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Problemi reali di un ragazzo reale Martedì, Marzo 11th, 2008

Devo fare un migliaio di pacchi, e ancora non riesco a capire bene come muovermi.
Fra poco meno di una settimana sarò a Milano - definitivamente - e la mia vita cambierà. E questo l’ho messo in conto, e mi piace pure.

Il problema sono le due - risicate - settimane prima, fatte di lavoro, saluti agli amici romani, e impacchettamenti.

Impacchettamenti. Sono davanti alla mia - risicata - camera singola a Roma, e non so neanche da dove iniziare. Alcune cose dovranno andare in Calabria, dove finirà anche la mia macchina (si parte oggi in mattinata, se mi riesce). Altre verranno salite pian piano a Milano, appena troverò una casa mia.

Ma queste alcune “cose” sono tante, e raccapezzarsi è un gran casino.


Avete notato che “Vigilia” fa assonanza con “svaligia”? Lunedì, Dicembre 24th, 2007

Scoprire di esser rimasto senza mutande residenti in Calabria: panico.
Comprare 5 boxer da Intimissimi (con lo sconto del 20%) il 24 Dicembre, con la frenesia dei regali: 47 e passa euro.
Tornare mogio a casa, e passare con la macchina sotto un inaspettato arcobaleno: non ha prezzo.

Ci sono cose che possono essere comprate (e pagate care, molto care). Per tutto il resto, c’è un Buon Natale.

Il periodo è quello che è: complesso. Ma un buon augurio non lo si nega a nessuno.


‘amu hattu ‘a figura du quaqquaraqua Giovedì, Ottobre 4th, 2007

vecchietti clichéSorvoliamo - per un attimo - sul ricicciamento da parte di Distretto di Polizia 7 della solita trita e ritrita trama mafiosa (ma non ce n’eravamo liberati con la Ferrari e la Pandolfi?): che agli autori italiani di fiction mancasse la fantasia, l’abbiamo già detto.

La cosa che mi sconvolge è il ritratto fasullissimo che viene dato dei calabresi e della mafia calabrese. Oddio, intendiamoci: non è che io voglia arrivare agli estremi del mio collega Tassonomico, secondo il quale la ‘ndrangheta la dovremmo quasi ringraziare, che ci fa vivere meglio. Però abbiate pazienza… Almeno scegliete degli attori che mostrino un minimo di credibilità. Non chiedo tanto, no?

Perché non so a voi, ma a me quel dialetto calabrese che sa d’artefatto a chilometri di distanza, fa un po’ accapponare la pelle. Come anche questa sottospecie di ‘ndrangheta glam, così tanto “siciliana” (pure troppo: hanno preso gli stilemi della mafia e glieli hanno appiccicati, che così si risparmia tempo e fatica).

Sopravviverò. St’immagine patinata della criminalità calabra si va ad aggiungere all’antipatia di Dapporto, alla retorica eccessiva di tutte le puntate, alla mancanza di credibilità del personaggio di Giusti (che pòrello, ci prova e s’impegna e secondo me si farà), a Francesca Inaudi e alla sua faccia da quanto so’ figa mbronciata (ne “L’uomo perfetto” ci stava anche bene, ma ora basta!), al solito sensazionalismo della serie.

Se volevano rendere Distretto di Polizia una serie inguardabile, direi che ce l’hanno fatta.