Messi da parte per un attimo tutti i problemi relativi all’incompetenza del Corriere della Sera (e confermo quanto detto da .mau.: le scuse di Pratellesi - “imprecisioni”? - sono esilaranti in misura tale da far quasi tristezza), mi permetto di scrivere un paio di mie considerazioni personali riguardo alla giornata di domenica, e alla mia radiazione da Wikimedia Italia.
Le scrivo di getto, vuoi perché la giornata di oggi è stata quanto meno sfiancante, vuoi perché l’argomento mi tocca molto, e molto nel profondo (chi ha avuto modo di parlare con me dopo la radiazione, avrà capito il mio stato d’animo).
- La cosa che più mi ha colpito, e lo ha fatto fin dal primo momento in cui ho messo piede all’interno del Negozio Civico di Milano, sono stati gli sguardi sbigottiti di molti dei miei “amici” (o dovrei dire “ex” tali) wikipediani di fronte alla mia inaspettata presenza. Sbigottimento e forse imbarazzo, in alcuni casi. Difficoltà a gestire la situazione. Più in generale l’approccio nei miei confronti è stato simile a quello che si riserva a un appestato: una cosa che forse puoi aspettarti, data la situazione, ma che fatto da persone con cui hai condiviso molti momenti dal vivo mette comunque tristezza.
- Fra gli sguardi e le reazioni, quella che invece più mi ha sconvolto e fatto riflettere è stata quella di Remulazz, che mi ha rivolto un’occhiata assassina e ha sibilato un gelido “Ma tu non eri stato bannato?”. Come se il bando o il blocco di una utenza su Wikipedia possa implicarne la cancellazione come persona, nella sua intera esistenza e nella sua dignità di individuo. L’impressione - e lo ripeto, si tratta di impressione personalissima (e quindi magari infondata) - è stata quella di una certa cattiveria arcigna, di una non accoglienza che non mi pare riservabile neanche al peggior nemico. Non ho avuto il coraggio di interagirci ulteriormente (non foss’altro per gli sguardi che ha continuato a riservarmi, nei rari momenti di “incontro casuale”).
- Della votazione in sé, a parte il tumulto interiore provato nel momento del mio intervento, mi è rimasta impressa la vaghezza delle accuse: una vaghezza tale da portare anche alla presentazione di una serie di accuse totalmente infondate. Quel che so per certo è che su WikiMedia non ho fatto alcunché di vandalico prima della radiazione, proprio perché provavo massimo rispetto per l’Associazione e i suoi scopi; e anche che l’unica mia manifestazione di dissenso esplicita nei confronti dell’azione del Direttivo è avvenuta privatamente alle mail dei componenti dello stesso. Quindi: nessun vandalismo in Mailing List, dalla quale tra l’altro mi ero disiscritto dopo l’ennesimo attacco gratuito e premeditato di JollyRoger (la persona che nel video si vede applaudire sguaiatamente alla dichiarazione dei risultati della votazione). Sfido inoltre a trovare miei vandalismi su wikimedia.it antecedenti alla mia radiazione. Mi sfugge quindi il senso di una radiazione motivata in quel modo: se lo scopo era levarsi dalle balle un rompicoglioni - come anche altri pare abbiano inteso, oltre me - bastava dirlo apertamente, senza inventarsi cose non accadute. Sono certo che la votazione avrebbe avuto lo stesso risultato, ma sarebbe stata più onesta.
- Vedere la corsa all’“anch’io ne ho richiesto la radiazione” portata avanti da drachinobello e da Gac è stato davvero degradante. Una gara a chi è arrivato prima di cui io non sarei andato per nulla fiero. Da una persona come Gac - che arrivò a urlare un “NO!” pur di non salutarmi (in tempi passati non sospetti), mentre io restavo con la mano tesa - non potevo certo aspettarmi segni di civiltà maggiore. Fatta da Roberto la cosa mi ha lasciato più basito, devo essere onesto, ma non sono nuovo a valutazioni personali errate. Quindi, a quanto pare, potrebbe essere ricapitato.
- A Xaura vorrei dire che, per quanto nobile nel tentativo, la mozione d’ordine - che cercava di evitare una caciara interminabile, me ne rendo conto - ha sortito una serie di effetti non propriamente piacevoli:
- Io mi sono ritrovato a dover rispondere a un pacchetto chiuso di informazioni raffazzonate, come detto sopra, e di accuse messe assieme come una grossa insalatona. La mia arte retorica è quel che è, avere l’orologio che fa TIC TAC non permette una chiarezza maggiore.
- Alla fine della fiera, l’argomento era stato talmente tanto non spiegato, che la gente non c’ha capito un cazzo. Ne fa testimonianza la reazione di… Archenzo?… che ha esclamato un “Ma io non ho capito niente”, mentre Jollyroger cercava di convincerlo a votare a favore della mia radiazione. Sulla fiducia (sigh!).
- Più in generale, a una persona - che in questo caso ero io, ma poteva essere chiunque altro - o meglio, al destino di una persona, alla dignità di una persona è stato dedicato meno tempo (= valore) che alla Biblioteca di Sarcazzo o all’Iniziativa Tal de’ Tali. Quando questo avviene, quando cioè alla Persona viene tolto valore e importanza, siamo di fronte a una stortura etica/morale. Questo, per quanto riguarda una valutazione generale. Per ciò che concerne una valutazione personale di questo aspetto: la sensazione è stata di umiliazione, umiliazione totale. Mi avete fatto sentire una nullità : non so se sia stata una cosa voluta, di certo - io personalmente - mi guarderei bene dal far provare questo sentimento a chiunque altro.
- Sentirsi dire di non aver fatto nulla per l’Associazione è stato offensivo, oltre che triste. L’onestà intellettuale di ricordarsi gli sbattimenti che mi sono preso per lei è mancata, e molte cose concrete sono ancora lì a dimostrazione del mio impegno. Il fatto che io preferisca non stare lì a sbandierare questo e quello, come altri fanno, non vuol dire che la gente possa ritenersi in diritto di cancellare le mie azioni.
- Ritornando agli applausi sguaiati, e alle continue interruzioni (che si notavano comunque anche senza microfono), e alla generale mancanza di educazione: penso sia indicativo che io sia fuori dall’Associazione, mentre non lo è una persona come Jollyroger - che per tutta la durata dell’Assemblea non ha fatto altro che rilasciare contributi distruttivi, quelli sì che lo erano, e ha lasciato come ciliegina sulla torta quell’atto finale di mancanza di civiltà nei miei confronti. La definirei una scelta di campo, e di stile: conoscete il detto, “Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei”. Al di là della mia radiazione, vi inviterei a pensare all’immagine che dà lui dell’Associazione a chi vi guarda dall’esterno e a farvi un esame di coscienza.
Sono stato lungo, e sono stato anche sconclusionato. Ma vi avevo avvertito. Concludo dichiarandomi molto triste anche per gli atti di sciacallaggio postumo compiuti da alcuni altri, vari ed eventuali wikipediani che si sono mostrati (nuovamente) privi di tatto e di rispetto. Come se, anche per loro, il blocco di una persona o la radiazione da una Associazione implichi la sospensione di ogni regola di convivenza e di “compassione” - nel significato latino del termine - nei confronti dell’individuo.
Come se bastasse quello per cancellare anni e anni di rapporti.
Sì, qualcosa di distorto c’è. Ma non è solo l’immagine data di me o dell’Associazione sulle pagine del Corriere, purtroppo.