Posts Tagged ‘peracottari’

“Ci impegniamo a non dimenticare Giovanni Falcone” Mercoledì, Aprile 23rd, 2008

Mi sa che ce ne siamo scordati.

E sticazzi? #4 Sabato, Marzo 29th, 2008
Buon weekend a tutti con la prima pagina di BlogBabelC’è un bellissimo sole e ci stiamo tutti disintossicando da Blogbabel.

Questa è solo la prima pagina della classifica odierna.

Buon weekend a tutti!

Per la serie “voglio ritirarmi in buon silenzio, eh. Ma non piangete, eh. Non disperatevi, eh. Non me ne frega niente, eh. Me ne vado, eh. Davvero, eh. Giuro, eh. Capito, eh. Me ne sto andando, eh. Ora vado via, eh. Sono già altrove, eh. Non vi parlo più, eh. Davvero, eh…”

Ha chiuso BlogBabel Domenica, Marzo 23rd, 2008

E sticazzi?

(Notare come abbia messo il nome nel titolo del post, e nessun link al servizio. Se evitiamo di fargli alzare il pagerank con vari link in entrata evitiamo anche di fare la figura dei creduloni) 

Wikipedia, il tarantolato, la web reputation e la professionalità dei giornalisti del Corriere (aridaje) Lunedì, Marzo 10th, 2008
MILANO — «Sono una vittima del sistema». Be’, scusi, con quel nomignolo lì che s’è scelto… Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato. Il direttivo di Wikipedia ha deciso che il suo recente comportamento non s’addice allo spirito-guida della biblioteca su internet, che ieri ha tenuto a Milano il vertice nazionale. «Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti». E no. Wikipedia, che in Italia supera You Tube (a dicembre, ultima rilevazione, quasi 8 milioni di contatti contro 7) su una parola chiave insiste: il lavoro di squadra, la comunità, il villaggio globale.

Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete. Tre ore, è durato il vertice. La discussione s’è aggrovigliata sui temi del copyright e della ricerca di sponsor, e ha toccato l’apice di tensione nella quarantena imposta a «Gatto Nero», che l’ha presa agitandosi da tarantolato. *

Mi permetta di insegnarle il mestiere, signor Andrea Galli. Non dovrei: ho appena 26 anni, e di certo non lavoro per il Corriere della Sera. Però me lo permetta lo stesso, per quanto lo sputtanamento sia già compiuto e parlarne sparga solo la voce.

Innanzitutto - e questo direi che sono le basi, le dovrebbe conoscere - il virgolettato può utilizzarlo solo e soltanto nel caso di dichiarazioni rilasciate e riportate “as is” dalla persona indicata nell’articolo. Altrimenti sta attribuendo affermazioni mai esclamate. Come nel mio caso. Glielo dico con certezza, in quanto dichiarazioni alla stampa mi sono guardato bene dal rilasciarne e il video del mio discorso - sconnesso e nervoso, “tarantolato” quanto vuole - è disponibile on-line, per chiunque voglia farsi un’idea.

In secondo luogo, ma qui riguarda la sua professionalità e la sua etica di giornalista, personalmente mi sarei preoccupato di farmela rilasciare, una dichiarazione. Come ha cercato di fare il suo collega de la Repubblica Milano, in più riprese. Che poi questo non abbia avuto successo - non mi pareva molto raffinato sparlare di una Associazione in cui credevo - è un altro conto: lui ha fatto il suo dovere di ricerca delle fonti primarie. Lei invece, che mi va sull’edizione nazionale (e non su una paginetta locale), no. E direi che la cosa dovrebbe dare a che pensare, riguardo al sistema meritocratico del giornalismo italiano.

Terzo, questa dichiarazione è completamente falsa, e mi farebbe piacere venire a conoscenza della persona che gliel’ha rilasciata (visto che - di nuovo - lei ha usato un virgolettato, signor Andrea Galli):

«Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti».

