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Le apparenze ingannano Domenica, Maggio 11th, 2008

Un excursus dei momenti topici del WordCamp milanese di ieri, 10 maggio 2008. Bella location, bella gente, ovviamente lo speech più interessante era quello meno organizzato (AskBeggi, presto on-line).

Questo è Gatto Nero, il frocio più famoso di Internet

Wolly, descrivendomi alla di lui compagna e agli astanti.

Questo è Gatto Nero, il blogger più stylish di Internet

Vari ed eventuali, ai quali rispondevo con uno sguardo interrogativo a loro e ai miei vestiti da accattone.

(entusiasta) Ah, ma tu sei gattostanco?
(delusa e alla-direttore-supremo-con-fantozzi) Ah, no.

Una che non era Selvaggia Lucarelli

Ti immaginavo più alto

Remyna, durante l’aperitivo post-camp.
La mia risposta? “Anche io”
Bella ggente #4 Mercoledì, Marzo 12th, 2008

C’è un anonimo che su blog sconosciuti lascia a mio nome (o quanto meno con l’indirizzo del mio blog nella sua firma) commenti come questo:

ciao fròcide, sono il 50enne che ti ha castigàto tra le kiàppe, ricordi? .. quanto guaivi, oh mia dolce ricciolina dei busòni terminali èèh?!!! chi è la kàgna del cassero, eeeh!!!!!!!!!!!!!! quand’è che ci rivediamo?!? ho un litro di burra fecale per te, la devi ingurgitare alla goccia, schnauzer!!! fai pena ai negri!!!! ma in fondo in fondo ti AMO…AMO trivellarti e frustarti con la mia mazza.
amo toglierti le paline cinesi dall’orello…Ogni volta che ti siedi pensami,culo rotto!!!guardati le spalle…potrei arrivare quando meno te l’aspetti…ma tanto ti piacerebbe..nel tuo intimo c’e’ un bastone NEGRO: checca isterica!!!!

Lo scopro grazie al povero Pepito, che è venuto a lasciare un commento sul mio blog. Giustamente basito.
E non lo è solo lui, ecco.

Blogger peracottari, lettere aperte e politica (Ovvero: non c’erano nemmeno le buone intenzioni, ma solo la spocchia) Venerdì, Febbraio 29th, 2008

Non vorrei tornare sull’argomento, specie con un altro titolo chilometrico come questo. Ma questa la dovete leggere pure voi:

Io sono andato a collegare i puntini, ho cercato un po’, e ho trovato questa: una petizione creata il 7 febbraio da Marco Camisani Calzolari che chiede al “presidente Silvio Berlusconi” di candidare in Forza Italia “un Blogger che sappia ascoltare le voci che si esprimono in rete”. Questo Blogger con la B maiuscola è ovviamente già stato individuato: è “Edoardo Colombo, 42 anni, blogger fondatore de il Giulivo, un Blog di partecipazione politica nato il 12 aprile 2004 che ha migliaia di iscritti che ogni giorno dibattono.”

Allora, penso male se credo che parecchie persone stiano soffiando sul fuoco di questa uscita di Vespa soltanto per obiettivi di carriera politica personale?

Ora, che dire? Perché è difficile rendere bene l’insieme degli aspetti fastidiosi in questa iniziativa (dalla manipolazione della buona fede delle masse, al becero sfruttamento umano tipico di quella classe politica che tutti dovremmo rinnegare, alla scelta del partito a cui rivolgersi, e così via…).
Che dire? Penso mi convenga andar giù di citazionismo.

Marco Camisani Calzolari, una sola parola: VERGOGNA.

(Via Stefano Mainardi)

PiùBlogCamp, a volte ritornano: nuovo videoblabla Venerdì, Febbraio 22nd, 2008

Per la serie “gli incubi non finiscono mai”, Marina Bellini mi segnala nei commenti un’altra mia video-intervista registrata nella cornice del PiùBlogCamp dello scorso Dicembre.

Anche in questo caso, come potete vedere, è solo un unico e lungo blabbing senza soluzione di continuità (tant’è che m’hanno dovuto tagliare).

Enjoy (se fa per di’…).

