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Quando mi ricordo di mettere i titoli è sempre troppo tardi Lunedì, Febbraio 25th, 2008
Non amo le descrizioni, preferisco l’understatement. Sono dell’idea che ciò che caratterizza un uomo non sia ciò che dice di sé, ma ciò che fa e come lo fa.
Credo che il lavoro sia impegno e passione. Credo che la professionalità venga dalla conoscenza di ciò che si “manipola”, e che esattamente come quest’ultima sia quindi un continuo divenire.Credo anche che questa descrizione sia virata troppo sul metafisico. Ma questo, forse, era inevitabile.

Non so, ma non sono sicuro che questa descrizione sia abbastanza professionale, da mettere sul mio profilo su Neurona. Dovrei orientarmi verso le (da me) criticatissime descrizioni “convintissime”?

Negare all’evenienza Martedì, Febbraio 12th, 2008

Se c’è una cosa che non sopporto - e ne ho dato prova più volte nella mia vita - sono le menzogne.
Sono intollerante, come quando lo diventi dei latticini e non puoi neanche sentire l’odore del latte, che subito ti viene da vomitare.
Ecco, uguale uguale. Solo che non vomito: m’incazzo.
M’inalbero come il pene di Rocco Siffredi in uno qualunque dei suoi tanti film intellettual-concettuali.
È più forte di me (esattamente come il pene di Rocco Siffredi).

Capita allora che, quando leggo robe del genere, non riesca a trattenermi. “Boccaccia mia statte zitta”, mi dico. E invece niente, non posso farne a meno (e ZACCHETE mi brucio tutta la vita sociale).
C’è che sono curioso, in maniera compulsiva. C’è che magari mi trovo un link in entrata di cui capisco poco il senso, e comincio a indagare di link in link, di post in post.

E allora mi vengo a scoprire che lo scorso lunedì - quello della cena incriminata - nel corso del fantomatico incontro di alcuni blogger con Microsoft, uno/due/alcuni/nessun blogger hanno rubato/ricevuto in regalo/mercanteggiato una/due/molteplici copie del dvd di Windows Vista. Non c’avete capito un cazzo? Neanche io. Però mi sono messo a risalire la corrente, per farmi un’idea.

Si parte da un post di Pseudotecnico in risposta a un altro di Daniele, che spettegulessa così:

Circola voce che gli invitati all’evento romano di lunedì scorso chéz Microsoft abbiano ricevuto una copia omaggio di Windows Vista (presumo Ultimate).

Apriti cielo, ragazzi. Apriti cielo. Giovy subito smentisce, nei commenti:

NESSUNO ha ricevuto ALCUNCHE’ da Microsoft.
Non se ne sente parlare solo perchè nessuno ha nulla da dire al riguardo.
UNA persona è riuscito a… ehm… convincere i tizi di MS a “dargli in prestito” una versione di Vista Ultimate che era lì in esposizione, ma solo perchè l’ha chiesta lui (e se l’era già “nascosta sotto la giacca”) (ovviamente in modo scherzoso, eh!)

Elegante, vero? Dire fra le righe che quell’unica - unica, unica, UNA (maiuscolo) - persona che ha ottenuto la copia di Vista Ultimate l’ha sostanzialmente rubata. Pardon, se l’è fatta “dare in prestito” perché “l’ha chiesta lui”… ma attenzione: “se l’era già nascosta sotto la giacca”. Un concetto, quello dell’unico UNICO fruitore del regalo Microsoft che Giovy ripete anche in un commento a un post di …Lord Zarcon:

Alessandro, che tu abbia visto UNA confezione di Vista in UNA borsa non significa affatto che MS abbia regalato Vista a tutti i presenti.
Purtroppo è tanto più semplice SPARLARE quando non si è presenti e non si conoscono i fatti (ed i commenti di Luca e Stefano lo confermano).