Quali voci? Quale discussione via chat? Quale “pretesa di imporsi” e rispetto a cosa? Ha fatto dei controlli? Ha letto la succitata chat? Ha approfondito e verificato la notizia? No: pressappochismo dilagante, che ancora una volta portano ad attribuire dichiarazioni false alla mia persona.

E qui veniamo al quarto e ultimo punto. Vede, signor Andrea Galli, per quanto lei parli di «Gatto Nero» (fra virgolette), il qui presente sconnesso, nervoso e tarantolato Gatto Nero ha un nome e cognome. Tra l’altro immediatamente associabile, tramite una semplice ricerca in Rete (e c’è già chi l’ha fatto). E vede, la legislazione sulla diffamazione a mezzo stampa si estende anche a Internet.

Ecco: magari ci ripensi, la prossima volta. E impari a fare meglio il suo lavoro.

Blogger peracottari, lettere aperte e politica (Ovvero: non c’erano nemmeno le buone intenzioni, ma solo la spocchia) Venerdì, Febbraio 29th, 2008

Non vorrei tornare sull’argomento, specie con un altro titolo chilometrico come questo. Ma questa la dovete leggere pure voi:

Io sono andato a collegare i puntini, ho cercato un po’, e ho trovato questa: una petizione creata il 7 febbraio da Marco Camisani Calzolari che chiede al “presidente Silvio Berlusconi” di candidare in Forza Italia “un Blogger che sappia ascoltare le voci che si esprimono in rete”. Questo Blogger con la B maiuscola è ovviamente già stato individuato: è “Edoardo Colombo, 42 anni, blogger fondatore de il Giulivo, un Blog di partecipazione politica nato il 12 aprile 2004 che ha migliaia di iscritti che ogni giorno dibattono.”

Allora, penso male se credo che parecchie persone stiano soffiando sul fuoco di questa uscita di Vespa soltanto per obiettivi di carriera politica personale?

Ora, che dire? Perché è difficile rendere bene l’insieme degli aspetti fastidiosi in questa iniziativa (dalla manipolazione della buona fede delle masse, al becero sfruttamento umano tipico di quella classe politica che tutti dovremmo rinnegare, alla scelta del partito a cui rivolgersi, e così via…).
Che dire? Penso mi convenga andar giù di citazionismo.

Marco Camisani Calzolari, una sola parola: VERGOGNA.

(Via Stefano Mainardi)

Parlare della blogosfera e di Bruno Vespa [Ovvero: Come si cambia opinione in fretta (Ovvero: A volte la spocchia rovina le buone intenzioni)] Giovedì, Febbraio 28th, 2008

Volevo scrivere un bel e lungo post sul “Caso Vespa”, e su come la blogosfera abbia il pessimo difetto di parlarsi addosso e di essere autoreferenziale persino quando c’è da lamentarsi, e su come sarebbe stato mille volte più efficace inviare una lettere di protesta a Vespa, Rai e anche alla stampa. Collettivamente.

Poi ho letto che Stefano Quintarelli aveva avuto più o meno la stessa idea, e allora mi sono detto: “Che fico, per una volta non mi devo lamentare della blogosfera italiana!”.

Poi ho letto che questa iniziativa di protesta è solo per Gente Figa Di Un Certo Livello, perché loro possono avere qualcosa da dire al riguardo, perché loro hanno un peso, perché loro sono importanti, perché loro hanno diritto a essere incazzati - “500 ragazzini adirati perche’ dipinti come depravati” invece no - perché loro sono professionisti, perché il loro mica è un blog sciacquetto, perché il loro è un blog supercool che parla di comunicazione, routing, web-marketing e di supercàzzola.