(Qui gli altri)

Negare all’evenienza Martedì, Febbraio 12th, 2008

Se c’è una cosa che non sopporto - e ne ho dato prova più volte nella mia vita - sono le menzogne.
Sono intollerante, come quando lo diventi dei latticini e non puoi neanche sentire l’odore del latte, che subito ti viene da vomitare.
Ecco, uguale uguale. Solo che non vomito: m’incazzo.
M’inalbero come il pene di Rocco Siffredi in uno qualunque dei suoi tanti film intellettual-concettuali.
È più forte di me (esattamente come il pene di Rocco Siffredi).

Capita allora che, quando leggo robe del genere, non riesca a trattenermi. “Boccaccia mia statte zitta”, mi dico. E invece niente, non posso farne a meno (e ZACCHETE mi brucio tutta la vita sociale).
C’è che sono curioso, in maniera compulsiva. C’è che magari mi trovo un link in entrata di cui capisco poco il senso, e comincio a indagare di link in link, di post in post.

E allora mi vengo a scoprire che lo scorso lunedì - quello della cena incriminata - nel corso del fantomatico incontro di alcuni blogger con Microsoft, uno/due/alcuni/nessun blogger hanno rubato/ricevuto in regalo/mercanteggiato una/due/molteplici copie del dvd di Windows Vista. Non c’avete capito un cazzo? Neanche io. Però mi sono messo a risalire la corrente, per farmi un’idea.

Si parte da un post di Pseudotecnico in risposta a un altro di Daniele, che spettegulessa così:

Circola voce che gli invitati all’evento romano di lunedì scorso chéz Microsoft abbiano ricevuto una copia omaggio di Windows Vista (presumo Ultimate).

Apriti cielo, ragazzi. Apriti cielo. Giovy subito smentisce, nei commenti:

NESSUNO ha ricevuto ALCUNCHE’ da Microsoft.
Non se ne sente parlare solo perchè nessuno ha nulla da dire al riguardo.
UNA persona è riuscito a… ehm… convincere i tizi di MS a “dargli in prestito” una versione di Vista Ultimate che era lì in esposizione, ma solo perchè l’ha chiesta lui (e se l’era già “nascosta sotto la giacca”) (ovviamente in modo scherzoso, eh!)

Elegante, vero? Dire fra le righe che quell’unica - unica, unica, UNA (maiuscolo) - persona che ha ottenuto la copia di Vista Ultimate l’ha sostanzialmente rubata. Pardon, se l’è fatta “dare in prestito” perché “l’ha chiesta lui”… ma attenzione: “se l’era già nascosta sotto la giacca”. Un concetto, quello dell’unico UNICO fruitore del regalo Microsoft che Giovy ripete anche in un commento a un post di …Lord Zarcon:

Alessandro, che tu abbia visto UNA confezione di Vista in UNA borsa non significa affatto che MS abbia regalato Vista a tutti i presenti.
Purtroppo è tanto più semplice SPARLARE quando non si è presenti e non si conoscono i fatti (ed i commenti di Luca e Stefano lo confermano).

Capite? La gente sparla e non conosce i fatti. In poche parole: sono degli stronzi. E lui, assieme agli altri lì presenti che non hanno parlato minimamente della cosa, sono solo le vittime delle malelingue. Ma mica solo malelingue, eh:

Se tu continui a dire che invece è stato un evento promozionale, che non è stato interessante, che… boh… ogni altra scusa del genere nonostante TUTTI (compresa Delymith, vatti a leggere i suoi resoconti) NON hanno definito una marchetta, ci sono solo due possibilità:
1) o rosichi da morire per non esserci stato, e spari a zero sulla cosa, cercando le scuse più sciocche (”Oh, hanno regalato a tutti Vista, se li sono comprati”, cosa non vera oltretutto)
2) o rosichi da morire per aver speso tanti euro andando a Roma solo per una cena e non essere stato all’evento. *

Cioè: se non siete d’accordo con me, siete dei rosiconi. E ancora altre scene di umana mediocrità, accuse e offese varie ed eventuali a chiunque non concordasse con lui (definiti alternativamente “ridicoli” o “avvocati difensori”, e così via).
Il concetto - tutti i concetti sparsi nei vari commenti, con toni abbastanza sgradevoli - vengono riassunti in un bellissimo post dello stesso Giovy, qui. Riporto l’incipit:

Un po’ di tempo fa vi parlai della “begasfera“, ovvero del diffuso malcostume di divertirsi a litigare fra blogger, accusando questo o quello di chissà quali malefatte. Allora era colpa delle classifiche, ora è colpa di presunti “regali” fatti a chi ha partecipato all’evento Microsoft.

