Posts Tagged ‘concorsi’

Specchio, specchio della mia sicumera: chi è il più figo della blogosfera? Mercoledì, Febbraio 6th, 2008
Minchia, ancora non sono al primo posto nella blogghebabbel. Porcaccia…
Che poi: dei meme non se ne può più, che poi li abbiamo dovuti penalizzare e allora no.E mo’ che fàmo?Idea! Fàmo un concorso der miglior blogghere. N’attimo però… ci sta già. Cazzo! Quello stronzo di Gianluca Neri m’ha fottuto l’idea.

Aspè aspè aspè aspè… so’ un genio! Facciamo un premio ai blogghere sfigati, che quelli me vanno in fregola e me linkano tutti.

A me spiace. Davvero. E pure tanto. Perché non è colpa loro, se ci sono cascati con tutte le scarpe. In fondo è una cosa naturale, naturalissima: si gioca con la vanità comune a tutti gli esseri umani e… voilà, il gioco è fatto. I nominati mi se ne vanno tutti in brodo di giuggiole, e non ci capiscono niente.

In un colpo solo ti ritrovi decine e decine e decine di link in entrata, a un numero imprecisato di pagine diverse (la pagina dell’apertura delle nomination, la pagina dell’elenco delle nomination, la pagina della shortlist, la pagina del pre-scelta, la pagina dell’elenco dei vincitori e pure la pagina del modulo di invio voti… che mica lo puoi fare nella stessa pagina dell’elenco delle nomination, no: ci perdi tutti i link in entrata che una pagina a sé stante ti darebbe). BOOM: scali la classifica come se niente fosse, e ti sei fatto pure tanti simpatici amici fra nominati e vincitori (bellamente sfruttati per i tuoi scopi). Perché si sa: la piaggeria è un’arte che ripaga. (L’onestà un po’ meno, di solito: non ti fai tanti amici).

È questo che mi fa incazzare. Non tanto la gente che c’è caduta come una pera cotta, no. Ma lo sfruttamento e la presa per il culo delle persone, la manipolazione dei sentimenti degli individui per il raggiungimento di un proprio determinato scopo.
Altresì detto “utilitarismo” (ai tempi usavo l’espressione “amico a convenienza”).
Che vi prego, non venitemi a raccontare la storia del “l’ha fatto per giocare”, perché lo sappiamo tutti - ma davvero tutti, eh (a parte forse chi crede ancora nelle favole) - che dalla sua apparizione nel panorama blogosferico italiano questo individuo non ha fatto altro che tentare in ogni modo di guadagnarsi un posto al sole, sbracciandosi e sgomitando. E c’è pure riuscito, eh: un giorno o l’altro ne dovremo pur parlare, di questo fatto.

Perché questo concorsetto - relativamente patetico, dal mio punto di vista - non ha nulla di “contro il sistema”, o di alternativo ai concorsi da “blogstar”. Non vuole davvero promuovere blog misconosciuti ma di valore: ci sono altre iniziative che lo fanno molto meglio, partendo dal basso e senza votucoli vari. Non ha neanche quella carica ironica e dissacrante di concorsi come i Poverino’s di Magent & Woland, ad esempio: che lì era davvero divertente, parteciparci.

Macché: questo concorsetto ha come unico leit-motiv quello di sbertucciare i concorsi delle vere (cosiddette) “Blogstar”, offrendo una versione distorta ed edulcorata degli stessi.
Un po’ come quei concorsi di bellezza per bimbe americane, truccate vestite e cotonate come donne adulte. Finendo per rendersi ridicole. Paro paro, ecco. Questo desiderio di essere qualcosa che non si è, questa invidia mal celata.

Che diciamocelo chiaro, il concetto di blogstar di serie B - anzi no, Z (sai com’è, sennò so’ troppo banale) è vecchio e stravecchio, tirato fuori da un sacco di persone. Roba vecchia, come questi mezzucci attira-popolarità-facile.

Che però funzionano. Bah.