E allora scusate se sono un povero pirla che ha aperto un blog, se non sono nessuno nella vita e quindi non ho alcun diritto di ritenermi offeso per esser stato definito un depravato o un “prostituto”; scusatemi se non ho 40 anni e non faccio il Manager in qualche impresa milanese; scusatemi se sono figlio di due poveri cristi che vengono dalla povertà calabra e sono dovuti emigrare per tirarmi su, e non di qualche famiglia-bene del Centro-Nord; scusatemi se ho avuto l’ardire di rubare il vostro giocattolino e di ritenerlo uno strumento democratico e meritocratico, in cui ciò che si dice (e come lo si dice) è più importante di ciò che si è (e del titolo che si ha).

Cretino io. Torno alla muratura che è meglio, così voi potete nobilitare la blogosfera.

Quando mi ricordo di mettere i titoli è sempre troppo tardi Lunedì, Febbraio 25th, 2008
Non amo le descrizioni, preferisco l’understatement. Sono dell’idea che ciò che caratterizza un uomo non sia ciò che dice di sé, ma ciò che fa e come lo fa.
Credo che il lavoro sia impegno e passione. Credo che la professionalità venga dalla conoscenza di ciò che si “manipola”, e che esattamente come quest’ultima sia quindi un continuo divenire.Credo anche che questa descrizione sia virata troppo sul metafisico. Ma questo, forse, era inevitabile.

Non so, ma non sono sicuro che questa descrizione sia abbastanza professionale, da mettere sul mio profilo su Neurona. Dovrei orientarmi verso le (da me) criticatissime descrizioni “convintissime”?

Questo famigerato giornalista Venerdì, Febbraio 22nd, 2008
Questo famigerato stupro sarebbe avvenuto lo scorso novembre, ma la ragazza lo avrebbe denunciato solo la settimana scorsa poco dopo aver scoperto il filmato su Youtube

Francesco Tortora, Corriere della Sera

PiùBlogCamp, a volte ritornano: nuovo videoblabla Venerdì, Febbraio 22nd, 2008

Per la serie “gli incubi non finiscono mai”, Marina Bellini mi segnala nei commenti un’altra mia video-intervista registrata nella cornice del PiùBlogCamp dello scorso Dicembre.

Anche in questo caso, come potete vedere, è solo un unico e lungo blabbing senza soluzione di continuità (tant’è che m’hanno dovuto tagliare).

Enjoy (se fa per di’…).

(Qui gli altri)

Caos Peracottaro Mercoledì, Febbraio 20th, 2008

Del film tratto dal libro di Giovanni Sandro Veronesi, che a questo punto mi tocca leggere, mi sono rimaste impresse poche cose:

  • la vena pretenziosa e autocompiaciuta di chi cerca di fare un’opera d’arte e non c’arriva
  • l’inconcludenza della trama nella sua realizzazione
  • la superflua e anche fuoriluogo scena di sesso fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari
  • l’ossessione feticista di Moretti per il capezzolo di Isabella
  • i denti storti di Alessandro Gassman, che m’è caduto un mito

Tutto il resto è un senso di profondo fastidio. Capita poche volte che un film mi infastidisca: questo c’è riuscito. Sarà che non sopporto i palloni gonfiati boriosi nella vita, figuratevi quando una pellicola ne prende tutti i difetti. Sarà che avevo in mente “La stanza del figlio” e il modo in cui Moretti parlava del dolore della morte in quel film, e penso non ci sia paragone.Se poi volete una recensione più articolata, sappiate che quoto Wonderpaolastra.

La MIA coscienza (sociale) obietta, e neanche il mio stomaco sta molto bene Mercoledì, Febbraio 13th, 2008
Blitz della polizia al Nuovo Policlinico. Sette uomini in divisa si sono presentati ieri pomeriggio nella Clinica Ostetrica per indagare su un’interruzione di gravidanza effettuata su una 39 enne che aveva in grembo un feto malformato. Il sospetto delle forze dell’ordine, dicono i medici, sarebbe nato da una denuncia anonima secondo cui la donna avrebbe ottenuto un aborto fuori legge per disfarsi del neonato.