Insomma, non solo rosiconi, malelingue, ridicoli e bambini, ma anche “persone che cercano beghe”. Il concetto viene ripreso anche da Stefano “Mister Chiavatona Galattica” Mainardi, anche lui presente all’evento:

Per la storia invece, delle copie regalate di Vista qui davvero mi viene da ridere, mi sembra una barzelletta, visto che stiamo parlando di una leggenda metropolitana diventata portabandiera dei molti che hanno scritto di questo evento criticando i partecipanti.

Una barzelletta, una leggenda metropolitana usata come portabandiera da chi non c’era (i soliti rosiconi). Capite? Non solo non c’è stato nessun regalo, ma addirittura ci sono persone che stanno cavalcando l’onda per qualche sottinteso tornaconto personale. Cattivoni, che brutte persone. E giustamente, Giovy concorda nei commenti:

Stefano, lascia perdere… non vale la pena parlarne ancora.
E’ stato chiarito ed assodato che non abbiamo avuto niente, è stato chiarito da tutti quelli che ne hanno scritto che è stato un incontro interessante e realmente partecipativo, ed io personalmente mi sento (oltre che con la coscienza in pace) felice di aver partecipato ad un incontro dove il dialogo era la prima cosa.
Le persone che non erano presenti stanno dicendo peste e corna, ma solo perchè (appunto) non erano presenti ed avrebbero tanto voluto esserlo.
Dalle mia parti si chiama “invidia”, mascherata dal “chissenefrega, siete tutti dei venduti” o dei “mangiatori di tartine”.
Vivi e lascia vivere… tanto succederà ancora… perchè inevitabilmente ci saranno esclusi alla prossima occasione, e tali esclusi salteranno sempre sul pero adducendo qualche altra motivazione.

Peccato che a questo punto qualcosa si incrina, qualcosa che rompe questa magica concordanza fra “tutti quelli che ne hanno scritto”. Luca Sartoni, anche lui presente all’evento (giusto per sfatare il cliché del “tu non c’eri”), fa una simpatica rivelazione sul suo blog:

Le pietre più grosse però sono state tenute da parte per chi si è imbucato la famigerata copia di Windows Vista Ultimate. Quando si scoprirà l’infame verrà colpito senza alcuna esitazione.

O forse no…

Nessuno verrà lapidato perchè non ci sono abbastanza pietroni per colpire ogni colpevole. Vorrei far presente che ad ogni lancio di prodotti, una serie di persone riceve regolarmente una o più versioni del suddetto prodotto senza che questo generi alcun tipo di problema.

In pratica, in maniera neanche tanto sibillina, Luca fra le righe ci conferma che qualche regalino in effetti c’è stato davvero. Cosa confermata a questo punto anche da Napolux, in un commento:

Io HO VISTO le copie sul tavolo, HO VISTO regalare una sola copia e le altre le HO VISTE rimanere lì fino a quando sono rimasto (circa le 20.30).

Sottolineatelo in rosso, questo famigerato tavolo: un tavolo che si scopre esistente, ma la cui presenza la si era negata pervicacemente nei commenti rilasciati dai partecipanti nei giorni precedenti. Come cambiano le cose in un attimo, eh? E la leggenda metropolitana? E la barzelletta?

Ma direte voi, in fondo è solo un piccolo particolare. Un tavolo. Non cambia la sostanza dei fatti: che non c’è stato nessun regalo, e che questa unica, unica, UNA persona che ha ottenuto Windows Vista l’ha fatto “costringendo” i rappresentanti di Microsoft.

Unica, unica, UNA persona che a quanto pare è stata fotografata da …Lord Zarcon, come possiamo vedere in questo scatto:

La copia di Vista incriminata

Una prova inconfutabile, si potrebbe dire. Storia conclusa, allora? Il tavolo c’era, e l’unica unica UNA copia di Windows Vista finita nelle mani di un blogger pure. Amen? Macché, le cose sono un po’ più complicate di così. In un suo post, Napolux - il suo blog è down, al momento, quindi non posso citare direttamente né linkare, ma provvederò domani - non parla solo di UNA copia di Windows Vista, ma di una copia e alcune licenze distribuite a vari blogger. Il quadro cambia ancora, vero?

