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7 Luglio 2008No. Niente spedizioni.
No. Niente spedizioni.
Ero al pride, di Roma. Con altri ragazzi (?) e la mia eos350d. Fotografavo. I carri, le persone. C’era tutto l’enturage della capitale, e quindi del paese: Imma Battaglia, Rossana Praitano, Fabrizio Marrazzo, Giorgio Morelli, Andrea Maccarone, Vanni Piccolo, Franco Grillini, Sergio Lo Giudice, Aurelio Mancuso, Vladimir Luxuria, Titti de Simone, i volontari del Mieli, i volontari dell’arcigay (roma - cassero - nazionale), i volontari di dìgayproject. Di gente ce n’era poca. Di romani, intendo. Una sagra paesana in una città con tre milioni di residenti. Però c’era il sole. Voglia di andare al mare. Qualche ragazzo carino, molte lesbiche, alcuni travestiti, transessuali, transgender, dei turisti, delegazioni dal nord e dal sud, qualche spagnolo, statunitense, francese, un tipo travestito da Ruini e un’altro da bagnasco/dr.Evil. Striscioni e cartelli sui Dico, sui Pacs, su Ratzingher & George, su Zapatero, sui diritti; ma principalmente si sfilava ognuno con il proprio simbolo e la propria sigla. Un carro con la schiuma, uno con dei politici/cartonati conviventi, quello del muccassassina e quello dell’alpheus. Musica e poche parole, strillate mentre si cammina. Le famiglie arcobaleno ad aprire il corteo. E una commemorazione di Matteo Moreno, il ragazzo filippino suicidatosi, con tanto di parole della madre.
Ero al pride di Roma del 9 giugno 2007. Questa notte. Molta poca gente, poca rilevanza mediatica, nessuna novità dal fronte occidentale. Zero rilevanza politica.
Poi mi sono svegliato. Ho messo su un the, ho mangiato i miei biscotti e della marmellata, mi sono fatto una doccia e ho preso un caffé al baretto dell’università . Niente cappuccino. Poi sono andato a lezione. E ho pensato che il 9 giugno, quello vero, sarà ancora peggio del sogno. Magari me ne andrò al mare anche io. Sempre non succeda qualcosa. Sempre non si chieda di passare vicino al vaticano; sempre non si suscitino le ire e le dichiarazioni (l’aggettivo fascista non serve) del papa, del portavoce vaticano, del presidente della cei, del vescovo vicario, dei laici devoti, dei ciellini, di volonté e dei leghisti; sempre non si inizi a parlare alla gente (sì, alla gente. che non vuol dire populismo, anzi. vuol dire mettersi in gioco, trasformare in dramma pubblico ogni dramma privato; significa esporsi personalmente, individualmente e quindi anche socialmente, politicamente, comunitariamente.).
Perché è vero, han ragione i vescovi, ogni individuo nasce come Figlio; ma ogni figlio, prima o poi, diventa genitore. Se non biologicamente perlomeno idealmente. E ogni genitore non vuole altro che la felicità , il benessere, la vita del proprio figlio. Che sia biondo, che sia nero, che sia frocio. Avrà qualche indugio iniziale. A volte breve, a volte lungo. Ma che sia lieve o sia violento, ogni genitore cede al figlio. All’amore per il figlio.
Anche se Andreotti dice che non è naturale. Anche se Mastella ripete che è perverso. Anche se Buttiglione mugugna che si può curare. Anche se il Papa afferma che è contro Dio.
Perché se anche Dio scendesse nuovamente in terra, annunciato da squilli di trombe e musiche celestiali suonate dai Serafini, accompagnato da suo figlio il Cristo, dal profeta Elia e dal profeta Maometto, per comandare al moderno Abramo di far fuori Isacco, stavolta verrebbe rispedito a calcioni fra le anatre in volo.
Persino se apparisse in Arabia Saudita, in Iran, in Afganistan o in Italia.
Sul portone centrale della cattedrale di San Lorenzo a Genova qualcuno ha scritto “Bagnasco Vergogna“. Il mondo politico in fibrillazione, molti si affrettano ad esprimere la propria solidarietà all’arcivescovo presidente della CEI. La scritta è apparsa tanto pericolosa da far assegnare al porporato una scorta. Una scorta.
Come a Paolo Borsellino. O a Oriana Fallaci. O a Roberto Saviano.
Una scorta.
Perché qualcuno ha scritto - intimidazione violenta e feroce - Vergogna.
Una scorta. Che paese di merda.
AGGIORNAMENTO: Svelato il segreto dietro la scritta.