Ecco. Ora: se io fossi una donna italiana prenderei baracche e burattini, mi farei un bel viaggetto a Napoli e mi piazzerei di fronte alla caserma della Polizia insieme a decine di migliaia di altre donne, in massa.
E se fossi un uomo italiano prenderei baracche e burattini, mi farei un bel viaggetto a Napoli e mi piazzerei a fianco alle MIE donne. Perché nessuno può permettersi di farle del male.

La tua coscienza obietta, il mio stomaco rigetta Martedì, Febbraio 12th, 2008

“Sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive”

…non c’avete proprio niente di meglio da fare

Negare all’evenienza Martedì, Febbraio 12th, 2008

Se c’è una cosa che non sopporto - e ne ho dato prova più volte nella mia vita - sono le menzogne.
Sono intollerante, come quando lo diventi dei latticini e non puoi neanche sentire l’odore del latte, che subito ti viene da vomitare.
Ecco, uguale uguale. Solo che non vomito: m’incazzo.
M’inalbero come il pene di Rocco Siffredi in uno qualunque dei suoi tanti film intellettual-concettuali.
È più forte di me (esattamente come il pene di Rocco Siffredi).

Capita allora che, quando leggo robe del genere, non riesca a trattenermi. “Boccaccia mia statte zitta”, mi dico. E invece niente, non posso farne a meno (e ZACCHETE mi brucio tutta la vita sociale).
C’è che sono curioso, in maniera compulsiva. C’è che magari mi trovo un link in entrata di cui capisco poco il senso, e comincio a indagare di link in link, di post in post.

E allora mi vengo a scoprire che lo scorso lunedì - quello della cena incriminata - nel corso del fantomatico incontro di alcuni blogger con Microsoft, uno/due/alcuni/nessun blogger hanno rubato/ricevuto in regalo/mercanteggiato una/due/molteplici copie del dvd di Windows Vista. Non c’avete capito un cazzo? Neanche io. Però mi sono messo a risalire la corrente, per farmi un’idea.

Si parte da un post di Pseudotecnico in risposta a un altro di Daniele, che spettegulessa così:

Circola voce che gli invitati all’evento romano di lunedì scorso chéz Microsoft abbiano ricevuto una copia omaggio di Windows Vista (presumo Ultimate).

Apriti cielo, ragazzi. Apriti cielo. Giovy subito smentisce, nei commenti:

NESSUNO ha ricevuto ALCUNCHE’ da Microsoft.
Non se ne sente parlare solo perchè nessuno ha nulla da dire al riguardo.
UNA persona è riuscito a… ehm… convincere i tizi di MS a “dargli in prestito” una versione di Vista Ultimate che era lì in esposizione, ma solo perchè l’ha chiesta lui (e se l’era già “nascosta sotto la giacca”) (ovviamente in modo scherzoso, eh!)

Elegante, vero? Dire fra le righe che quell’unica - unica, unica, UNA (maiuscolo) - persona che ha ottenuto la copia di Vista Ultimate l’ha sostanzialmente rubata. Pardon, se l’è fatta “dare in prestito” perché “l’ha chiesta lui”… ma attenzione: “se l’era già nascosta sotto la giacca”. Un concetto, quello dell’unico UNICO fruitore del regalo Microsoft che Giovy ripete anche in un commento a un post di …Lord Zarcon:

Alessandro, che tu abbia visto UNA confezione di Vista in UNA borsa non significa affatto che MS abbia regalato Vista a tutti i presenti.
Purtroppo è tanto più semplice SPARLARE quando non si è presenti e non si conoscono i fatti (ed i commenti di Luca e Stefano lo confermano).