Capite? La gente sparla e non conosce i fatti. In poche parole: sono degli stronzi. E lui, assieme agli altri lì presenti che non hanno parlato minimamente della cosa, sono solo le vittime delle malelingue. Ma mica solo malelingue, eh:

Se tu continui a dire che invece è stato un evento promozionale, che non è stato interessante, che… boh… ogni altra scusa del genere nonostante TUTTI (compresa Delymith, vatti a leggere i suoi resoconti) NON hanno definito una marchetta, ci sono solo due possibilità:
1) o rosichi da morire per non esserci stato, e spari a zero sulla cosa, cercando le scuse più sciocche (”Oh, hanno regalato a tutti Vista, se li sono comprati”, cosa non vera oltretutto)
2) o rosichi da morire per aver speso tanti euro andando a Roma solo per una cena e non essere stato all’evento. *

Cioè: se non siete d’accordo con me, siete dei rosiconi. E ancora altre scene di umana mediocrità, accuse e offese varie ed eventuali a chiunque non concordasse con lui (definiti alternativamente “ridicoli” o “avvocati difensori”, e così via).
Il concetto - tutti i concetti sparsi nei vari commenti, con toni abbastanza sgradevoli - vengono riassunti in un bellissimo post dello stesso Giovy, qui. Riporto l’incipit:

Un po’ di tempo fa vi parlai della “begasfera“, ovvero del diffuso malcostume di divertirsi a litigare fra blogger, accusando questo o quello di chissà quali malefatte. Allora era colpa delle classifiche, ora è colpa di presunti “regali” fatti a chi ha partecipato all’evento Microsoft.

Insomma, non solo rosiconi, malelingue, ridicoli e bambini, ma anche “persone che cercano beghe”. Il concetto viene ripreso anche da Stefano “Mister Chiavatona Galattica” Mainardi, anche lui presente all’evento:

Per la storia invece, delle copie regalate di Vista qui davvero mi viene da ridere, mi sembra una barzelletta, visto che stiamo parlando di una leggenda metropolitana diventata portabandiera dei molti che hanno scritto di questo evento criticando i partecipanti.

Una barzelletta, una leggenda metropolitana usata come portabandiera da chi non c’era (i soliti rosiconi). Capite? Non solo non c’è stato nessun regalo, ma addirittura ci sono persone che stanno cavalcando l’onda per qualche sottinteso tornaconto personale. Cattivoni, che brutte persone. E giustamente, Giovy concorda nei commenti:

Stefano, lascia perdere… non vale la pena parlarne ancora.
E’ stato chiarito ed assodato che non abbiamo avuto niente, è stato chiarito da tutti quelli che ne hanno scritto che è stato un incontro interessante e realmente partecipativo, ed io personalmente mi sento (oltre che con la coscienza in pace) felice di aver partecipato ad un incontro dove il dialogo era la prima cosa.
Le persone che non erano presenti stanno dicendo peste e corna, ma solo perchè (appunto) non erano presenti ed avrebbero tanto voluto esserlo.
Dalle mia parti si chiama “invidia”, mascherata dal “chissenefrega, siete tutti dei venduti” o dei “mangiatori di tartine”.
Vivi e lascia vivere… tanto succederà ancora… perchè inevitabilmente ci saranno esclusi alla prossima occasione, e tali esclusi salteranno sempre sul pero adducendo qualche altra motivazione.

Peccato che a questo punto qualcosa si incrina, qualcosa che rompe questa magica concordanza fra “tutti quelli che ne hanno scritto”. Luca Sartoni, anche lui presente all’evento (giusto per sfatare il cliché del “tu non c’eri”), fa una simpatica rivelazione sul suo blog:

Le pietre più grosse però sono state tenute da parte per chi si è imbucato la famigerata copia di Windows Vista Ultimate. Quando si scoprirà l’infame verrà colpito senza alcuna esitazione.

O forse no…

Nessuno verrà lapidato perchè non ci sono abbastanza pietroni per colpire ogni colpevole. Vorrei far presente che ad ogni lancio di prodotti, una serie di persone riceve regolarmente una o più versioni del suddetto prodotto senza che questo generi alcun tipo di problema.

In pratica, in maniera neanche tanto sibillina, Luca fra le righe ci conferma che qualche regalino in effetti c’è stato davvero. Cosa confermata a questo punto anche da Napolux, in un commento:

Io HO VISTO le copie sul tavolo, HO VISTO regalare una sola copia e le altre le HO VISTE rimanere lì fino a quando sono rimasto (circa le 20.30).

