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A parte tutti i dubbi, una cosa è certa: ora come ora, l’idea di bere dell’alcool mi dà la nausea.
Buttiamola giù dura: non sono sicuro di essere contento di quello che vedo. Di quello che vedo di me, intendo.
Sta roba l’avrò scritta almeno un migliaio di volte, me ne rendo conto. Alla lunga stucca (ma questo è un difetto comune a molte cose che mi riguardano, io compreso), ma abbiate pazienza.
Il punto è: il mio rapporto con l’alcool comincia a essere poco sano. E non tanto perché io abbia bisogno di tutta una serie di alcolici per vivere felice - grazie a Dio, no - ma, più che altro, perché non sono più in grado di gestire il limite fra l’ubriacatura accettabile e quella che no. Non me ne rendo proprio conto.
Un minuto prima sono lì, allegro, con un bicchiere in mano che chiacchiero con persone varie ed eventuali, col mio consueto stile “ape di fiore in fiore” orientato al conoscere più persone possibili e al dare una mano; e un minuto dopo vago per la sala completamente ubriaco, ridendo sguaiatamente, a volte urlando, più spesso caracollando sul pavimento o su oggetti in mezzo alla sala, interagendo con altre persone più o meno ubriache di me, ma anche con chi è ancora vagamente sobrio. Tutto senza soluzione di continuità , senza che mi renda minimamente conto del passaggio da uno stato all’altro.
Non va bene. Non va bene perché rischio - e sarà già successo in passato, sicuro - di dar fastidio a persone che tutto vogliono tranne che essere simil-aggredite da un nano peloso ubriacoâ„¢. Non va bene perché finisco per fare delle cose che in altre situazioni non avrei mai fatto, e poi il giorno dopo è difficile venire a patti con se stessi. Non va bene perché la gente finisce per identificarti con questa versione distorta della tua persona, questa versione malsana. Non va bene perché mi ritrovo a invidiare la coolness di molte persone con cui mi ritrovo a che fare, che fanno una figura decisamente migliore della mia. Non va bene perché essere il giullare di corte può apparire divertente dall’esterno, ma vi assicuro che a guardarsi da dentro qualche dubbio ti viene.
E per quanto un’amica mi abbia ricordato che “se qualcuno ti giudica per come sei quando sei ubriaco, fidati, alla lunga non ti sei perso niente”, e io non me la sento decisamente di darle torto, io non sono sicuro di voler essere quello che si ubriaca di brutto, lo sfigato di tanti cliché da film americano. Non sono per nulla sicuro.
