20.10.05 Telepatiti

Il dramma di un uomo #2

Daniele Interrante, un uomo buonoL’unico momento di onestà di Daniele, questa sera all’Isola dei Famosi 3, è stato quando - con una certa sofferenza - ha ricordato che “lottare a 24 anni per dimostrare al mondo di non essere come la gente ti vede è dura”.
Ecco, lì non gli si poteva dire nulla, perché in fondo è così: essere bello/figo aiuta, certo, ma sarebbe ipocrita ignorare i contraltari.
Per il resto, il solito show del falsidume.
Antonella Elia continua la sua irrefrenabile ascesa al ruolo di mio nuovo mito: stronza, acida, onesta. Ma anche capace di ammettere i suoi limiti e - a suo dire - di ricredersi. Se qualcuno qualche anno fa si chiedeva “ci fa o ci è”, penso che abbia ottenuto la sua risposta. Tutto si può dire di lei, tranne che sia un’oca arteriosclerotica. Un paio di neuroni ce li ha ancora a disposizione.
E di Amanda cosa dire? Solo lei, con la sua classe, poteva sintetizzare in una immagine ciò che tutta Italia pensava. Spero possa aprire una scuola: mi iscriverei al volo.

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2 commenti a “Il dramma di un uomo #2”


  1. psiko
    20.10.05 - 23:34

    :) amanda è sempre il top!



  2. FermentiGattici.net » Archivio » Un po più, un po’ meno
    9.11.05 - 22:18

    [...] Nessuno di noi potrà mai dire - con onestà - di poter vantare un rapporto idilliaco col proprio corpo. Neppure il/la più grande strafigo/a americano (trovatemi ‘no strafigo italiano, avanti! Ma voglio le prove, però…), neppure la persona col più grande ego del mondo dopo Daniele Interrante. Ognuno di noi prima o poi s’è trovato ad affrontare lo specchio con uno sguardo un po’ calante, e l’animo depresso: allora abbiamo visto i nostri difettucci amplificati, le zampe di galline, la coscietta cellulitica, la smagliaturina sul girociambella. Non c’è scampo. Sarò strano io, ma a me sti momenti beccano nei momenti meno adatti. Tendenzialmente, mentre sono lì lì per comprare un paio di jeans o una maglietta. Ecco, io mi stupisco sempre quando vedo ’sti ciccioni (vabbè, iperbole) con la magliettina un po’ aderente, che non gli sta neanche male volendo. Io invece mi guardo allo specchio con sto rotolino minimale un po’ in evidenza e mi rovino l’intera settimana. Oggi l’abbiocco da specchiamento mi è preso in metropolitana. Pericolosissimo, perché non hai scampo. A scapito di tapparti gli occhi con le mani e girare in circolo su te stesso, per evitare tutti i vetri della carrozza (risultando - inutile a dirlo - quanto meno squilibrato, nella media della metropolitana). Mi ha beccato e PAM! via subito con la lista dei vorrei. Che poi a me basterebbe poco. Un po’ più alto, che 1.65 mi sembra un filino sotto la media. Un po’ meno grasso, che il grasso accorcia e intozzisce. Un po’ più preciso nei lineamenti. Un po’ meno calvo (e ora di cominciare a dirlo). Un po’ più trendy. Un po’ meno spento. Ma mica tanto, eh! Non a livelli patologici. Giusto un cincinino. Vi siete mai immaginati leggermente migliori di quanto non siate in realtà? E come vi siete sentiti, una volta tornati al presente? [...]


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