Sottolineatelo in rosso, questo famigerato tavolo: un tavolo che si scopre esistente, ma la cui presenza la si era negata pervicacemente nei commenti rilasciati dai partecipanti nei giorni precedenti. Come cambiano le cose in un attimo, eh? E la leggenda metropolitana? E la barzelletta?

Ma direte voi, in fondo è solo un piccolo particolare. Un tavolo. Non cambia la sostanza dei fatti: che non c’è stato nessun regalo, e che questa unica, unica, UNA persona che ha ottenuto Windows Vista l’ha fatto “costringendo” i rappresentanti di Microsoft.

Unica, unica, UNA persona che a quanto pare è stata fotografata da …Lord Zarcon, come possiamo vedere in questo scatto:

La copia di Vista incriminata

Una prova inconfutabile, si potrebbe dire. Storia conclusa, allora? Il tavolo c’era, e l’unica unica UNA copia di Windows Vista finita nelle mani di un blogger pure. Amen? Macché, le cose sono un po’ più complicate di così. In un suo post, Napolux - il suo blog è down, al momento, quindi non posso citare direttamente né linkare, ma provvederò domani - non parla solo di UNA copia di Windows Vista, ma di una copia e alcune licenze distribuite a vari blogger. Il quadro cambia ancora, vero?

E ancora: in un commento al post “fotografico” di …Lord Zarcon, Dario Salvelli fa la rivelazione definitiva:

…avevo visto che c’erano 3 copie di Vista su di un tavolino nello spazio dell’incontro e che Alessio Jacona ne ha presa una spiegandomelo tra una birra e l’altro perchè uno dei responsabili (quello di Vista se non sbaglio) gliel’ha gentilmente offerta così come anche ad altri che erano lì vicino.

Diamine, ma allora era Alessio lo scherzoso ladro che - stando alle parole di Giovy, riportate a inizio post - si era impossessato “con la forza” della copia del sistema operativo di Redmond. Cattivo Alessio, cattivo: non me lo sarei aspettato da te. Finita qui, il famigerato possessore dell’unica unica UNA copia di Vista era Alessio Jacona? Macché (ancora). Tornate un po’ su, e fate caso alla foto di …Lord Zarcon. Vi pare la mano di Jacona, quella? Meglio, vi pare una mano maschile, quella?

Bingo. Quindi quella di Jacona non era l’unica unica UNA copia di Vista in circolazione (ci potrebbe essere una seconda spiegazione, ma lascio questo spiraglio ai protagonisti della vicenda, se vorranno puntualizzare). Non solo. Avete letto bene il commento di Dario Salvelli? Non solo non era stato Jacona a “rubare” la copia di Vista, “gentilmente offerta” da uno dei responsabili. No: lo stesso responsabile avrebbe fatto la stessa offerta “anche ad altri che erano lì vicino”.

Il quadro è cambiato ancora, eh? La leggenda metropolitana, la barzelletta. Tutto in pochi commenti. E non oso pensare a cosa sarebbe potuto venir fuori, continuando a scavare.

Cosa impariamo, da tutta questa vicenda? Semplice:

  1. Non c’è nulla di male a ricevere dei gadget in regalo da parte degli organizzatori di un incontro promozionale. Ma non è il caso di nasconderlo perché poi le cose vengon fuori comunque, e poi ci si fa davvero una brutta figura.
  2. Quando si viene “beccati” non è mai il caso di negare negare negare a oltranza: meglio spiattellare tutto subito. Si rischia di scavarsi la fossa da soli e peggiorare la situazione.
  3. Questa è una lezione personale per Giovy (e perdonate se per una volta metto da parte il politically correct e l’understatement): la prossima volta che ti permetti di aggredire o insultare qualcuno e di mettere in dubbio la sua intelligenza, assicurati di potertelo permettere. Detto altrimenti: assicurati che detta persona abbia un quoziente intellettivo inferiore al tuo, che per misura spannometrica si è rivelato essere lievemente più basso di quello di un paramecio. Con tutto il rispetto per i parameci, ovviamente.
Stasera vorrei essere un Hello, e volare via Giovedì, Gennaio 3rd, 2008
Nabaztag e Virgilio, il viral marketing poraccio de no’ antri Sabato, Settembre 22nd, 2007

La fine che dovrebbe fare sto coniglio inutile: in padellaNon è che io dica qualcosa di nuovo, ricordando che dalle nostre parti (in Italia, intendo) per tutto ciò che riguarda la Rete siamo indietro di almeno un paio d’anni.
Dopotutto, per carità, su questo tema c’avrò scritto praticamente metà della mia tesi.
Il problema è che non solo ci ritroviamo sempre a inseguire gli ammerigàni - visto che non ci riesce proprio di capire che potremmo fungere noi da traino, inventandoci un modello italiano del web - ma addirittura li copiamo male.

