Posts Tagged ‘Internet’

Le fortune del martedì mattina Martedì, Giugno 17th, 2008

Dear gattonero,

Thanks for being a part of DivShare. Late last night we were alerted of a security breach that allowed a malicious user to access our database, which included user e-mail addresses and other basic profile information. No financial information has been accessed by any unauthorized parties. We have taken extreme measures to secure the site in the last 24 hours and are currently in the process of rolling out new security precautions, which is why many files were unavailable earlier today. We apologize for this inconvenience and for the oversights that allowed this security breach to take place. We take the security of all data and files very seriously and are embarrassed and regretful that an intrusion was allowed to take place on our watch.

Oh, sì, piacevole. Mi tocca cambiare tutte le password di tutti i miei profili, siti internet, cippi, ciappi, truppi e stippi. Per sicurezza.

Meno male: non avevo proprio niente di meglio da fare, oggi.


A me pare caro pure l’aperitivo… Mercoledì, Aprile 23rd, 2008
Perché un cd a 15/20 euro è considerato caro e un aperitivo allo stesso prezzo no?

Cristina Donà, sul costo dei CD e sullo scambio di file

Che poi ne parla anche sul forum di Panorama. Quindi se volete fare un salto e farle quattro domande, sapevatelo.


Dimitry (con la y) e l’ignoranza da spam Venerdì, Ottobre 26th, 2007

Mi scrive Dimitry (con la y) Rufolo, in un commento:

dear Gatto Nero
prima di dare di matto per le mie mail
fai una cosa,usa il tasto “rispondi” e scrivi:
“Mi hai rotto con le mail,cancellami dalla tua mailing list”….penso possa funzionare senz’altro di più che lo sfogo davanti al mondo web….anche perchè a tutt’oggi non sò chi sei nei miei contatti ed allora fatti riconoscere così ti esento dal mio tormento.
Comunque pubblicizzavo un libro non viagra ma se anche questo è spam….vabbè troppe parole per così pochi contenuti.
un caro saluto
Dimitry (con la Y)

Caro Dimitry (con la y), immagino tu ti riferisca a questa mia twitterata:

Gatto Nero se riceve un’altra mail di Dimitry (con la y) Rufolo dà di matto… *

Caro Dimitry (con la y), che dire: ti sei risposto da solo. “Se anche questo è spam…”: sì, è spam. Non tanto nell’invio di un’informazione a un’e-mail messa magari a disposizione proprio per contatti e suggerimenti, ma nell’invio indiscriminato e continuato.
La domanda che si deve porre una persona prima di un invio massiccio di missive di posta elettronica è: “gli indirizzi a cui sto spedendo questa lettera, potrebbero essere minimamente interessati?”
E la risposta non è sempre sì. Anzi. Se io ho un blog personale, ad esempio, non ho alcun interesse a ricevere le tue mail (ma non è questo il caso). Se io lavoro per un blog tematico che - metti caso - parla di Roma, non ho nessun motivo per cui dovrei trovare utile un libro che raccoglie poesie di un autore parmigiano.
È semplice logica che - però - allo spammer italico generalmente sfugge, perché non scrivendo di viagra e medicinali ritiene di essere esente dalle colpe di un’azione tanto maleducata.

E mi spiace ancora, ma non sono tenuto in alcun modo a esprimere il mio disagio privatamente, per e-mail, perdendo il tempo che non hai voluto perdere tu nel fare una cernita logica degli indirizzi a cui inviare la tua segnalazione.
La prima regola del buon navigatore - una regola generale, che non mi sono certamente inventato io - è

Non rispondere mai allo spam per e-mail

Infatti, non vedo perché dovrei prendermi una briga al posto tuo. Piuttosto, ora che sai che sì, in effetti sei uno spammer, presta pù attenzione. E al prossimo invio ripetuto del solito testo pubblicitario del tuo libro - che non leggerò, ma che potrebbe essere un capolavoro: chi osa dire il contrario - controlla meglio chi sono i tuoi interlocutori.

Fra loro potrebbe esserci qualcuno a cui non gliene frega un cazzo.


Nuova grafica del Corriere della Sera: meglio prima? Martedì, Ottobre 2nd, 2007

Una pagina del Corriere della Sera on-line

Non so se ci avete fatto caso, ma il Corriere della Sera on-line ha cambiato la sua grafica.
Dico cambiato perché usare la parola “rinnovato” mi sembra un po’ una presa in giro, visto la mia impossibilità di capire come sia stato possibile concepire un layout ancora peggiore del precedente, se possibile.
Vorrei conoscerlo, quel genio che si nasconde dietro questa operazione di restyling. Che poi, povero cristo, un po’ lo capisco: barcamenarsi fra le richieste assurde del proprio capo può diventare difficile, molto difficile. E capita allora che ci se ne esca con porcate di questo genere.

Quello che salta subito alla vista è la quantità abnorme di pubblicità, che coprono a occhio e croce qualcosa come il 50% della superficie della pagina: una percentuale elevata, troppo elevata. Mi chiedo che figura possa fare un giornale che si dimostra talmente privo di contenuti.
La pubblicità è talmente spropositata, invasiva e mal posizionata che addirittura il box “PrimoPiano”, sulla colonna di destra, scorre in fondo. Non lo vedete? Ovvio: è talmente in fondo che va oltre la “piega” dello schermo, un concetto che va all’opposto di ogni regola di webdesign. Paradossalmente, insomma, il “PrimoPiano” è passato… in secondo piano.
Da questo punto sembra un po’ ridicolo cercare di utilizzare caratteri più grandi (specie nel titolo e nella descrizione) per cammuffare il vuoto contenutistico del sito. Mossa che sarà probabilmente spacciata come un modo di richiamare - anche in Rete - l’idea di “quotidiano cartaceo”, con una replica dei titoli tipici dei giornali stampati anche sul sito.
Peccato che anche questo sia un aborto d’idea, che dimostra come i gestori del Corriere non abbiano la minima idea di cosa sia lo strumento Internet, tanto da non sapere come maneggiarlo.

Peccato. Repubblica.it era già diventato un sito burla, ormai virato verso il rotocalco rosa e gossiparo, preso in giro da buona parte della blogosfera italiana (esemplare la lettera di Matteo Bordone a Ezio Mauro). Ora anche il Corriere - che già era brutto prima - perde ogni tipo di dignità virtuale, e toglie al lettore la voglia di consultarlo abitualmente.

Non stupiamoci se c’è la crisi. Siamo miopi e incapaci di stare al passo coi tempi. Che fine sta facendo il giornalismo italiano?