Capite? La gente sparla e non conosce i fatti. In poche parole: sono degli stronzi. E lui, assieme agli altri lì presenti che non hanno parlato minimamente della cosa, sono solo le vittime delle malelingue. Ma mica solo malelingue, eh:

Se tu continui a dire che invece è stato un evento promozionale, che non è stato interessante, che… boh… ogni altra scusa del genere nonostante TUTTI (compresa Delymith, vatti a leggere i suoi resoconti) NON hanno definito una marchetta, ci sono solo due possibilità:
1) o rosichi da morire per non esserci stato, e spari a zero sulla cosa, cercando le scuse più sciocche (”Oh, hanno regalato a tutti Vista, se li sono comprati”, cosa non vera oltretutto)
2) o rosichi da morire per aver speso tanti euro andando a Roma solo per una cena e non essere stato all’evento. *

Cioè: se non siete d’accordo con me, siete dei rosiconi. E ancora altre scene di umana mediocrità, accuse e offese varie ed eventuali a chiunque non concordasse con lui (definiti alternativamente “ridicoli” o “avvocati difensori”, e così via).
Il concetto - tutti i concetti sparsi nei vari commenti, con toni abbastanza sgradevoli - vengono riassunti in un bellissimo post dello stesso Giovy, qui. Riporto l’incipit:

Un po’ di tempo fa vi parlai della “begasfera“, ovvero del diffuso malcostume di divertirsi a litigare fra blogger, accusando questo o quello di chissà quali malefatte. Allora era colpa delle classifiche, ora è colpa di presunti “regali” fatti a chi ha partecipato all’evento Microsoft.

Insomma, non solo rosiconi, malelingue, ridicoli e bambini, ma anche “persone che cercano beghe”. Il concetto viene ripreso anche da Stefano “Mister Chiavatona Galattica” Mainardi, anche lui presente all’evento:

Per la storia invece, delle copie regalate di Vista qui davvero mi viene da ridere, mi sembra una barzelletta, visto che stiamo parlando di una leggenda metropolitana diventata portabandiera dei molti che hanno scritto di questo evento criticando i partecipanti.

Una barzelletta, una leggenda metropolitana usata come portabandiera da chi non c’era (i soliti rosiconi). Capite? Non solo non c’è stato nessun regalo, ma addirittura ci sono persone che stanno cavalcando l’onda per qualche sottinteso tornaconto personale. Cattivoni, che brutte persone. E giustamente, Giovy concorda nei commenti:

Stefano, lascia perdere… non vale la pena parlarne ancora.
E’ stato chiarito ed assodato che non abbiamo avuto niente, è stato chiarito da tutti quelli che ne hanno scritto che è stato un incontro interessante e realmente partecipativo, ed io personalmente mi sento (oltre che con la coscienza in pace) felice di aver partecipato ad un incontro dove il dialogo era la prima cosa.
Le persone che non erano presenti stanno dicendo peste e corna, ma solo perchè (appunto) non erano presenti ed avrebbero tanto voluto esserlo.
Dalle mia parti si chiama “invidia”, mascherata dal “chissenefrega, siete tutti dei venduti” o dei “mangiatori di tartine”.
Vivi e lascia vivere… tanto succederà ancora… perchè inevitabilmente ci saranno esclusi alla prossima occasione, e tali esclusi salteranno sempre sul pero adducendo qualche altra motivazione.

Peccato che a questo punto qualcosa si incrina, qualcosa che rompe questa magica concordanza fra “tutti quelli che ne hanno scritto”. Luca Sartoni, anche lui presente all’evento (giusto per sfatare il cliché del “tu non c’eri”), fa una simpatica rivelazione sul suo blog:

Le pietre più grosse però sono state tenute da parte per chi si è imbucato la famigerata copia di Windows Vista Ultimate. Quando si scoprirà l’infame verrà colpito senza alcuna esitazione.

O forse no…

Nessuno verrà lapidato perchè non ci sono abbastanza pietroni per colpire ogni colpevole. Vorrei far presente che ad ogni lancio di prodotti, una serie di persone riceve regolarmente una o più versioni del suddetto prodotto senza che questo generi alcun tipo di problema.

In pratica, in maniera neanche tanto sibillina, Luca fra le righe ci conferma che qualche regalino in effetti c’è stato davvero. Cosa confermata a questo punto anche da Napolux, in un commento:

Io HO VISTO le copie sul tavolo, HO VISTO regalare una sola copia e le altre le HO VISTE rimanere lì fino a quando sono rimasto (circa le 20.30).