E così, se un paio di anni fa la blogosfera guardava con orrore (o malcelato desiderio) allo spuntare negli Stati Uniti dei primi tentativi di blog-driven webmarketing - mi pare di ricordarle, alcune discussioni su Indignato o Daveblog, ma non sono proprio bravo a cercarle - adesso questa nuova forma di blogmarketing è arrivata ufficialmente anche da noi. Da qualche tempo, direi.
Epperò, è un blogmarketing da peracottari.

È un vizio tutto italiano, ecco cos’è: siamo affrettati, approssimativi, imperfetti, grossolani. La nostra filosofia è l’arte d’arrangiarsi, o forse di accontentarsi. Il tutto, unito alla solenne convinzione che gli altri (che non siamo noi) siano dei deficienti lobotomizzati, o quanto meno inferiori.

Capita così, ad esempio, che da qualche tempo a questa parte Telecom abbia messo su una sorta di strategia comunicativa fallimentare, basata sul tentativo di spacciare per reale un movimento nato dalla blogosfera e dagli internauti - quello del Comitato degli Amici di Virgilio - che invece è costruito in maniera talmente palese e oscena da risultare irritante. Per capirci, si arriva al punto da inviare comunicati stampa per pubblicizzare un fantomatico appuntamento fra i “supporter del Comitato” a Campo de’ Fiori, a Roma. E qui mi chiedo se ci siano davvero persone tanto ingenue da cascarci davvero - come ad esempio Philapple, che pare essersela bevuta - e da partecipare a questa iniziativa, o se ci sarà solo una claque di figuranti pagati per l’occasione.

Ma non sono solo le agenzie di comunicazione a fare male un lavoro che avrebbe richiesto una preparazione di almeno un anno per essere credibile (o quanto meno un bravo copywriter di paraculica esperienza in Rete). No, ci si mettono anche i blogger “di punta”, che stanno cominciando a monetizzare la propria fama nella blogosfera attraverso sponsorizzazioni evidenti o più o meno velate. Un giochetto su cui sembrano puntare soprattutto le aziende tecnologiche.
Prendiamo sto famigerato Nabaztag, inutility wi-fi che sta spingendo per diventare moda anche da noi.
E prendiamo anche Luca “Pandemia” Conti, uno considerato fra i più importanti blogger italiani.
Di sto coniglietto luminoso Luca scrive, dopo aver spacciato per “lieta sorpresa” il suo ritrovarsene uno fra le mani, questo:

Chi ce l’ha ne parla in maniera entusiasta. Nel mondo ne hanno venduti più di 100.000 - prezzo consigliato 135 euro - e in Francia è popolarissimo (copre il 40% del mercato). Oggi Nabaztag, coniglio in armeno, arriva in Italia ed è in distribuzione presso FNAC e altri punti vendita.

E qui mi sento di aprire una parentesi, e dare un consiglio non richiesto: Luca, per potersi permettere di fare una marchetta ad un prodotto che vieni pagato per pubblicizzare ci vuole una certa classe. Devi essere in grado di non scrivere cose così smaccatamente promozionali, devi farla sembrare davvero una cosa en passant (di cui non te ne potrebbe fregar di meno).
Se ci si ritrova a fare tali figure da principiante, è meglio astenersi. O scrivere le cose per come stanno (”mi hanno proposto di pubblicizzare Nabaztag”): la gente l’apprezza, l’onestà.

Prendi esempio da Davide di Daveblog, piuttosto: lui sì che è riuscito a piazzare una marchetta, a dare visibilità al prodotto, senza uscire dallo stile del suo blog, senza sembrare forzato.

Oh, poi per carità, Luca si può consolare: non è l’unico a tentare di mascherare sponsorizzazioni all’interno del proprio blog. E a farlo malissimo.

Anzi, anzi.