E ancora: in un commento al post “fotografico” di …Lord Zarcon, Dario Salvelli fa la rivelazione definitiva:

…avevo visto che c’erano 3 copie di Vista su di un tavolino nello spazio dell’incontro e che Alessio Jacona ne ha presa una spiegandomelo tra una birra e l’altro perchè uno dei responsabili (quello di Vista se non sbaglio) gliel’ha gentilmente offerta così come anche ad altri che erano lì vicino.

Diamine, ma allora era Alessio lo scherzoso ladro che - stando alle parole di Giovy, riportate a inizio post - si era impossessato “con la forza” della copia del sistema operativo di Redmond. Cattivo Alessio, cattivo: non me lo sarei aspettato da te. Finita qui, il famigerato possessore dell’unica unica UNA copia di Vista era Alessio Jacona? Macché (ancora). Tornate un po’ su, e fate caso alla foto di …Lord Zarcon. Vi pare la mano di Jacona, quella? Meglio, vi pare una mano maschile, quella?

Bingo. Quindi quella di Jacona non era l’unica unica UNA copia di Vista in circolazione (ci potrebbe essere una seconda spiegazione, ma lascio questo spiraglio ai protagonisti della vicenda, se vorranno puntualizzare). Non solo. Avete letto bene il commento di Dario Salvelli? Non solo non era stato Jacona a “rubare” la copia di Vista, “gentilmente offerta” da uno dei responsabili. No: lo stesso responsabile avrebbe fatto la stessa offerta “anche ad altri che erano lì vicino”.

Il quadro è cambiato ancora, eh? La leggenda metropolitana, la barzelletta. Tutto in pochi commenti. E non oso pensare a cosa sarebbe potuto venir fuori, continuando a scavare.

Cosa impariamo, da tutta questa vicenda? Semplice:

  1. Non c’è nulla di male a ricevere dei gadget in regalo da parte degli organizzatori di un incontro promozionale. Ma non è il caso di nasconderlo perché poi le cose vengon fuori comunque, e poi ci si fa davvero una brutta figura.
  2. Quando si viene “beccati” non è mai il caso di negare negare negare a oltranza: meglio spiattellare tutto subito. Si rischia di scavarsi la fossa da soli e peggiorare la situazione.
  3. Questa è una lezione personale per Giovy (e perdonate se per una volta metto da parte il politically correct e l’understatement): la prossima volta che ti permetti di aggredire o insultare qualcuno e di mettere in dubbio la sua intelligenza, assicurati di potertelo permettere. Detto altrimenti: assicurati che detta persona abbia un quoziente intellettivo inferiore al tuo, che per misura spannometrica si è rivelato essere lievemente più basso di quello di un paramecio. Con tutto il rispetto per i parameci, ovviamente.
Te l’avevo detto Lunedì, Febbraio 11th, 2008

Questo blog, dicevo, abbandona la sua mastelliana equidistanza, indossa un maglione girocollo blu, appronta una parete con finti libri alle sue spalle e scende in campo.

Scende in campo contro il pericolo dell’invasione dei qualunquisti della forma. Scende in campo e lo fa a favore dei blog ben scritti e misconosciuti, perché estranei a certi meccanismi che ora fanno da padroni. Quei blog che qualcuno, il cui massimo sforzo è parlare del condimento della pasta a pranzo, definisce Z-blog. *

Cfr.

Specchio, specchio della mia sicumera: chi è il più figo della blogosfera? Mercoledì, Febbraio 6th, 2008
Minchia, ancora non sono al primo posto nella blogghebabbel. Porcaccia…
Che poi: dei meme non se ne può più, che poi li abbiamo dovuti penalizzare e allora no.E mo’ che fàmo?Idea! Fàmo un concorso der miglior blogghere. N’attimo però… ci sta già. Cazzo! Quello stronzo di Gianluca Neri m’ha fottuto l’idea.

Aspè aspè aspè aspè… so’ un genio! Facciamo un premio ai blogghere sfigati, che quelli me vanno in fregola e me linkano tutti.