Sono stato contattato dal Ministro dell’interno Giuliano Amato. Il quale ha dissolto i miei dubbi in merito all’assegnazione della scorta. Pare che dai filmati di alcune telecamere a circuito chiuso i servizi segreti abbiano identificato inequivocabilmente la senatrice della margherita Paola Binetti come l’autrice del gesto. Agenti infiltrati confermano che l’ala dura dell’opus dei sia profondamente irata per la rettifica che smentisce l’equiparazione “Unioni omosex = Pedofilia & Incesto”.
Stupisce e sconcerta - però - il vocabolario forbito della vecchiaccia col cilicio. “Vergogna” gliel’avrà suggerito Ruini. Lei e Volonté avrebbero più felicemente utilizzato termini quali “frocio di merda” per esprimere il proprio dissenso alla linea giudicata troppo accomodante di Bagnasco.
Povero Angelo Bagnasco. La Binetti non molla.
È tignosa.
Oltre che vendicativa.
Coraggio, zì prete, coraggio!
Lucia Annunziata: Ma i gay hanno qualche diritto?
Monsignor Rino Fisichella: Certamente sì come quelli di successione o a darsi un’assistenza reciproca. Non credo che la Chiesa possa essere accusata di fare discriminazioni.
Aaaaah. Abbiamo il diritto all’assistenza reciproca. Che se non ce lo dava monsignore..
Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società . [..] Riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile [..], pericolosa [..]. L’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. [..] La storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume. Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile. [..] Il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza. [..] Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto. [..] “Un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge” [..] pertanto non “può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società ”.
Il testo è la Nota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto. I virgolettati sono di Joseph Ratzingher.
Mentre quella furbona di Lucia Annunziata scrive della sua adesione al Family Day il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Arcigay e Arcilesbica, persino tal Liff, fanno sapere che se ne terranno ben lontani. Perché? Cos’è cambiato? Pare si siano accorti che la manifestazione è omofoba, integralista, bigotta, reazionaria e pure un filino fascista. Ma, dico, c’era bisogno di leggere il manifesto per accorgersene?
Alla manifestazione per la famiglia si doveva partecipare proprio per questo, proprio perché fascista. E (finalmente) per affermare una banalità . I pacs, i dico, le tesserine per i parcheggi e l’abbonamento a sky son tutte cose interesanti, ma i gay non dovrebbero lottare (solo) per questi. Non dovrebbero chiedere la reversibilità della pensione per chi convive da trentacinque anni, o la possibilità di intestare al/alla compagno/a un quindicesimo del proprio patrimonio, o ancora di avere accesso alla sala d’attesa dell’ospedale in cui l’altra/o viene ricoverata/o. Perché questi nel migliore dei casi sono diritti civili. Diritti di tutti, per tutti. Diritti della persona, che ogni società dovrebbe erigere per sostenere se stessa.
Gli omosessuali devono/dovrebbero/dovranno/avrebbero dovuto già da tempo affermare se stessi. Rivendicando. Prendendo. Pretendendo. Tutto.
Tutto.
E i diritti non si chiedono. Né sottovoce né urlando. I diritti sono. Oppure no.
Ecco, ora è importante andare in piazza. Ora è davvero importante esserci. Nessun condizionale.
Froci, divorziati, ragazze madri, lesbiche, conviventi, famiglie allargate..
Il 12. 12 Maggio. In piazza. Per manifestare a favore della famiglia. Anzi, delle famiglie.
Certo, se saremo in trenta non ci si filerà nessuno. Però magari se..
Scommettiamo che se..
Hanno ucciso l’autista di Mastrogiacomo. Però, percarità , Mastrogiacomo è salvo. Forse verrà liberato.
Gli hanno ucciso l’autista? Ma chi se ne frega, era pure Afgano.
Cosa non farebbe una Binetti pur di sanguinare?
Il governo è caduto. Cioé no. Il governo ha ricevuto la fiducia. Il governo è stato battuto sulla politica estera, ma si è prontamente ripreso togliendo di mezzo i dico. Cioé no. I dico sono un disegno di legge lasciato alle iniziative parlamentari. Cioé no. Cioé? No.
Il papa ha detto che si deve tornare al latino, che i divorziati non son degni di ricevere la comunione, che gli omosessuali sono contro natura. E finquì non mi pare ci sia tutta sta novità . Anzi. Mi meraviglio non si sia scagliato contro la televisione, contro le donne, contro chi infrange il riposo domenicale. Cosa? Ha detto anche questo? E come ha giustificato la misoginia? Eh!? Ha parlato di donna pienamente realizzata in quanto moglie e madre? E le donne italiane che dicono? Nulla? Nessuna che l’abbia mandato a fare in culo?
C’è stata una manifestazione a piazza Farnese. Di froci. Ma anche eterosessuali. Le trans non c’erano, purtroppo. Però qualcuno potrebbe spiegarmi perché c’era Diaco. Bellina, i soliti quindicimila gatti.
Vabé, un mese e più che nn si scrive, ma mi pare tutto sia come prima.