Posts Tagged ‘Milano’

Trova l’errore Mercoledì, Luglio 16th, 2008

Grazie ad un’idea di GattoNero che ha creato una GoogleMap di Milano con segnati man mano delle nozioni basiche di luoghi storici o curiosità varie. Per ora solo in zona Porta Venezia, sembrava una cosa carina.

via | Skymino

(Cosa non si fa per pubblicizzare una ideuzza stupida ma carina, se ognuno ci mette del suo. Ah, se volete collaborare fatemi un fischio…)


Misteri lavorativi #x (ho perso il conto) Venerdì, Luglio 4th, 2008

Mi hanno definito “una lippa”. Pare sia un complimento


Dove sono stato, oggi Sabato, Giugno 7th, 2008

Milano. Un po’ di gente per strada. Qualche preservativo distribuito un po’ in ritardo ai manifestanti (ne ho raccolti abbastanza per andarci avanti una decina d’anni: quattro condom in tutto).

Ce provàmo, magari ce riuscìmo. Si fa quel che si può.

(Nel frattempo io sono per organizzare un bel carro Web 2.0 per il Pride nazionale di Bologna…)


Chissà da dentro, allora! Lunedì, Maggio 19th, 2008

Visto da fuori, Bollate è proprio un posto di merda.


Esperimenti di felicità sensata Sabato, Maggio 10th, 2008

HO LA CASA


Misteri lavorativi #1 Giovedì, Maggio 8th, 2008

Perché utilizzare i cessi chiusi, e pisciare con la porta aperta? Perché?


A Milano si fa una vita da cani Martedì, Maggio 6th, 2008

Milano canina: razzismo felino su Flickr.com

«Qualora nella vettura o nelle stazioni della metropolitana fosse contemporaneamente presente anche un cane, ove si evidenziasse incompatibilità di coabitazione fra le specie, il possessore del gatto è tenuto a occupare un altro posto, a camiare vettura, al limite ad abbandonare il mezzo di trasporto o la stazione.»

Milano canina: razzismo felino, foto postata da gattonero.

 


Non è che non ci sia, eh! Venerdì, Marzo 21st, 2008

…è che sto cercando casa.


Prendersi cinque minuti Sabato, Marzo 15th, 2008

Dovrei fare le valigie. Il treno parte alle 13.30, e nel mezzo ho altri impegni vari ed eventuali. E dovrei fare le valigie.

Invece me ne sto sdraiato sul letto, seminudo e coperto solo da un piumino dalla fodera nera e verde acido, e cerco di sopravvivere.
Sopravvivere ai giorni di corsa passati, sopravvivere a quelli futuri e sperare in un po’ di quella pausa che non mi sono concesso nelle ultime due settimane, tanto da stare quasi male fisicamente per la stanchezza.

Un trasloco sfibra.


Problemi reali di un ragazzo reale Martedì, Marzo 11th, 2008

Devo fare un migliaio di pacchi, e ancora non riesco a capire bene come muovermi.
Fra poco meno di una settimana sarò a Milano - definitivamente - e la mia vita cambierà. E questo l’ho messo in conto, e mi piace pure.

Il problema sono le due - risicate - settimane prima, fatte di lavoro, saluti agli amici romani, e impacchettamenti.

Impacchettamenti. Sono davanti alla mia - risicata - camera singola a Roma, e non so neanche da dove iniziare. Alcune cose dovranno andare in Calabria, dove finirà anche la mia macchina (si parte oggi in mattinata, se mi riesce). Altre verranno salite pian piano a Milano, appena troverò una casa mia.

Ma queste alcune “cose” sono tante, e raccapezzarsi è un gran casino.


Che se avessi tempo e voglia scriverei roba figa, ecco. Altro che ricopiare appunti da aereo… Domenica, Gennaio 13th, 2008

Anche di questo dovrò dir grazie a Wikipedia, immagino.
E a due Wikimedia diverse: quella italiana e quella svizzera.

Sta di fatto che sono terrorizzato, ecco.

Ter-ro-riz-za-to. È pure difficile da sillabare, dannazione.

Se in qualche modo sono riuscito a non morire - così - di crepacuore, è stato grazie alla preghiera.
Un frocio che prega, non so se rendo l’idea.
“Signore, salvami” (Spero lo faccia, già)

Niente da fare. Gli aerei, penso, non potrò prenderli più. Ho una paura fottuta. Anzi, più che paura: terrore.

Ter-ro-riz-za-to. Difficile da sillabare, ma efficace come termine.

E l’aver lasciato il mio portafoglio nel mio giubbotto (nuovo) posizionato nell’apposito scompartimento non aiuta.
Meglio così, forse: Ryanair ha dei prezzi folli. Due euri per una striminzita bottiglia d’acqua da un terzo. Due euri. (Quanto ho pagato il biglietto andata-ritorno da Roma a Milano, paro paro).

A proposito: io la tendina del finestrino l’ho chiusa. Col cazzo che guardo fuori.


E poi, cambiare Martedì, Settembre 18th, 2007

Sono un po’ come le transessuali, cuore di donna in un corpo di uomo.
Solo che non si tratta di donne e uomini, qui, ma di ragione e sventatezza: ho un corpo irrazionale intrappolato in una mente razionale.
Lo so, lo so che è un discorso che avrò fatto ormai migliaia di volte, in tutti questi anni di blogging matto e disperatissimo, ma il problema è sempre quello: ho bisogno di fuggire. Ricominciare tutto da capo, in un altro posto, sperando anche stavolta che sia il posto giusto.

Ma la mia mente no, lei non vuole. Perché sa che è arrivato il momento di costruire qualcosa, e le costruzioni richiedono tempi lunghi: bisogna gettare le fondamenta, scegliere un cemento di qualità, innalzare i pilastri, mettere mattone dopo mattone fino a costruire il muro.

Ho 26 anni, 1 mese e 3 giorni. Dovrei essere incosciente e rischiare, e invece no, non mi riesce.
Ma il mio corpo non lo sopporta, e allora aumenta la tensione e la voglia di fuggire via e rimettermi alla prova.
Non ho ancora trovato il mio posto nel mondo. E qui sto male.