A me spiace. Davvero. E pure tanto. Perché non è colpa loro, se ci sono cascati con tutte le scarpe. In fondo è una cosa naturale, naturalissima: si gioca con la vanità comune a tutti gli esseri umani e… voilà, il gioco è fatto. I nominati mi se ne vanno tutti in brodo di giuggiole, e non ci capiscono niente.

In un colpo solo ti ritrovi decine e decine e decine di link in entrata, a un numero imprecisato di pagine diverse (la pagina dell’apertura delle nomination, la pagina dell’elenco delle nomination, la pagina della shortlist, la pagina del pre-scelta, la pagina dell’elenco dei vincitori e pure la pagina del modulo di invio voti… che mica lo puoi fare nella stessa pagina dell’elenco delle nomination, no: ci perdi tutti i link in entrata che una pagina a sé stante ti darebbe). BOOM: scali la classifica come se niente fosse, e ti sei fatto pure tanti simpatici amici fra nominati e vincitori (bellamente sfruttati per i tuoi scopi). Perché si sa: la piaggeria è un’arte che ripaga. (L’onestà un po’ meno, di solito: non ti fai tanti amici).

È questo che mi fa incazzare. Non tanto la gente che c’è caduta come una pera cotta, no. Ma lo sfruttamento e la presa per il culo delle persone, la manipolazione dei sentimenti degli individui per il raggiungimento di un proprio determinato scopo.
Altresì detto “utilitarismo” (ai tempi usavo l’espressione “amico a convenienza”).
Che vi prego, non venitemi a raccontare la storia del “l’ha fatto per giocare”, perché lo sappiamo tutti - ma davvero tutti, eh (a parte forse chi crede ancora nelle favole) - che dalla sua apparizione nel panorama blogosferico italiano questo individuo non ha fatto altro che tentare in ogni modo di guadagnarsi un posto al sole, sbracciandosi e sgomitando. E c’è pure riuscito, eh: un giorno o l’altro ne dovremo pur parlare, di questo fatto.

Perché questo concorsetto - relativamente patetico, dal mio punto di vista - non ha nulla di “contro il sistema”, o di alternativo ai concorsi da “blogstar”. Non vuole davvero promuovere blog misconosciuti ma di valore: ci sono altre iniziative che lo fanno molto meglio, partendo dal basso e senza votucoli vari. Non ha neanche quella carica ironica e dissacrante di concorsi come i Poverino’s di Magent & Woland, ad esempio: che lì era davvero divertente, parteciparci.

Macché: questo concorsetto ha come unico leit-motiv quello di sbertucciare i concorsi delle vere (cosiddette) “Blogstar”, offrendo una versione distorta ed edulcorata degli stessi.
Un po’ come quei concorsi di bellezza per bimbe americane, truccate vestite e cotonate come donne adulte. Finendo per rendersi ridicole. Paro paro, ecco. Questo desiderio di essere qualcosa che non si è, questa invidia mal celata.

Che diciamocelo chiaro, il concetto di blogstar di serie B - anzi no, Z (sai com’è, sennò so’ troppo banale) è vecchio e stravecchio, tirato fuori da un sacco di persone. Roba vecchia, come questi mezzucci attira-popolarità-facile.

Che però funzionano. Bah.

Ma li mortacci vostra Martedì, Febbraio 5th, 2008

C’è una ragione per cui mi guardo come la peste dall’organizzare cene sociale con numero di partecipanti > 10 (che già dieci è tanto).
Il fatto è che per esperienza:

  1. Puoi sbatterti quanto vuoi per render tutto perfetto, ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire (si è speso troppo, si è mangiato male, era meglio così, era meglio colà)
  2. A fine serata ci sarà sempre un ammanco di soldi pari a un totale di 1 o 2 quote (se si è diviso “alla romana”, ma vale lo stesso principio facendo una media delle cifre pagate)

Detto questo, volevo ringraziare i partecipanti alla BlogBeer Cena che NON hanno pagato, o che hanno pagato un infinitesimo di quanto consumato (coscientemente), costringendo me e un’altra 10 di persone a colmare un ammanco pari a oltre 200 euro per saldare il conto.

E mi spiace molto per SenzaStile, che porello c’è rimasto male (200 e passa euro sono una bella botta: anche ammettendo calcoli sbagliati, vogliono dire almeno 3 o 4 persone - per circa 30/40 euri a testa - che non hanno sborsato ‘na lira).