Sottolineatelo in rosso, questo famigerato tavolo: un tavolo che si scopre esistente, ma la cui presenza la si era negata pervicacemente nei commenti rilasciati dai partecipanti nei giorni precedenti. Come cambiano le cose in un attimo, eh? E la leggenda metropolitana? E la barzelletta?

Ma direte voi, in fondo è solo un piccolo particolare. Un tavolo. Non cambia la sostanza dei fatti: che non c’è stato nessun regalo, e che questa unica, unica, UNA persona che ha ottenuto Windows Vista l’ha fatto “costringendo” i rappresentanti di Microsoft.

Unica, unica, UNA persona che a quanto pare è stata fotografata da …Lord Zarcon, come possiamo vedere in questo scatto:

La copia di Vista incriminata

Una prova inconfutabile, si potrebbe dire. Storia conclusa, allora? Il tavolo c’era, e l’unica unica UNA copia di Windows Vista finita nelle mani di un blogger pure. Amen? Macché, le cose sono un po’ più complicate di così. In un suo post, Napolux - il suo blog è down, al momento, quindi non posso citare direttamente né linkare, ma provvederò domani - non parla solo di UNA copia di Windows Vista, ma di una copia e alcune licenze distribuite a vari blogger. Il quadro cambia ancora, vero?

E ancora: in un commento al post “fotografico” di …Lord Zarcon, Dario Salvelli fa la rivelazione definitiva:

…avevo visto che c’erano 3 copie di Vista su di un tavolino nello spazio dell’incontro e che Alessio Jacona ne ha presa una spiegandomelo tra una birra e l’altro perchè uno dei responsabili (quello di Vista se non sbaglio) gliel’ha gentilmente offerta così come anche ad altri che erano lì vicino.

Diamine, ma allora era Alessio lo scherzoso ladro che - stando alle parole di Giovy, riportate a inizio post - si era impossessato “con la forza” della copia del sistema operativo di Redmond. Cattivo Alessio, cattivo: non me lo sarei aspettato da te. Finita qui, il famigerato possessore dell’unica unica UNA copia di Vista era Alessio Jacona? Macché (ancora). Tornate un po’ su, e fate caso alla foto di …Lord Zarcon. Vi pare la mano di Jacona, quella? Meglio, vi pare una mano maschile, quella?

Bingo. Quindi quella di Jacona non era l’unica unica UNA copia di Vista in circolazione (ci potrebbe essere una seconda spiegazione, ma lascio questo spiraglio ai protagonisti della vicenda, se vorranno puntualizzare). Non solo. Avete letto bene il commento di Dario Salvelli? Non solo non era stato Jacona a “rubare” la copia di Vista, “gentilmente offerta” da uno dei responsabili. No: lo stesso responsabile avrebbe fatto la stessa offerta “anche ad altri che erano lì vicino”.

Il quadro è cambiato ancora, eh? La leggenda metropolitana, la barzelletta. Tutto in pochi commenti. E non oso pensare a cosa sarebbe potuto venir fuori, continuando a scavare.

Cosa impariamo, da tutta questa vicenda? Semplice:

  1. Non c’è nulla di male a ricevere dei gadget in regalo da parte degli organizzatori di un incontro promozionale. Ma non è il caso di nasconderlo perché poi le cose vengon fuori comunque, e poi ci si fa davvero una brutta figura.
  2. Quando si viene “beccati” non è mai il caso di negare negare negare a oltranza: meglio spiattellare tutto subito. Si rischia di scavarsi la fossa da soli e peggiorare la situazione.
  3. Questa è una lezione personale per Giovy (e perdonate se per una volta metto da parte il politically correct e l’understatement): la prossima volta che ti permetti di aggredire o insultare qualcuno e di mettere in dubbio la sua intelligenza, assicurati di potertelo permettere. Detto altrimenti: assicurati che detta persona abbia un quoziente intellettivo inferiore al tuo, che per misura spannometrica si è rivelato essere lievemente più basso di quello di un paramecio. Con tutto il rispetto per i parameci, ovviamente.
Te l’avevo detto Lunedì, Febbraio 11th, 2008

Questo blog, dicevo, abbandona la sua mastelliana equidistanza, indossa un maglione girocollo blu, appronta una parete con finti libri alle sue spalle e scende in campo.

