Si può bloccare la produzione di un contenuto, mentre si discute sulla produzione di contenuti? Pare di sì. È successo.
Ciò che m’è dispiaciuto di più del PiùBlogCamp di ieri è stato proprio questo, e pare che io non sia stato l’unico: il senso di incompiutezza. Come l’assaggiare un quadratino di una buona torta, senza poterne mangiare una fetta intera. Frustrante, potremmo dire.
Per carità , Leo Sorge pare aver capito (in parte) la cazzata l’errore fatto, ma mi viene da domandarmi quanto sia onesto chiedere scusa a “alcune persone, tra le quali Maxime e (porcomondo) Riccardo Cambiassi“ (con particolare attenzione al secondo) e non capire - invece - che ci sarebbe da chieder scusa a tutti, anche al povero pirla blogger di seconda categoria che fa uno speech (si spera) interessante o all’avventore casuale che dei blogger e dei BarCamp ha recepito una pessima immagine.
Nel mio piccolo - che di BarCamp non ne avevo fatto neanche uno - l’idea era quella di discutere. Discutere, discutere, discutere e magari lavorare per un cambiamento, un miglioramento. Sono fatto così: un povero idiota idealista e romantico. Ma vabbè, è andata com’è andata.
Sta di fatto che del mio (inutile) intervento, è stata tagliata via la parte che mi pareva più interessante e degna di nota: il dialogo collettivo sul “senso” della blogosfera.
Perché, se è vero che nessuno può mettersi a dire cosa un blogger debba o non debba fare, e se è vero anche che il blog frivolo (leggero, “vuoto”… chiamatelo come preferite) ha diritto di esistere, è anche vero che la situazione attuale della blogosfera italiana - uno status quo in cui il frivolo è lo standard, e il contenuto è un eccezione - non va bene.
Cosa siamo, cosa vogliamo.
È la domanda implicita che volevo e voglio porre ancora a tutti i componenti della blogosfera: cosa vuol dire essere blogger, cosa vuol dire essere blogger italiani? Che posto abbiamo - collettivamente - all’interno della nostra società ? Qual è la nostra utilità sociale?
Sono domande a cui c’è sicuramente una risposta, e se non c’è va trovata. Insieme.
Qui sotto trovate le slide create per lo speech. Se volete, guardatele pure: fanno un confronto fra lo status della blogosfera italiana nel 2006, e lo status della blogosfera italiana 18 mesi dopo. Cambiamenti? Qualcuno. Nella maggior parte dei casi - dal mio punto di vista - sono peggioramenti. Dategli un’occhiata, ma francamente è la cosa meno importante. Quello che serve è scritto qui sopra, e sono domande aperte. A tutti.