Per dire: 100 euro ritirati al bancomat, 10 euro di benzina. E sono tornato a casa con 25 euro. Costo della serata: 65 euro. Siamo proprio italiani, a volte.

(E la cosa brutta è che mi sento pure in colpa, senza averne…)

La produttività della blogosfera italiana Mercoledì, Gennaio 9th, 2008

Avete presente di quando parlavo della blogosfera italiana, e mi chiedevo se fossimo ancora in grado di creare contenuto, creare discussione, esprimere opinioni strutturate?

Bene, la risposta è .

La blogosfera italiana è in grado di creare simpatici alberelli di link e calici da avvinazzati.

Ma soprattutto la blogosfera italiana è in grado di fare discussioni su discussioni su discussioni riguardo a quanto questi calicetti abbiano influito su una classifica relativamente inutile, su quanto siano sbagliati gli algoritmi, su quanto il proprio blog sia salito o sceso in classifica (Oh, ma loro stanno facendo ironia al riguardo, eh: che vi credete? Tutti. Nessuno prende la classifica sul serio. Nessuno, no no…), su quanto Giovy sia stronzo, su quanto Napolux sia peggio, su quanto Catepol spammi.

Su queste cose, a creare contenuti la blogosfera italiana è bravissima. Bravissima. Direi quasi maestra.

Per quanto riguarda il resto, invece, la situazione è desolante. Decisamente.

(E scusate se sono in ritardo nella discussione, eh, ma ve lo ricordo: I am not a blog socialite)

Periodici misteri Wordpressiani post-aggiornamento #3 - Quando il tag sparisce Giovedì, Dicembre 20th, 2007

Ok, sapete cos’era? SimpleTagging.
Ovviamente, vado sempre a scegliere il plugin incompatibile, io. Mica cazzi. Sta di fatto che un po’ per culo, e un po’ per l’aiuto di Maxime, sono riuscito a recuperare il plugin che lo sostituisce (chiamato fantasiosamente SimpleTags) e a installarlo.

Ora, ditemi voi. Perché diamine non mi visualizza i tag SOLO del primo post pubblicato? D’accordo, c’è un loop a parte. Ma i tag li dovrebbe vedere lo stesso, no?

Santa pace.

Periodici misteri Wordpressiani post-aggiornamento #2 - La lista dei plugin Giovedì, Dicembre 20th, 2007

Per quelli che si volessero interessate al mio triste problema di layout, con errori MySQL in cima all’home-page del blog, i plugin attualmente utilizzati sono:

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  • Related Post (mai riuscito afarlo funzionare)
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…ma onestamente io penso sia del mio tema modificato, Torn…

Periodici misteri Wordpressiani post-aggiornamento Mercoledì, Dicembre 19th, 2007

Voi avete la minima idea del perché di quell’errore in cima a ’sto cappero di blog?

Io no. Ma neanche lontanamente.
(Per la serie: non ero neanche riuscito a fare il back-up del database prima dell’aggiornamento a wordpress 2.3.1, ergo…)

EDIT #1: L’errore pare presentarsi solo in home-page e non nei post singoli, ergo deve essere a causa qualcosa che lavora unicamente in home-page. Cosa sia, non è dato saperlo.

La prima dose è gratis, ma se ti droghi sei un coglione Lunedì, Dicembre 17th, 2007
Il dato che però mi ha colpito è un altro. Sono le 200 persone scarse che si sono riunite in piazza del Campidoglio, per manifestare a favore delle unioni civili. Radicali, sinistra, atei, associazioni gay. Duecento persone che, intorno alle 19, quando la discussione erano ancora in corso, hanno lasciato la piazza. Quel vuoto, l’assenza delle “masse” gay, mi ha spaventato. Perché vuol dire che la maggioranza della comunità Glbt non è disposta a impegnarsi in prima persona per ottenere i suoi diritti (i diritti si pretendono con i denti). Ma vuol anche dire che i gay non si sentono rappresentati dai movimenti come Arci Gay e Mario Mieli. O infine, che i gay preferisco prendere ceppe e chiappe, e commentare blog che stuzzichino i loro appetiti.