Scende in campo contro il pericolo dell’invasione dei qualunquisti della forma. Scende in campo e lo fa a favore dei blog ben scritti e misconosciuti, perché estranei a certi meccanismi che ora fanno da padroni. Quei blog che qualcuno, il cui massimo sforzo è parlare del condimento della pasta a pranzo, definisce Z-blog. *

Cfr.

Elettorato Altruista - Campagna elettorale: riparliamone Sabato, Febbraio 9th, 2008

via Ubu | via Aelred | via Disorder | via Anellidifumo | via andante

Che poi io non vorrei dire, ma continuo a rilanciare l’iniziativa Elettorato Altruista, ecco. A ripensarci bene, meglio non buttarla via così… coi tempi che corrono.

(E Niketta propone un invio in massa al presidente della repubblica - scritto minuscolo mica a caso, eh - delle nostre cartelle elettorali. Sai mai che…)

Specchio, specchio della mia sicumera: chi è il più figo della blogosfera? Mercoledì, Febbraio 6th, 2008
Minchia, ancora non sono al primo posto nella blogghebabbel. Porcaccia…
Che poi: dei meme non se ne può più, che poi li abbiamo dovuti penalizzare e allora no.E mo’ che fàmo?Idea! Fàmo un concorso der miglior blogghere. N’attimo però… ci sta già. Cazzo! Quello stronzo di Gianluca Neri m’ha fottuto l’idea.

Aspè aspè aspè aspè… so’ un genio! Facciamo un premio ai blogghere sfigati, che quelli me vanno in fregola e me linkano tutti.

A me spiace. Davvero. E pure tanto. Perché non è colpa loro, se ci sono cascati con tutte le scarpe. In fondo è una cosa naturale, naturalissima: si gioca con la vanità comune a tutti gli esseri umani e… voilà, il gioco è fatto. I nominati mi se ne vanno tutti in brodo di giuggiole, e non ci capiscono niente.

In un colpo solo ti ritrovi decine e decine e decine di link in entrata, a un numero imprecisato di pagine diverse (la pagina dell’apertura delle nomination, la pagina dell’elenco delle nomination, la pagina della shortlist, la pagina del pre-scelta, la pagina dell’elenco dei vincitori e pure la pagina del modulo di invio voti… che mica lo puoi fare nella stessa pagina dell’elenco delle nomination, no: ci perdi tutti i link in entrata che una pagina a sé stante ti darebbe). BOOM: scali la classifica come se niente fosse, e ti sei fatto pure tanti simpatici amici fra nominati e vincitori (bellamente sfruttati per i tuoi scopi). Perché si sa: la piaggeria è un’arte che ripaga. (L’onestà un po’ meno, di solito: non ti fai tanti amici).

È questo che mi fa incazzare. Non tanto la gente che c’è caduta come una pera cotta, no. Ma lo sfruttamento e la presa per il culo delle persone, la manipolazione dei sentimenti degli individui per il raggiungimento di un proprio determinato scopo.
Altresì detto “utilitarismo” (ai tempi usavo l’espressione “amico a convenienza”).
Che vi prego, non venitemi a raccontare la storia del “l’ha fatto per giocare”, perché lo sappiamo tutti - ma davvero tutti, eh (a parte forse chi crede ancora nelle favole) - che dalla sua apparizione nel panorama blogosferico italiano questo individuo non ha fatto altro che tentare in ogni modo di guadagnarsi un posto al sole, sbracciandosi e sgomitando. E c’è pure riuscito, eh: un giorno o l’altro ne dovremo pur parlare, di questo fatto.

