La becco sul treno, mentre faccio ritorno dall’allegra Provincia Varesotta verso Milano (tappa intermedia, il capoluogo di provincia).
La chiamano Ila. Sarà alta neanche 1 metro e cinquanta, biondina, pischelletta. Cartelletta di plastica - che ce l’abbiamo avuta tutti alle medie, dove tenevi l’album da disegno e le attrezzature di Educazione Tecnica - tutta tempestata di TH / Tokio Hotel Tokio Hotel Tokio Hotel / e una poesia scarabocchiata con l’Uniposca:
6 mitica, 6 ok, resta sempre come sei
6 carina, 6 vivace, 6 l’amica che mi piace
Un tuffo carpiato nella mia adolescenza poco brufolosa, che neanche la rediviva Miss Barbie Nana Modamare Calabria c’è riuscita. La guardo di sottecchi e sorrido tronfio. Poi apre bocca e parla come una trentenne cosmopolita, convinta, tranquilla, posata:
Secondo me deve essere bello avere un amico gay. Secondo me, magari, nasce un’amicizia proprio vera.
Mi ha fregato.