River, autore di blog stuzzicanti

Flessioni del sabato mattina Sabato, Dicembre 15th, 2007
l’allegra esuberanza di Gattonero *

…ho subito l’eccentrico GattoNero *

Quando dal virtuale passi al reale, inevitabilmente non puoi fare a meno di chiederti: “Chissà che immagine ho dato di me?”.
Inevitabilmente, appunto. “E ringraziando il cielo”, aggiungerei io: siamo umani, e se non avessimo mai dubbi sulla nostra persona ci sarebbe qualcosa di grave in noi, che non funziona.

(Questo post avrebbe dovuto continuare, esser lunghetto, e invece. Meglio così.)

Essere froci e non saperlo (o saperlo e cercare di nasconderlo, ma male) Giovedì, Dicembre 13th, 2007

Uno che mi guarda per due giorni un paio di scarpe, e mi parla di shopping terapeutico, etero non è di certo.

No, I am not a blog socialite Giovedì, Dicembre 13th, 2007

Saluto. Saluto. Inchino. Riverenza.
“Oh ma che splendido vestito che ha, Madamina Beltè!”. “È sempre un onore ballare con lei, Cavalier Tirpitù”. “Oh oh oh, qual battuta arguta, la Signoria Vostra è sempre la più brillante della festa!”.

Forse non ho più l’età, ecco. Sarà questo il problema? Oppure sono in quella fase di stanca, in cui non hai tempo per far nulla e non hai l’energia e la volontà per far qualcosa che prima ti divertiva?

Naaaaa. Decisamente non ho l’età. Sono un po’ come un vecchietto semolinico della blogosfera, incapace di star dietro al minuetto di commenti e complimenti che ogni blogger riserva alle decine e decine di altri blogger che ha nel suo blogroll.
Il mio, di blogroll, è penosamente vuoto. Cambi di computer, cambi di software, cambi di tutto e… niente, la morìa. Di blog, via RSS, ne seguirò una decina, non di più. Anche se pare siano in crescita.

Si dice che la coscienza di un problema sia il modo migliore di risolverlo. Io comincio ad avere voglia di ballare, ma resto a fare da tappezzeria con una pezza sul culo del mio vestito di tulle. E nessuno mi invita.

PiùBlogCamp - Personaggismi, contenuti, scontri: la blogosfera i media tradizionali, un rapporto involuto Lunedì, Dicembre 10th, 2007

Si può bloccare la produzione di un contenuto, mentre si discute sulla produzione di contenuti? Pare di sì. È successo.

Ciò che m’è dispiaciuto di più del PiùBlogCamp di ieri è stato proprio questo, e pare che io non sia stato l’unico: il senso di incompiutezza. Come l’assaggiare un quadratino di una buona torta, senza poterne mangiare una fetta intera. Frustrante, potremmo dire.

Per carità, Leo Sorge pare aver capito (in parte) la cazzata l’errore fatto, ma mi viene da domandarmi quanto sia onesto chiedere scusa a “alcune persone, tra le quali Maxime e (porcomondo) Riccardo Cambiassi (con particolare attenzione al secondo) e non capire - invece - che ci sarebbe da chieder scusa a tutti, anche al povero pirla blogger di seconda categoria che fa uno speech (si spera) interessante o all’avventore casuale che dei blogger e dei BarCamp ha recepito una pessima immagine.

Nel mio piccolo - che di BarCamp non ne avevo fatto neanche uno - l’idea era quella di discutere. Discutere, discutere, discutere e magari lavorare per un cambiamento, un miglioramento. Sono fatto così: un povero idiota idealista e romantico. Ma vabbè, è andata com’è andata.

Sta di fatto che del mio (inutile) intervento, è stata tagliata via la parte che mi pareva più interessante e degna di nota: il dialogo collettivo sul “senso” della blogosfera.

Perché, se è vero che nessuno può mettersi a dire cosa un blogger debba o non debba fare, e se è vero anche che il blog frivolo (leggero, “vuoto”… chiamatelo come preferite) ha diritto di esistere, è anche vero che la situazione attuale della blogosfera italiana - uno status quo in cui il frivolo è lo standard, e il contenuto è un eccezione - non va bene.

Cosa siamo, cosa vogliamo.