Perché questo concorsetto - relativamente patetico, dal mio punto di vista - non ha nulla di “contro il sistema”, o di alternativo ai concorsi da “blogstar”. Non vuole davvero promuovere blog misconosciuti ma di valore: ci sono altre iniziative che lo fanno molto meglio, partendo dal basso e senza votucoli vari. Non ha neanche quella carica ironica e dissacrante di concorsi come i Poverino’s di Magent & Woland, ad esempio: che lì era davvero divertente, parteciparci.

Macché: questo concorsetto ha come unico leit-motiv quello di sbertucciare i concorsi delle vere (cosiddette) “Blogstar”, offrendo una versione distorta ed edulcorata degli stessi.
Un po’ come quei concorsi di bellezza per bimbe americane, truccate vestite e cotonate come donne adulte. Finendo per rendersi ridicole. Paro paro, ecco. Questo desiderio di essere qualcosa che non si è, questa invidia mal celata.

Che diciamocelo chiaro, il concetto di blogstar di serie B - anzi no, Z (sai com’è, sennò so’ troppo banale) è vecchio e stravecchio, tirato fuori da un sacco di persone. Roba vecchia, come questi mezzucci attira-popolarità-facile.

Che però funzionano. Bah.

Ma li mortacci vostra Martedì, Febbraio 5th, 2008

C’è una ragione per cui mi guardo come la peste dall’organizzare cene sociale con numero di partecipanti > 10 (che già dieci è tanto).
Il fatto è che per esperienza:

  1. Puoi sbatterti quanto vuoi per render tutto perfetto, ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire (si è speso troppo, si è mangiato male, era meglio così, era meglio colà)
  2. A fine serata ci sarà sempre un ammanco di soldi pari a un totale di 1 o 2 quote (se si è diviso “alla romana”, ma vale lo stesso principio facendo una media delle cifre pagate)

Detto questo, volevo ringraziare i partecipanti alla BlogBeer Cena che NON hanno pagato, o che hanno pagato un infinitesimo di quanto consumato (coscientemente), costringendo me e un’altra 10 di persone a colmare un ammanco pari a oltre 200 euro per saldare il conto.

E mi spiace molto per SenzaStile, che porello c’è rimasto male (200 e passa euro sono una bella botta: anche ammettendo calcoli sbagliati, vogliono dire almeno 3 o 4 persone - per circa 30/40 euri a testa - che non hanno sborsato ‘na lira).

Per dire: 100 euro ritirati al bancomat, 10 euro di benzina. E sono tornato a casa con 25 euro. Costo della serata: 65 euro. Siamo proprio italiani, a volte.

(E la cosa brutta è che mi sento pure in colpa, senza averne…)

Chiudi la porta quando esci Giovedì, Gennaio 31st, 2008

Quel bell’omino di Calderoli

Calderoli: ”Con nuovo esecutivo pronti a lasciare le Camere”

Strade ruggenti, cavalli al galoppo… * Mercoledì, Gennaio 30th, 2008

Vedo e rilancio: a quando “Il Tulipano Nero” e “La Stella della Senna”?

* sì, sto post era roba da Tumblr, qualunque sia la cosa a cui serve un Tumblr.

La situazione del cinema italiano non è buona Domenica, Gennaio 27th, 2008

Carolina Crescentini: la squinzia del nuovo cinema italianoCarolina Crescentini è AN-TI-PA-TI-CA. Di quella spocchia che si sente a pelle, che percepisci subito, e che puntualmente riesce a confermare non appena apre bocca.

Riesce anche nell’impresa di risultare più odiosa addirittura di Violante Placido.

E il fatto che - al pari dei suoi concittadini della new wave italiana Nicola Vapodiris e Silvio Muccino (spocchia-enabled pure loro) - sia praticamente onnipresente in QUALSIASI film in uscita, è indicativo.