Ma anche in maniera uguale, eh

Posso dirlo? Lo dico.
Finalmente una campagna comunicativa come si deve: coraggiosa, naturale, intelligente e allo stesso tempo di rottura. Siamo delle persone, ci amiamo, viviamo accanto a te, siamo liberi come te, non facciamo niente di assurdo, ci baciamo.
E con una foto bella. E con una coppia bella. Una immagine che rompe gli schemi: perché i due non sono uno sciampista e un modello. Non hanno una galleria d’arte. Non sono giornalisti. È un muratore, in un cantiere. Con tanto di guanti in gomma. E un ragazzo con gli occhiali, con su una camicia. Scura.
Pure l’altra immagine, nella pagina descrittiva del progetto, è bella. Anche lei. Non patinata come quella della Ra-Re (ci siamo accontentati di poco, all’epoca). Con quel bambino che guarda attento i vasetti di omogeneizzati, cicciottissimo che non è altro. Due guanciotte stupende. E il padre - o lo zio, o un vicino, o un amico di famiglia, machissenefrega! - che lo tiene sulle spalle, mentre assieme al suo compagno decide cosa comprare. In un supermercato.
E quanto ci voleva a farla, una campagna del genere? Eh, amici dell’ArciGay? Signorina Imma (scusi, l’ho distratta dai conti dei guadagni del Village), che ne dice? Era difficile? Ragazzi del Mieli? Che siete tutti, dei cicisbei che non v’è venuto in mente? Fior fiore di creativi.
Invece arrivano i sardi, che sono un popolo avanti, cazzo. E ci fregano tutti.
Un’iniziativa lodevole e, speriamo, anche utile; che forse dovremmo riproporre, in modo diverso, in altre realtà italiane.
Ale, leggi il titolo di ’sto post, va.
Tags: frocità, gay, marketing, omofobia, pubblicità
byb
17.06.08 - 15:37
cavolo!
nell’immagine al supermercato sono riconoscibili i loghi di diverse notissime marche, chiederanno i danni d’immagine, o verranno scomunicate perché “frocie”?
a parte gli scherzi, è una bella campagna, ed è esattamente quello che molti non vogliono vedere: l’assoluta normalità in chiave “gay”: potrebbe destare molto più scandalo questa delle campagne di toscani sopracitate.
V.
18.06.08 - 08:50
Che detto fra noi, pure il logo dell’associazione è geniale!!!
Andrea (psiko)
18.06.08 - 11:49
è vero. il logo ha preso pure me.
e forse gatto c’hai ragione.
Andrea (psiko)
18.06.08 - 11:50
epporcoddio sta moderazione de sta minchia
Paolo
18.06.08 - 15:56
Gli uomini-veri-che-sono-gay mi fa venire in mente la puntata dei Simpson nella quale Homer e Bart si ritrovano in un’accaieria dove tutti gli operai (gay) “lavorano duro e si divertono duro”. Fantastica.
enrico(elfo00)
18.06.08 - 23:55
e beh! I sardi mi son sempre piaciuti, Gattuso in primis
scherzo, ma guarda caso giusto pochi giorni fa avevo ragionato sulle carnevalesche e Hard-ite figure che si agitano fra le fila dei GayPride e su cosa centrassero con l’esser orgogliosi di esser gay. Come se esser gay avesse significato solo in funzione di quali giocattoli usiamo a letto o di quante tette ci siam rifatti….bella bella campagna. DACCORDO CON GATTO, PERCHE’ CAMBIARE LE CAMPAGNA? VA BENE COSI’ ANCHE A TORINO!
V.
19.06.08 - 07:07
Oh, e a proposito del tuo commento di paragone con la campagna Ra-Re, dimentichi una sostanziale differenza. Il suo scopo ultimo era vendere vestiti non sensibilizzare le coscienze, come in questo caso.
Gatto Nero
19.06.08 - 10:33
No, il riferimento alla campagna Ra-Re era più centrato sul senso di “felicità” e di “welà che bella cosa per noi froGi” che avemmo un po’ tutti all’epoca. Perché mostrava una coppia omosessuale.
Niente in confronto a questa campagna, intendo.
V.
19.06.08 - 10:41
Avemmo? Devo ricontrollare i commenti che ti feci all’epoca
Capisco cosa intendi comunque, resta il fatto che siamo molto ingenui se crediamo che una pubblicità possa fare qualcosa. Certo, meglio di niente, però non aspettiamoci troppo.
Io vedo già le simpatiche scritte che verranno spruzzate sui cartelloni. U_u
Lodevole tentativo, comunque.
lanegralatrante
19.06.08 - 13:59
E’ veramente bellissima, e sottolineo bellisima, così anche le suffraggette suffrocette più trite capiscono che non voglio polemizzare…PERO’:
Chi la finanzia? a cosa serve? perchè il bambino poi ?
Davvero i sardi - popolo avanti, sottoscrivo - pensano che agli italiani freghi qualcosa dei gay e dei loro diritti, al di là della facile solidarietà di comodo da elargire un giorno l’anno alle checche - simpatiche e innocue come eunuchi - del gay pride ?
Questi qui delle foto sotto il gonnellino della normalità sembrano avere anche un cazzo: convinti che all’italiano medio faccia piacere essere costretto a percepire la cosa, sia pure in via ‘informativa’ ?
Convinti voi…
V.
19.06.08 - 14:22
Ma forse è proprio per questo che serve?
Selene
20.06.08 - 11:24
Posso lanciare la polemica?
Bella. Bellissima.
Però io ancora devo cercare di capire *perché* ci sia bisogno di condurre l’omosessualità verso il lato ‘chiaro’ della forza.
Perché c’è ancora bisogno di rendere l’omosessuale ‘normale’.
Perché c’è gente che pensa che ‘maggioranza’='normalità’.
Perché esiste il concetto di ‘normale’.
byb
20.06.08 - 22:26
@Selene
penso che il fatto da chiarire non sia che l’omosessualità sia “dal lato chiaro della forza”, ma che possa stare tanto nel lato oscuro, quanto in quello chiaro.
che possa far parte della “normalità” tanto quanto della provocazione.
siamo esseri umani, ognuno è diverso, quindi perché un gay che non ha nulla del “lato oscuro”, deve obbligatoriamente starci?