È la domanda implicita che volevo e voglio porre ancora a tutti i componenti della blogosfera: cosa vuol dire essere blogger, cosa vuol dire essere blogger italiani? Che posto abbiamo - collettivamente - all’interno della nostra società? Qual è la nostra utilità sociale?

Sono domande a cui c’è sicuramente una risposta, e se non c’è va trovata. Insieme.

Qui sotto trovate le slide create per lo speech. Se volete, guardatele pure: fanno un confronto fra lo status della blogosfera italiana nel 2006, e lo status della blogosfera italiana 18 mesi dopo. Cambiamenti? Qualcuno. Nella maggior parte dei casi - dal mio punto di vista - sono peggioramenti. Dategli un’occhiata, ma francamente è la cosa meno importante. Quello che serve è scritto qui sopra, e sono domande aperte. A tutti.

Criptopost Domenica, Dicembre 9th, 2007

Samuele

Non vergognarti mai Venerdì, Dicembre 7th, 2007

Sono cose che metti in conto, ovviamente.
Il rischio c’è e ne sei sempre cosciente, sai che prima capiterà e cerchi di essere preparato all’evenienza, di razionalizzare, di tracciarti in testa un arazzo preciso di ciò che accadrà e quali dovranno essere le tue reazioni.

Però non sei mai pronto. Mai.

In questi ultimi giorni si è scatenata, fra i membri della mia famiglia, la “caccia a Gatto Nero”. Non ho detto “caccia a Claudio”, sto parlando proprio del mio nick. Un alter ego che - nel corso degli anni - ho sempre voluto associare alla mia persona, rendere tutt’uno. E ci sono riuscito: chi cerca Gatto Nero trova me, Claudio Mastroianni, e mi trova senza filtri. Viene a sapere tutto di me. È stata una scelta precisa, sì.

È iniziato tutto un mesetto fa, con una e-mail di un mio zio acquisito. Dalla Svizzera. Aveva trovato - chissà come, chissà perché? - la mia pagina utente su Wikipedia (una versione precedente a quella attuale, dovuta a questo) e se l’era letta tutta, rimanendo commosso, e ci aveva tenuto a farmelo sapere. Non che avessi deciso di non rispondergli, ecco. Solo che… avevo bisogno di tempo. Per metabolizzare, per interiorizzare, per accettare: su quella pagina avevo scritto tanto di me. Troppo? E quando arrivò una seconda e-mail, ancora non ero pronto.

Perché non sei mai pronto. Mai.

Qualche giorno fa invece ricevo un’e-mail da mio fratello. Che ha letto sulla mia pagina delle Info una frase scritta su di lui. E ci teneva a farmelo sapere, e forse - posso dirlo? - aveva preso sul serio una frase che invece era ironica e d’affetto. Ma è un periodo così.
Poche ore dopo, tornando dal lavoro chiamo mia madre. E come nei sei gradi di separazione scopro che mio zio aveva telefonato a mia cugina, raccontandogli della sua scoperta e dicendogli di fare una ricerca su “Gatto Nero”. E mia cugina ne ha parlato con mia madre. Che ne ha parlato con mio fratello. Ma ci sono anche altri cugini, e nipoti, e… Qual è la portata di tutto questo? Avrei bisogno di tempo. Per metabolizzare, per interiorizzare, per accettare.

Ricordate il caso di Kiki, e del suo blog patinato scoperto da ragazzo e famiglia? Si parla degli albori della blogosfera italiana, nel 2004. Tre anni fa, un abisso di tempo per la blogosfera (e trovare un riferimento diventa difficile, fra link rotti e blog chiusi).

Ecco. Solo che nel mio caso non c’è niente di finto, non c’è niente di patinato. Non c’è mai stato. Per scelta, per volontà. E allora è come trovarsi all’improvviso nudo, come un verme, davanti alla tua famiglia riunita al completo per il cenone di Natale. Ti senti… esposto, ti vergogni un po’. Anche se non avresti nulla di cui vergognarti, proprio no. E lo sai. Avresti solo bisogno di tempo. Per metabolizzare, per interiorizzare, per accettare. Per capire fino a che punto la tua vita è cambiata, ora.

Perché non sei mai pronto. Mai.

Nel caso non lo aveste capito… Lunedì, Novembre 26th, 2007

…c’è un attacco di spam a ’sto povero blog che lèvati…