: ora come ora, l’idea di bere dell’alcool mi dà la nausea. Tags: alcool, autodifese, pessimi caratteri [...]
Gatto Nero
18.05.08 - 10:15
Beh Venus, in parte il tuo discorso è giusto.
Nel senso: anche io sono dell’idea che bisogna essere “se stessi” senza bisogno di usare aiuti esterni (dall’alcool alle droghe, intendiamoci).
Fortunatamente - almeno credo - non è il mio caso: anche da ubriaco resto sempre io… solo che sono io “alla decima potenza”. Per intenderci: da sobrio sono uno che chiacchiera, relaziona, scherza e ride; da ubriaco faccio la stessa cosa, con l’unica differenza di una irruenza che forse non è mia (o forse sì: non sono mai stato poi così equilibrato).
Per questo parlo di “lente deformante”. Perché ingradisce l’immagine, ma la distorce.
Ti spiego anche cosa intendo quando difendo la frase della mia amica. Tu fai un giusto esempio: un marito che da ubriaco torna e picchia moglie e figli. Ma lì, V., non lo giudichi male “da ubriaco”… ciò che è più sbagliato, cattivo, non accettabile è il fatto che - sapendo che da ubriaco diventa violento - continui a bere, bere, e bere.
Insomma: quello che dice la mia amica è che non puoi giudicare una persona SOLO da com’è quando è ubriaco, ma devi inserire questa fase in un contesto, per forza di cose.
Non è una cosa che posso pretendere da un conoscente, questo… è ovvio.
V.
18.05.08 - 11:02
>Non è una cosa che posso pretendere da un conoscente, questo… è ovvio.
E quindi perché te ne preoccupi?
Tutti abbiamo a che fare col giudizio altrui, che lo vogliamo o no.
Scegli tu quali sono le persone il cui giudizio è importante per te, degli altri è il caso di fregarsene.
Tornando all’estremizzazione del tutto, sicuro che l’inaccettabile sia il fatto che una persona simile “continui” a bere (drogarsi etc. etc.)? Sicuro che, a certi livelli, sia una scelta consapevole?
Non è facile liberarsi di certe abitudini , cavolo, non è facile nemmeno smettere di mangiarsi le unghie, figuriamoci di bere.
p.s. Avevo capito benissimo cosa intendeva la tua amica, è solo che non mi piacciono le “frasi fatte” che giustificano il proprio mal comportamento e che inneggiano alla pretesa di non essere giudicati, esprimendo giudizi, anche pesanti, sugli altri. (Abbastanza contorto?)
Del tipo: Non giudicarmi, se lo fai ti giudico uno stronzo!
TheNorba
18.05.08 - 11:57
Dai, non esagerare, non hai fatto niente di male, certo, ubriacarsi non è di sicuro “una buona azione”, ma farlo ogni tanto non guasta.
Essere più “sciolti” dopo aver bevuto qualche bicchierino di troppo, secondo me certo ti rende, come dici tu “alla decima potenza”, ma se sei una persona buona, di sicuro non ti cambia.
Probabilmente da ubriachi si è più esagerati nelle azioni, forse troppo irruenti, euforici, ma in fondo, se bere non diventa una routine, il nostro spirito rimane lo stesso (nei momenti di sbronza) anche davanti agli altri , ciò che si è si rimane…
Blogo aperitivivo: 645 live viewer | Dandy's Blog
18.05.08 - 13:26
[...] è parte integrante della vita dei blogger? Visti i dati, forse sì. E non vale poi lamentarsi che tanto è stata solamente una [...]
Margot Mood
20.05.08 - 08:39
Madddai che eri splendido ubriaco! Oddio… Dici che ti vedevo così perché ero devastata anche io? Pensa che “carini” insieme… Beh chissene! W la devastation!
Gatto Nero
20.05.08 - 09:52
Beh Margot, calcola che andavamo in giro scalzi con dei calzini in mano…
FermentiGattici.net » Blog Archive » Alcolismo, zen e punti di vista
22.05.08 - 08:01
[...] Tornando a un vecchio discorso… [...]
Paolo
22.05.08 - 15:16
sono QUASI tentato di postare una certa foto piena di lucine natalizie.
Gatto Nero
22.05.08 - 15:20
Ossignore, sorvoliamo…